VITTORIO MARTINELLI (27 novembre 1926 - 8 aprile 2008)
Le Giornate del Cinema Muto 2007: Vittorio Martinelli mentre presenta il libro Cuore di Matilde Tortora a FilmFair; a destra, al caffè Posta con Baldo Vallero. / Pordenone 2007: Vittorio Martinelli at the presentation of a a book at FilmFair; at left, with the film collector Baldo Vallero in a Pordenone café.
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Eravamo ancori immersa nel clima festoso dell'inaugurazione del deposito climatizzato dell'Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia quando, la mattina dell'8 aprile, abbiamo ricevuto la notizia della morte dello storico del cinema Vittorio Martinelli, carissimo amico e maestro napoletano di noi friulani della Cineteca e delle Giornate.
"La sua morte è una perdita immensa per la comunità degli storici del cinema”, è stato il primo commento del nostro direttore, David Robinson, che lo conosceva dalla metà degli anni Settanta, quando entrambi collaboravano con Herbert Holba alle retrospettive della Berlinale e della Viennale. “Era una di quelle persone che nessuno, veramente nessuno, potrà rimpiazzare. A noi che abbiamo avuto la fortuna di godere della sua amicizia e dei suoi consigli per tanto tempo, mancherà moltissimo.”
Vissuto a lungo a Rieti e trasferitosi nel capoluogo emiliano recentemente, dopo aver ceduto il proprio archivio alla Cineteca della città, Vittorio era nato a Napoli il 27 novembre 1926, ma a 81 anni sembrava davvero “forever young”, sia fisicamente (nonostante la gamba inferma sin da quando era bambino) sia per la sua prodigiosa memoria. Storico del cinema per passione, non per professione (dal 1954 al 1991 aveva lavorato all’INAIL), egli per 26 anni aveva frequentato ininterrottamente le Giornate e vi aveva curato mostre (i programmi di sala, le dive italiane), rassegne e monografie come quella su Augusto Genina (assieme a Sergio Grmek Germani) e quella su Roberto Roberti (assieme a Aldo Bernardini). Fra i tanti suoi contributi che si possono leggere su Griffithiana, ricordiamo l’intervista del maggio 1988 realizzata nell’isola di Procida con Vera Vergani, attrice di del muto di origine cividalese (era figlia di Maria Podrecca, sorella del marionettista Vittorio) e madre di Leo e Vera Pescarolo (entrambi coinvolti nell'avventura produttiva degli Ultimi di Turoldo e Pandolfi).
Con Mario Quargnolo, il compianto critico cinematografico udinese co-fondatore delle Giornate, Martinelli aveva scritto Maciste & Co (1981), il primo libro pubblicato dalla Cineteca del Friuli, per la quale avrebbe poi curato la trilogia Cuor d'oro e muscoli d'acciaio, il cinema francese degli anni Venti e la critica italiana (2000); Dal dott. Calligari a Lola-Lola, il cinema tedesco degli anni Venti e la critica italiana (2001) e il monumentale L'eterna invasione, il cinema americano degli anni Venti e la critica italiana (2002), quest’ultimo definito da Tullio Kezich “monumento di ricerca filologica” e “libro di cinema più divertente dell'anno”.
Fondamentale è la sua filmografia sul cinema muto italiano firmata con Bernardini per le Edizioni Bianco & Nero del Centro Sperimentale di Cinematografia. Particolarmente ricchi, anche dal punto di vista iconografico, i volumi sulla Titanus e su Leda Gys. Altrettanto importanti i suoi ritrovamenti nelle cineteche di tutto il mondo di film italiani perduti.
Per il suo eccezionale contributo alla storia del cinema, nel 1992 le Giornate gli avevano assegnato il Premio Jean Mitry.
Poche settimane fa ci aveva mandato una lettera in cui ci esortava a presentare al Verdi otto lungometraggi italiani degli anni 1919-1927 più alcuni film della sua “adorata” Pina Menichelli “che giacciono in attesa di essere risvegliati da un lungo sonno che potrebbe divenire eterno".
