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Gemona, 29 novembre 2021
Italia, il fuoco, la cenere, un film sulle radici del cinema italiano, con immagini d’archivio della Cineteca del Friuli
. Mercoledì 1 dicembre al Torino Film Festival


Un fotogramma dal film di Eleuterio Rodolfi del 1913, Cenerentola. (La Cineteca el Friuli)

Per noi l’archivio è materia estetica, viva e pulsante”: Olivier Bohler e Céline Gailleurd, autori di Italia, il fuoco, la cenere, in programma mercoledì 1° dicembre al Torino Film Festival, rimarcano così l’importanza del lavoro di salvaguardia delle cineteche e le vaste possibilità di riutilizzo dei materiali conservati per la creazione di nuove opere.
IItalia, il fuoco, la cenere, con la voce narrante di Isabella Rossellini, è “una riflessione sul gesto cinematografico e sull’origine stessa del nostro desiderio di immagini”, un documentario che avvalendosi di materiali eccezionali, spesso inediti, conservati nelle cineteche europee, racconta con un taglio poetico e contemporaneo il cinema italiano dal 1896 al 1930 e gli anni che precedettero l’avvento del fascismo. La Cineteca del Friuli-Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia ha contribuito alla realizzazione del film fornendo, grazie all’ampia collezione di cinema muto italiano e di film dal vero della Grande Guerra, sei minuti di immagini tratti da undici fonti diverse, sia documentari che cortometraggi a soggetto risalenti per lo più agli anni Dieci del Novecento, recentemente restaurati. Alcuni sono stati proiettati per intero alla scorsa edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, come Cenerentola (1913) e La battaglia dall'Astico al Piave (1918), quest’ultimo restaurato dall’Università di Udine con la collaborazione della Cineteca. (Comunicato stampa)

 


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MONA, CINEMA SOCIALE • SABATO 15 NOVEMBRE, 18.00
GLORIA: APOTEOSI DEL SOLDATO IGNOTO   78 min.
Al centro delle celebrazioni del centenario del Milite Ignoto, Gloria: Apoteosi del Soldato Ignoto, la commovente testimonianza visiva di tutte le fasi della cerimonia di un secolo fa, dalla scelta della salma del soldato senza nome nella Basilica di Aquileia alla tumulazione al Vittoriano, sarà presentato sabato 13 novembre alle ore 18 al Cinema Sociale di Gemona a cura della Cineteca del Friuli, che ha restaurato il documentario a partire dai materiali della Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. La musica è di Mauro Colombis, pordenonese trapiantato in Australia, a cui la Cineteca ha affidato la colonna sonora. A introdurre la proiezione sarà lo storico Lucio Fabi, che ha fatto da consulente per il restauro del documentario ed è l’autore del libretto che accompagna il dvd Le vie della Gloria (contenente Gloria: Apoteosi del Soldato Ignoto e Sulle vie della Vittoria: Visita dei Reali d’Italia alla Venezia Giulia), già consegnato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della sua visita ad Aquileia il 3 novembre scorso e di cui ogni spettatore riceverà una copia in omaggio.
Le immagini di Gloria sono state fondamentali per la realizzazione di La scelta di Maria di Francesco Micciché, con Sonia Bergamasco, Cesare Bocci e Alessio Vassallo, prodotto da Anele e Rai Cinema, presentato in anteprima al Festival del Cinema di Roma e trasmesso su Rai Uno il 4 novembre in prima serata. Nel docu-film si vedono, per un totale di circa otto minuti, alcuni dei momenti più importanti della cerimonia del Milite Ignoto: la realizzazione del carro funebre a Trieste, le madri dei soldati senza nome riunite ad Aquileia, la scelta della salma da parte di Maria Bergamas, quindi il trasporto della bara fino al treno, la partenza del convoglio, il passaggio nella stazione di Udine, l’arrivo a Roma con la folla oceanica a seguirne il trasporto e la tumulazione al Vittoriano.
Ma sono davvero tante le emittenti televisive, nazionali e regionali, pubbliche e private che in occasione del centenario del Milite Ignoto hanno mandato in onda servizi giornalistici, speciali, trasmissioni e documentari contenenti alcuni passaggi salienti di Gloria. Particolarmente numerose le sequenze utilizzate nello speciale di TG2 Dossier Il Milite Ignoto di Andrea Romoli e nel documentario L’ultimo eroe. Viaggio nell’Italia del Milite Ignoto di Nicola Maranesi, Marco Mondini, Fabrizio Marini, trasmesso da Rai Storia.
Negli ultimi mesi sono letteralmente piovute anche le richieste per proiezioni pubbliche di Gloria, che è stato proposto ad Aquileia, Udine, Mirandola, Pocenia, Montebelluna, Mantova e in altre località ed è tuttora visibile all’interno della mostra del Ministero della Difesa allestita fino al 2 giugno prossimo al Vittoriano. Il 4 novembre Rai Storia ha trasmesso il film per intero in “Speciali Storia” e 6500 copie sono state ristampate per l’Associazione Nazionale Artiglieri d'Italia che ha inserito il dvd nell’ultimo numero della rivista L’Artigliere. (Comunicato stampa, 11.11.2021)

