Bottecchia, l'ultima pedalata
di Gloria De Antoni

IN PREPARAZIONE

 


Cartoline dal grande schermo
I sentieri della gloria: in viaggio con Mario Monicelli sui luoghi della grande guerra; Ritorno al Tagliamento: con Franco Interlenghi e Antonella Lualdi sui luoghi di Addio alle armi di Hemingway: due reportage di Gloria De Antoni realizzati con la collaborazione amichevole di Oreste De Fornari (DVD, 2007); dur. 103' più extra; allegato: saggio di Carlo Gaberscek; EUR 15,00

"Nel 2005 Monicelli (15 maggio 1915) ha compiuto 90 anni, ma è stato anche il 90° anniversario dell'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale. Davanti a una moviola il regista commenta i filmati del viaggio che nell'estate 2004 fece sui luoghi friulani dove fu girato La grande guerra (1959). Il ritorno sui vecchi set (Gemona, Venzone e Palmanova) ha fornito l'occasione di incontrare tra una piazza e un'osteria, quegli anziani friulani che, comparse o spettatori seguirono la lavorazione del film. Fa gli onori di casa lo storico cinefilo Carlo Gaberscek, autore con Livio Jacob del volume Il Friuli e il cinema . Con i suoi ricordi e riflessioni, non privi di risvolti della sua ironia toscano–romana, Monicelli ci mette il sale." – Il Morandini, 2006
EXTRA: Carlo Mazzarella incontra a Venzone Alberto Sordi e Vittorio Gassman (1959); interviste di Gloria De Antoni con l'attore Mario Valdemarin, con lo sceneggiatore Furio Scarpelli e con la costumista Bruna Parmesan (2007).

Ritorno al Tagliamento: con Franco Interlenghi e Antonella Lualdi sui luoghi di Addio alle armi di Hemingway (2006)
Mezzo secolo dopo la realizzazione di Addio alle armi (1957), Gloria De Antoni e Carlo Gaberscek tornano suii luoghi friulani visitati da Ernest Hemingway e incontrano le persone che lo hanno conosciuto e ospitato.
Ma Ritorno al Tagliamento , è anche un'occasione per ripercorrere il set delle riprese del kolossal di David O. Selznick, avendo come testimoni di quella complessa lavorazione Franco Interlenghi e Antonella Lualdi, oltre alle tante comparse di Venzone che con i loro ricordi contribuiscono a rievocare l'impatto creato in quei giorni dall'irruzione del mitico mondo hollywoodiano in un piccolo centro di provincia friulano.
EXTRA:  Hemingway nei ricordi della Contessa Kechler di Michele Federico (2007); A pranzo con Franco e Mario di Gloria De Antoni (2007).

 

 


Doppio sguardo sulla Grande Guerra
(DVD, 2006) di Lucio Fabi e Giampaolo Penco; dur. 152'; EUR 20,00

Com’è lontana la guerra vera da quella che appare sul grande schermo. I fanti sorridono guardando verso l’obiettivo, assaggiando il rancio (sicuramente “ottimo e abbondante”...), si preparano scrupolosamente all’assalto, scrivono lettere e cartoline ai propri cari. Ma questa, ovviamente, è tutta propaganda, pellicola girata da operatori al servizio degli alti comandi per inviare messaggi rassicuranti a casa, mobilitare i sentimenti patriottici, preparare ai successivi, immani sforzi bellici.
Per conoscere la verità c’è dunque bisogno di un “Doppio sguardo sulla Grande Guerra”: proprio come propone la Cineteca del Friuli (la stessa che organizza le fenomenali Giornate del Cinema Muto): accanto alle immagini “addomesticate”, le visioni terrificanti di soldati che escono dalle trincee per andare a morte certa, i bombardamenti incessanti, le fiumane di profughi e prigionieri. E inoltre, il fronte visto dall’altra parte, il “miracolo” di Caporetto (così fu per gli austro-ungarici), la crudeltà dei “barbari” italiani, la “liberazione” del Friuli.
Ma non è tutto: il primo dei due dvd inseriti nel cofanetto contiene un documentario curato da Lucio Fabi e Giampaolo Penco, che abbina alle immagini d’epoca la lettura delle lettere dei fanti. Dall’inferno all’inferno: a Gorizia un giovane soldato racconta di dormire nel cimitero, tra le bare di una grande tomba di famiglia. Immediatamente i fotogrammi perdono ogni aura di gloria posticcia, diventando allucinata testimonianza di una tragedia senza pari.
Il secondo dvd raccoglie straordinari materiali d’epoca, presentati in ordine cronologico e scelti con assoluto scrupolo filologico, come testimonia il libretto di accompagnamento, in cui Fabi ricorda la sterminata produzione cinematografica “dal vero” realizzata nel corso della Grande guerra. - LUIGI PAINI, Vite in trincea, Il Sole 24 Ore, 12 novembre 2006

