Programma del mese di dicembre 2018




PDF del programma di dicembre (versione COMPLETA)




GIOVEDÌ 13 DICEMBRE: 18.30
VENERDÌ 14 DICEMBRE: 18.30
SABATO 15 DICEMBRE: 19.00
DOMENICA 16 DICEMBRE: 15.45
CinOforum 22 in collaborazione con il Centro Cinofilo Lupo Nero di Fagagna.
ALPHA, UN'AMICIZIA FORTE COME LA VITA (Alpha) di Albert Hughes. Con Kodi Smit-McPhee, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Leonor Varela. Azione, 96 min. US 2018. [Warner Bros, 06.12.18]
Milioni di anni fa, nell’era preistorica, gli uomini vivevano nel nulla e si riunivano in tribù. Tra loro c’è un giovane di nome Keda (Kodi Smit-McPhee, X-Men: The Apocalypse e Let Me In) che deve imparare le regole per entrare nel gruppo di cacciatori guidati da suo padre Tau (Jóhannes Haukur Jóhannesson, Game of Thrones e Noah).
Keda è bravissimo a rendere appuntite le pietre per usarle come coltelli, ma quando si trova di fronte a un animale non riesce ad ucciderlo. Il padre lo esorta a dimostrargli di essere in grado di comandare e a cacciare al suo fianco perché “solo chi è forte sopravvive. La vita non è un diritto. Devi sudartela”.
Ma un giorno in uno scontro contro un branco di bufali il povero Keda non riesce a spuntarla nella lotta e finisce caricato da uno di questi animali in un crepaccio. Il padre disperato credendolo morto abbandona il luogo insieme agli altri della tribù. A quel punto Keda dovrà imparare a cavarsela da solo nella natura selvaggia e nell’era glaciale quando gli inverni erano rigidi e duravano per nove mesi l’anno. Per fortuna in mezzo a mille ostacoli e pericoli troverà un amico: un lupo che lui chiamerà Alpha.
Parte in modo apocalittico questo film diretto da Albert Hughes (che solitamente realizza film di genere insieme al fratello Allen, questa volta non coinvolto nel progetto) e poi si trasforma in una storia d’amicizia tra un uomo e un animale.

 



GIOVEDÌ 13 DICEMBRE: 20.30
VENERDÌ 14 DICEMBRE: 20.30
SABATO 15 DICEMBRE: 21.00
DOMENICA 16 DICEMBRE: 17.40
TROPPA GRAZIA di Gianni Zanasi. Con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron. Commedia, 110 min. IT/ ES/GR 2018. [Bim, 22.11.18]
La grazia è la “qualità naturale di tutto ciò che, per una sua intima bellezza, delicatezza, spontaneità, finezza, leggiadria, o per l’armonica fusione di tutte queste doti, impressiona gradevolmente i sensi e lo spirito” ed è anche, alla sua maniera un po’ scombinata e guizzante, la qualità maggiore del film di Gianni Zanasi.
Un film fortemente liberatorio, che muovendosi tra favola, realismo, magia e miscredenza solleva (come sempre nel cinema di Zanasi, del resto) una serie di questioni centrali nella contemporaneità in continua corsa contro se stessa. Questioni che molto poco, se non per nulla, hanno a che fare con la religione o con l’afflato spirituale, ma che invece scavano nei bisogni che più umanamente coinvolgono tutti noi. A cominciare dal bisogno di credere in qualcosa – partendo da se stessi – e dalla necessità di badare alle piccole bellezze che ci circondano e che ci possono far sopravvivere o imparare a vivere un po’ meglio.
Poi, naturalmente, c'è la provincia tanto cara a Zanasi, con il lavoro che arriva a singhiozzo, il qualunquismo sugli immigrati, il paesaggio a cui nessuno fa caso; ma anche la speculazione, la corruzione, i compromessi, la speranza nel nuovo che avanza, e ancora le distorsioni da social, il caffè nel bar dei cinesi, la diffidenza verso la stranezza.
Si ride, e questa è una cosa buona; si ride anche molto, quando Lucia, una Alba Rohrwacher vestita di un abito comico che le calza perfettamente, e l‘inflessibile Madonna-rifugiata-mendicante con gli occhi verdi di HadasYaron se le danno di santa ragione. Si empatizza con dolcezza nei dialoghi concreti e sinceri tra Lucia e il suo compagno sfidanzato Arturo, al quale Elio Germano regala una barba folta e un mezzo codino da perfetto manovale di provincia, oltre che una personalità non banale recitata con apprezzabile garbo. Si sogna pure un po’, volendo farsi prendere dal côté più surreale senza soffermarsi troppo sul suo sfuggire qua e là.
Troppa grazia è un film che funziona e che solleva. A volte tentenna senza riuscire del tutto a ricomporre e tenere insieme i molti elementi che dissemina – ma poco importa. Perché la commedia è un genere prezioso e necessario, e Zanasi sa condurla restando fedele a se stesso, alla sua ironia intelligente e scalpitante, alla sua inventiva imprecisa e vivace. Sono d'altronde, queste, le qualità che contradddistinguono il suo cinema e lo fanno restare a riva, mentre accanto il fiume in piena delle commediole tutte uguali sui quarantenni incapaci di crescere e gli imprenditori senza scrupoli costretti alla crisi dalla crisi scorre inarrestabile. (Cineforum, 19.11.18)


SABATO 15 DICEMBRE: 14.30
DOMENICA 16 DICEMBRE: 14.00
IL GRINCH

 



SABATO 15 DICEMBRE: 16.15***

DOMENICA 16 DICEMBRE: 20.00
***La proiezione di sabato 15 è introdotta dall'attore Enrico Bergamasco, interprete di uno dei personaggi del film (il maresciallo Parisse).***
RED LAND (ROSSO ISTRIA)
di Maximiliano Hernando Bruno. Con Selene Gandini, Franco Nero, Geraldine Chaplin, Sandra Ceccarelli, Romeo Grebensek, Enrico Bergamasco. Drammatico, 155 min. IT 2018. [Venicefilm, 15.11.18]
Il dramma delle Foibe viene narrato mediante un racconto corale, incentrato sulla figura di Norma Cossetto, figlia del podestà di Visinada (Pola), studentessa di Lettere che stava completando la tesi intitolata "Rosso Istria", per il colore della terra ricca di bauxite, quando venne imprigionata, torturata, stuprata e uccisa dai partigiani titini nell’ottobre del 1943.
“Il regista è riuscito a trovare in buona misura la chiave giusta per raccontare quei giorni e quelle vicende, cioè per adempiere ad uno dei molteplici compiti del cinema: fare memoria.” (Mymovies)
“Spero che a vedere Red Land vadano in tanti. Tutti noi abbiamo un debito verso gli esuli dell’Istria e della Dalmazia, e verso i loro discendenti.” (Aldo Cazzullo, Corriere della Sera)

 


 


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Programmazione a cura della Cineteca del Friuli in collaborazione con il CEC di Udine