 

 

GEMONA, CINEMA SOCIALE • VENERDÌ 22 OTTOBRE, 20.30
Finalmente a Gemona!
POZZIS, SAMARCANDA di Stefano Giacomuzzi. Con Alfeo "Cocco" Carnelutti. Documentario, 86 min. IT 2021. [Rodaggio Film]
Cassa aperta dalle ore 16.30.
Cocco e Stefano sono due amici improbabili legati da un unico obiettivo: arrivare a Samarcanda. Cocco ha 73 anni e un passato tormentato, è affetto dal morbo di Crohn ed è l’unico abitante di Pozzis, un paese abbandonato nel comune di Verzegnis. Da sempre sogna di partire verso est in sella alla sua Harley-Davidson del 1939. L’incontro con Stefano, regista di 22 anni, rende il sogno realtà. Nasce così un viaggio donchisciottesco: 8000 km, fin nel cuore dell’Asia. Cocco in sella ad una moto inadatta a un percorso così estremo. Stefano al seguito, su un furgone con una troupe cinematografica, per realizzare un film sull’impresa e la travagliata storia dell’amico. Cocco ha scontato otto anni in carcere per omicidio, ma non vuole parlarne e Stefano teme che questo comprometta la riuscita del film. Tra le difficoltà di un viaggio che sembra impossibile per un vecchio motociclista, i dubbi di un giovane regista per la prima volta davanti alla macchina da presa, ed imprevisti anche drammatici, i due temono di essersi cimentati in un progetto più grande di loro. Solo la loro amicizia permetterà ad entrambi di raggiungere la propria meta.

I film del Sociale: pdf del programma completo di ottobre

 

 

Gemona, 29 settembre 2021
GEMONA, CINEMA SOCIALE • MERCOLEDÌ 29 SETTEMBRE, 20.30
Omaggio al poeta, sceneggiatore e drammaturgo di Cesclans Siro Angeli (1913-1991). Presentazione di Gianfranco Ellero.
MARIA ZEF di Vittorio Cottafavi. Sceneggiatura di Vittorio Cottafavi e Siro Angeli dal romanzo di Paola Drigo (1936). Con Renata Chappino, Anna Bellina, Siro Angeli. Drammatico, 123 min. Rai, IT 1981. Edizione digitale restaurata. Ingresso unico: 4 euro

Per la drammatica e scabrosa vicenda raccontata tratta dal romanzo del 1936 della scrittrice veneta Paola Drigo il film è stato fra i più discussi della cinematografia regionale ma rimane un capolavoro che il critico francese Luc Moullet ha definito fondamentale per il cinema italiano. Cottafavi riuscì a realizzare il progetto Maria Zef grazie alla nascita della terza rete Rai e alla sede del Friuli Venezia Giulia, che produsse il film. Protagonista, nei panni di Barbe Zef, il poeta, saggista e narratore originario di Cavazzo Carnico Siro Angeli, a cui il regista si era rivolto per la stesura dei dialoghi.

