I cineamatori del Friuli Venezia Giulia

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Nel capitolo “Cineamatori e cinefili” di Il Friuli e il cinema (1996) Mario Quargnolo scriveva a proposito dei cineamatori friulani, i primi a nascere, negli anni Trenta, i più numerosi e quelli che fecero più proseliti anche nelle altre province della Regione:
“Il Cineclub Udine, uno dei primi d’Italia, è stato fondato nei primissimi anni Trenta da Guido Galanti, Renato Spinotti e Francesco Pelizzo. Galanti era il regista, l’autore, Spinotti l’operatore (è zio del celebre Dante Spinotti), mentre Pelizzo era il coordinatore. Nel 1934 il Cineclub produce Giornate di sole, girato in una quindicina di giorni fra Lignano e Udine. Il film ottiene consensi anche al di fuori della cerchia provinciale e arriva alla seconda Mostra del Cinema di Venezia dove non è preso in considerazione dalla giuria soltanto perché è stato iscritto in ritardo. Intanto il Cineclub si trasforma in Cineguf, non per libera scelta, ma per una precisa disposizione venuta dall’alto. Ecco il secco comunicato del novembre 1934 che così recita:
'Il conte Galeazzo Ciano, sottosegretario di stato per la stampa e la propaganda, presi accordi con S. E. Achille Starace, segretario del Partito Nazionale Fascista, dispone che tutte le attività cinedilettantistiche e cinesperimentali in genere, compresi i diversi Cineclub, facciano capo ai Gruppi Universitari Fascisti (Guf), che saranno incaricati dell’organizzazione e disciplina di tali attività. Non saranno consentite altre organizzazioni all’infuori di quelle aderenti ai Guf'.
Galanti e i suoi compagni continuano così il loro lavoro all’insegna del Guf. Tra le successive produzioni di Galanti: A Villa Rosa è proibito l’amore (1937), Controvento (1938), Il piccolo spazzacamino (1940), Rosellina (1944).
Nel 1940 il Cineguf ha avviato anche un ciclo di proiezioni retrospettive. Nell’aula magna del liceo Stellini sono stati proiettati: Il fu Mattia Pascal di L’Herbier, Ridolini alla segheria e Messalina di Guazzoni, film forniti dalla Cineteca Italiana di Milano. Nel 1942 (dicembre) il Cineguf Udine ha organizzato un convegno a livello nazionale. È stata la sua ultima manifestazione (ne scrisse molto la rivista Cinema).
Nel dopoguerra (1949) sorge il Circolo del Cinema a cura di Rodolfo Castiglione che attua un programma del massimo interesse artistico-culturale. Castiglione porta a Udine film inediti di grande valore, spesso in edizione originale, come Les Enfants du Paradis di Carné o Ivan il terribile di Ejzenstejn, ma non trascura le anteprime di classe e le retrospettive. Parallelamente rinasce il Cineclub per iniziativa di Adriano Degano. Attorno a lui si raccolgono Umberto Asti, Annedi Delli Zotti, Elio Ciol, Walter Faglioni, Antonio Seguini, Armando Rigo. Anche Chino Ermacora è coinvolto nell’attività. Il Cineclub organizza a partire dal 1955, e lo continuerà per diversi anni, il Festival triveneto del cinema d’amatore che si svolge inizialmente a San Daniele del Friuli. La giuria (ne hanno fatto parte volta a volta Tino Ranieri, Leonardo Autera, Mario Quargnolo, Licio Damiani, Gianni Alberto Vitrotti, Tullio Mainardi, Andrea Cason, Ezio Pecora, Aldo Nascimben) premia lavori che spesso sono di qualità, come quelli di Piavoli o di un gruppo di autori triestini.”
Il fondo cineamatoriale della Cineteca del Friuli è in costante crescita e la collezione degli film realizzati nei piccoli formati come l’8mm e il Super8 e il 16mm ha portato alla luce importanti materiali filmici riguardanti momenti significativi della regione Friuli Venezia Giulia da quelli più privati come cerimonie familiari, gite ed escursioni, matrimoni, a quelli pubblici come manifestazioni, sfilate, processioni ed altre cerimonie religiose, feste, comizi, inaugurazioni, celebrazioni, eventi sportivi.