 

 


Il paesaggio friulano nel documentario cinematografico, 1910-1969 (DVD, 2006); con un saggio di Carlo Gaberscek; dur. 87'; EUR 15,00

Il cinema nasce dal documentario. Inizialmente, infatti, viene percepito ed apprezzato come mezzo per conoscere realtà lontane – luoghi, cerimonie ufficiali, personalità, avvenimenti sportivi, episodi di cronaca in grado di colpire l’immaginazione di un pubblico che diventa sempre più numeroso e curioso ma anche realtà più vicine e quotidiane. Questo DVD raccoglie otto preziosi documenti che testimoniano 60 anni di cinema in Friuli, dal 1910, data del più antico film sopravvissuto, sino alla fine degli anni Sessanta, allorché la consuetudine di proiettare documentari nelle sale cinematografiche scomparve.
Ne sono autori cineasti celebri come Michelangelo Antonioni e Romolo Marcellini e personalità ingiustamente dimenticate come Antonio Seguini De Santi, Piero Zorattini o Giorgio Trentin. La raccolta dà la possibilità allo spettatore di “visitare” alcune località del Friuli oggi profondamente trasformate; di soffermarsi sul lavoro contadino, artigianale e industriale negli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta e di apprezzare le bellezze artistiche di Grado, Aquileia, Udine e Gemona, l’architettura tradizionale della Carnia e quella moderna di Lignano Sabbiadoro.

Film presenti nell’antologia
GRADO E LA LAGUNA DI AQUILEJA (Cines, Roma, 1910); lunghezza originale: 113 m.; 2’30’’; da un positivo 35mm colorato meccanicamente donato alla Cineteca del Friuli dal National Film and Television Archive-British Film Institute di Londra.

IL FRIULI (Cineguf, Udine, 1936-1942) di Giuseppe Francescato, Orama Lestuzzi, Fausto Magnani e Maurizio Sanvilli; 20’30’’; dalla copia su pellicola invertibile Agfacolor a 16mm di Luigi Francescato.

RITRATTO DI UN PAESE (Tempo in cammino, Roma, 1949); produzione e regia: Romolo Marcellini; fotografia(bianco e nero) : M. Bonicatti; operatore: A. Alessandri; montaggio: P. Giomini; adattamento musicale: V. Chiti; edizioni Fortuna, Roma; 289 m.; 10’; dalla copia nitrato 35mm di Enrico Mazzoli.

SETTE CANNE, UN VESTITO (Artisti Associati per ICET-Industrie Cinematografiche e Teatrali, Milano, 1949); regia: Michelangelo Antonioni; fotografia (bianco e nero): Giovanni Ventimiglia; organizzazione: Vieri Bigazzi; lunghezza originale: 284 m.; 10’; dal positivo 35mm ricavato dal controtipo negativo ottenuto dalla copia nitrato depositata presso la Cineteca del Friuli dalla Caffaro SPA (già Chimica del Friuli) di Torviscosa.

AQUILEIA (Panar-Film, 1954); regia: Piero Zorattini; soggetto: Prof. G.B. Brusi, Ing. V. De Grassi, Bruno Ianovitz; montaggio: Carlo Pozzi; commento: B. Ianovitz; musica: Fabor edizioni Sonzogno; organizzazione: Ennio Pintor; fotografia (Ferraniacolor): Piero Zorattini e Nichi Tromby; realizzato sotto gli auspici dell’Associazione Nazionale “Pro Aquileia” presieduta dal cav. del lavoro Franco Marinotti; lunghezza originale: 235 m.; 8’; da una copia positiva 35mm depositata presso la Cineteca del Friuli dalla Caffaro SPA (già Chimica del Friuli) di Torviscosa.

DONGJE IL FOGOLÂR (Vette Filmitalia, 1963); regia: Giorgio Trentin; organizzazione: Ugo Novello; fotografia (a colori): Berto Birello; assistente: Gianni Birello; musica: Egisto Macchi, edizioni musicali Rete; gli interni sono stati gentilmente concessi dalle famiglie Bierti e Montini e dalla Locanda Centrale di Gemona del Friuli; 10’; da una copia a 35mm ricavata da un internegativo ottenuto dal positivo 35mm conservato dall’autore.

LIGNANO (Azienda Autonoma di Soggiorno di Lignano, 1963) di Antonio Seguini De Santi; a colori; 11’30’’; dalla copia positiva 16mm donata alla Cineteca del Friuli all’autore.

ARCHITETTURA RUSTICA IN CARNIA (1969); regia: Giorgio Trentin; fotografia (a colori): Berto Birello; musica: F. Cavaliere; montaggio: Giorgio Pelliccia; 14’; dalla copia positiva 35mm donata alla Cineteca del Friuli dall’autore.