Programmazione Cinema Sociale



 

Gemona, 16 luglio 2021
Il film di Chino Ermacora Sentinella della Patria (1927) presentato al Sociale




Scritto e diretto nel 1927 dal tarcentino Chino Ermacora, “lirico propagandista dell’anima friulana”, secondo la definizione di Giuseppe Marchetti, La Sentinella della Patria fu prodotto dall’Istituto Luce in occasione del primo decennale della fine della prima guerra mondiale. Girato a Piano d’Arta e Forni di Sopra, al Lago di Raibl, a Udine, Gemona, Venzone, Osoppo, Tricesimo, Fagagna, Colloredo, Torreano, Cividale, Aquileia, Villa Manin, Spilimbergo, Aviano, Sacile, Pordenone, Grado, Gorizia, Redipuglia, Monfalcone, il film è un delicato omaggio del regista alla sua terra. Le immagini ci conducono dalle Alpi al mare, dalle piccole comunità montane con i ritmi scanditi dal lavoro dei contadini, ai pescatori che tessono le reti lungo la laguna.
Dopo un’anteprima romana di grande eco, la pellicola fu presentata soprattutto nell’Italia nord-orientale e in Istria, ma dopo pochi anni se ne persero le tracce. Solo il critico Mario Quargnolo ne ricordava di tanto in tanto l’importanza storica e artistica.
Nel 1996 riapparve a Milano in formato ridotto 9,5mm nell’archivio dei cineasti Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. Si intitolava Il Friuli nei ricordi della Grande Guerra, nella grazia dei suoi costumi. Contemporaneamente altri frammenti, nel formato originale 35 mm, furono individuati nel fondo Simonelli del Kinoatelje di Gorizia e presso l’Istituto Luce. Con tutti questi materiali Gianikian e Ricci Lucchi realizzarono, per conto della Cineteca del Friuli e di Cinemazero, una “ricostruzione critica” della Sentinella che alla fine del 1997 venne presentata con l’accompagnamento musicale dal vivo di Glauco Venier, che aveva rielaborato canti e villotte della tradizione friulana.
Successivi ritrovamenti nel fondo Simonelli hanno dato vita a nuova ricostruzione curata dalla Cineteca del Friuli, con la collaborazione del Kinoatelje di Gorizia, dell’Istituto Luce, del collezionista triestino Paolo Venier. Le lavorazioni digitali sono state eseguite presso l’Immagine Ritrovata di Bologna.
Le musiche di Glauco Venier, riarrangiate, vengono ora riproposte sotto la guida del maestro Michele Corcella. La partitura verrà eseguita dal vivo dallo stesso Venier al pianoforte e da un inedito ensemble composto dai musicisti della Zerorchestra e dall’Accademia Musicale Naonis di Pordenone. Con la partecipazione coreografica del Gruppo Folcloristico “Federico Angelica” Danzerini di Aviano.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli.


 

Cinema Sociale: riapertura sabato 22 maggio 2021

 

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Gemona, 13 gennaio 2021
Paolo Cherchi Usai, conservatore della Cineteca del Friuli
                       