Per quanto riguarda gli anni Trenta, il fondo Guido Galanti, purtroppo è costituito quasi esclusivamente da tagli che ci sono stati donati dagli eredi, salvo Giornate di sole, che è in restauro al DAMS di Gorizia ed è completo. Gli originali a 16mm di tutti gli altri film sono purtroppo dispersi: una ventina di anni fa furono trasmessi a Telefriuli da Galanti stesso e da Mario Quargnolo; successivamente le copie passarono alla Manifattura di Gemona, all’epoca proprietaria dell’emittente e dopo di allora non si è saputo più nulla. La Cineteca ha una copia video.
Di ottima qualità artistica e tecnica è Il Friuli (Cineguf, 1936-1942) di Giuseppe Francescato, Orama Lestuzzi, Fausto Magnani e Maurizio Sanvilli; rearizzato pellicola invertibile Agfacolor a 16mm e depositato in cineteca da Luigi Francescato
Delle realizzazioni cineamatoriali del secondo dopoguerra invece molto è conservato. Elio Ciol, Antonio Seguini De Santi e Walter Faglioni hanno donato alla Cineteca del Friuli quanto avevano realizzato sotto l’egida del Cineclub Udine (compresa varia documentazione cartacea).
Negli anni 50, Antonio Antonelli, il farmacista di Gemona, realizzò a 16mm alcuni documentari sulla sua (e nostra città) e sulle sue tradizioni che, dopo il terremoto del 1976, hanno assunto una fondamentale importanza per i gemonesi e per i friulani. Notevole è ovviamente il fondo del terremoto del Friuli del 6 maggio 1976 che è stato documentato in Super8 ma anche a 16 e 35mm.
Anche Eraldo Sgubin, cinematore goriziano, si è cimentato con il Super8 sonorizzato con musiche e commento documentando negli anni Settanta i Castelli del Friuli prima e dopo il terremoto o Cormons cu la mude di viarte.
Tullio Mainardi ha realizzato alcuni documentari a 16mm su Trieste e su Grado negli anni Quaranta e su Grado, mentre Alfredo Righini, oltre che animatore del Club Cinematografico Triestino, ha documentato, principalmente in Super8, le bellezze naturali e artistiche della Regione. A San Vito al Tagliamento è stato molto attivo Enrico Vendramin che ha realizzato a 16mm un importante documentario sulla storia del Friuli.
Molti home movies sono entrati a far parte dell’archivio della Cineteca: quelli di Gloria De Antoni, di Enrico Mengotti (che ha girato dopo il terremoto di settembre 1976 un film di fiction a Gemona nel Duomo e a Casa Gurisatti), Rino Calligaris, Rino Gubiani, Lauro Pittini, Carlo Gaberscek, Alberto Coiz e tanti altri. La cineteca li conserva gratuitamente dopo aver realizzato un riversamento video che viene consegnato ai depositanti.
Fra le recenti acquisizioni per la cultura e la storia regionale, ricordiamo gli home movies di e con Primo Carnera, quasi tutti a 16mm, depositati dal Comune di Sequals e dalla figlia del campione Giovanna Maria; i filmati degli spettacoli delle marionette dei “Piccoli” e delle tournée di Vittorio Podrecca dagli eredi di Pirro Braga; molto consistente il deposito di Luigi Deciani (costituito da 16mm degli anni Trenta di cerimonie pubbliche e private del Friuli collinare). Nel 2010 sono infine entrati a far parte dell’archivio cinema del Friuli Venezia Giulia, depositati dai nipoti Elena e Alessandro Piselli, i film di finzione e i documentari di Guido Galanti che ancora mancavano all’appello rispetto ai precedenti ritrovamenti. La Cineteca del Friuli sta ora curando la preservazione e digitalizzazione di queste opere che hanno come soggetto soprattutto gare sportive ed eventi come la Mostra regionale dell’artigianato (1948); La Madonna Missionaria parte per Tricesimo (1949); L’onorevole De Gasperi a Udine (1950); L’Udinese dalla C alla A (1950); Inaugurazione della Birreria Moretti a Udine (1952); Arrivo dei reduci dalla Russia alla stazione di Udine 13.01.1954. Si tratta di testimonianze notevoli del Friuli degli anni della ricostruzione e, in particolare, del più consistente nucleo di materiale filmico relativo alla città di Udine.


 

 
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