Dopo il recente acquisto dello storico Palazzo Gurisatti, dove ha sede dal 1997, la Cineteca del Friuli compie in questo inizio d’anno un altro importante passo cooptando, nel ruolo di conservatore, un amico di antica data e socio fondatore delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, Paolo Cherchi Usai, alla cui consulenza autorevole in materia di conservazione del patrimonio audiovisivo la Cineteca si è già rivolta in passato, in particolare in occasione dell’avvio dell’Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia. "Conosciamo Paolo Cherchi Usai da oltre quarant’anni”, ricorda il presidente Livio Jacob. “A farci incontrare fu il nostro ispiratore Angelo Humouda, il fondatore della Cineteca Griffith di Genova che nell’estate del 1977 arrivò nel Friuli distrutto dal terremoto portando con sé i film che proiettammo nelle baraccopoli. Soprattutto con la nascita delle Giornate del Cinema Muto le nostre strade si sono sempre incrociate, anche se la carriera di Paolo si è svolta per lo più all’estero.”
Prima del suo incarico di alcuni mesi, nel 2020, come direttore della Cineteca Nazionale di Roma, Cherchi Usai è stato per circa vent’anni Senior Curator al dipartimento di cinema del George Eastman Museum di Rochester, di cui è tuttora Curator-at-Large, e ha insegnato come professore associato nella locale università. Fra il 2004 e il 2008 ha diretto il National Film and Sound Archive of Australia e ne è ora Curator Emeritus. Nel periodo americano ha ideato la L. Jeffrey Selznick School of Film Preservation e il Nitrate Picture Show, il primo festival al mondo sulla conservazione della pellicola, nato nel 2014. È Resident Curator del Festival di Telluride e co-fondatore del Domitor, l’associazione internazionale che promuove la ricerca sul cinema delle origini. Ha fatto parte per dieci anni del comitato esecutivo della FIAF, la Federazione Internazionale degli Archivi dei Film. Per le Giornate del Cinema Muto ha curato il pluriennale Progetto Griffith, che nell’arco di dodici edizioni (1997-2008) ha riportato sul grande schermo tutto quanto è sopravvissuto della monumentale opera del padre del cinema americano, e dal 2009 cura la sezione – rivolta in particolare alle giovani generazioni – del Canone rivisitato, che propone i classici del muto nelle migliori copie attualmente disponibili.
Libri e saggi di Paolo Cherchi Usai sono stati pubblicati in tutto il mondo e tradotti in una ventina di lingue. Fra i libri ricordiamo Silent Cinema: A Guide to Study, Research and Curatorship (2019), nuova edizione riveduta e ampliata di Una passione infiammabile: guida allo studio del cinema muto, pubblicato la prima volta nel1991; The Art of Film Projection: A Beginner’s Guide (2019);The Griffith Project (1999-2008, 12 volumi); La storia del cinema in 1000 parole (2012), e Film Curatorship: Archives, Museums, and the Digital Marketplace (2008), oltre alle monografie su Georges Méliès, Giovanni Pastrone e D.W. Griffith pubblicate nella serie Il Castoro Cinema. È autore dei lungometraggi Passio, con musica di Arvo Pärt, presentato in prima mondiale nel 2007 al Tribeca Film Festival, adattamento cinematografico del suo libro The Death of Cinema: History, Cultural Memory, and the Digital Dark Age (BFI Publishing, 2001), pubblicato in Italia con il titolo L’ultimo spettatore (Editrice Il Castoro, 1999); e Picture, del 2015, con accompagnamento dal vivo della Alloy Orchestra, presentato anche a Pordenone.

 


Gemona, 20 febbraio 2020
I documentari di Giorgio Trentin nel nuovo DVD pubblicato dalla Cineteca del Friuli, seconda parte della trilogia sul “Friuli perduto”

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Con la pubblicazione del dvd Il Friuli perduto nei documentari di Giorgio Trentin, 1955- 1969, che segue di alcuni mesi l’uscita di Il Friuli perduto nei documentari di Antonio Seguini de Santi, 1955-1963, continua il progetto sulla digitalizzazione e diffusione di film e documentari girati nel territorio regionale che la Cineteca del Friuli sta portando avanti in collaborazione e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli.
Accompagnato come il precedente da un dettagliato libretto illustrativo a cura di Carlo Gaberscek, il dvd raccoglie i sei documentari sopravvissuti degli otto che il regista padovano Giorgio Trentin girò in Friuli fra la metà degli anni ’50 e la fine degli anni ’60. Si tratta di Claut (1955), Dongje il fogolâr (1963), Tarvisio (1963), Le bande di Orzano (1964), Il Tiepolo a Udine (1965) e Architettura rustica in Carnia (1969).
Sono film che restituiscono allo spettatore architetture, ambienti, aspetti e tradizioni di un mondo distante pochi decenni ma in gran parte scomparso; la durata complessiva è di 65 minuti.
Dopo aver lavorato per molto tempo a Roma, Trentin scelse Udine come città di adozione, fu assiduo frequentatore delle Giornate del Cinema Muto e volle depositare presso la Cineteca del Friuli le pellicole in suo possesso, una dozzina in tutto, mentre delle altre si sono perse le tracce.
Il laboratorio digitale della Cineteca è da tempo al lavoro per restituire la qualità originale anche all’opera dell’udinese Guido Galanti, di cui pure la Cineteca conserva gli originali in pellicola e che sarà al centro dell’ultimo dvd della trilogia sul Friuli perduto.

 


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