Adesso ci piace pensarlo assieme al suo grande amico tedesco, lo storico del cinema, bibliofilo e buongustaio Eberhard Spiess, scomparso anche lui a 81 anni nel febbraio del 2007.
Articolo di Sergio Grmek Germani per Il Piccolo, 9.04.2008:
"Addio a Martinelli, memoria del cinema" (PDF 36 KB)
David Robinson: "Vittorio's death is a tragic loss to film scholarship - and to the Giornate in particular. He was one of those people whom, literally and truly, no-one can ever replace. We were fortunate, indeed, to have had his friendship and counsel for so long, and we shall miss him, with great regret." (8 April 2008)
Russell Merritt: "Vittorio was an important part of my very first Giornate in 1986 … and remained a wonderful, vibrant foil as we kept comparing notes through the years about the movies. … He was so vivid, witty, and impertinent ("Why do you Americans come all the way to Italy to watch American movies in the dark?") that he could always get my juices going." (8 April 2008)
E-mail from La Cineteca di Bologna, 8 April 2008
IN LOVING MEMORY OF VITTORIO MARTINELLI
On the night between April 7 and 8 Vittorio Martinelli passed away in Bologna. His death leaves a huge void among all those who knew him as both brilliant man and historian. His unconventional way of looking at cinema, his ability to discover archive rarities, his astounding knowledge of the Seventh Art made him a world-wide famous and acclaimed historian. ll Cinema Ritrovato, the whole community of film archivists and historians and Cineteca di Bologna gather around his family and friends, well aware that his lesson will continued to be spread and be fruitful for a very long time.
Vittorio Martinelli (Naples, 1926 – Bologna, 2008)
Film historian, co-author with Aldo Bernardini of the 21-volume filmography on Italian silent cinema. Alone or in collaboration with others, he wrote a wealth of monographs dedicated to directors (Genina, Gallone, Guazzoni, Roberti) and actresses (Bertini, Menichelli, Borelli, Jacobini, Leda Gys) including the one “Silent Divas”, as well as countless essays and articles on specialised cinema reviews. He also wrote and compiled filmographic studies on American cinema (L’eterna invasione), as well as German (Dal dott. Calligari a Lola-Lola), French (Cuor d’oro e muscoli d’acciaio), Austrian (Lucy Doraine alla conquista dell’Italia) and English (Una frequentazione rarefatta). His latest work with Cineteca di Bologna (Za la mort, 2007) is a portrayal of Emilio Ghione.
For the Lumière Project Martinelli has explored and researched European, South American, Mexican and Russian Film Archives, contributing to the rediscovery of hundreds of forgotten films allowing their countries of origin to reclaim them as part of their cultural heritage.
Homage to Martinelli by Ivo Blom (Domitor) (PDF 483 KB)
DAVID JOHN GILLESPIE (4 novembre 1921 - 2 giugno 2008)

Goodbye, Mr. Gillespie
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Mentre in Italia celebravamo la festa della Repubblica, è arrivata da Londra la triste notizia della morte di un amico di lunga data delle Giornate, il collezionista David John Gillespie.
Ci scrivono infatti Martin Humphries e Ronald Grant del Cinema Museum di Londra: "Informiamo gli amici che l'hanno conosciuto che David Gillespie è morto stamattina alle 7 al Trinity Hospice di Clapham. Aveva 86 anni ed era malato di un cancro all'esofago che si era metastizzato. Ha vissuto a casa sua fino ad alcune settimana fa quando Bob e Agnese Geoghegan, che gli facevano visita regolarmente aiutandolo per la spesa, le pulizie, ecc., preoccupati per le sue condizioni di salute, hanno chiamato il medico del pronto soccorso. David è stato immediatamente ricoverato all'ospedale di Chelsea e Westminster, dove gli è stato diagnosticato il cancro. Il trasferimento al Trinity Hospice risale a poco più di una settimana fa.
Affetto da degenerazione maculare, già da qualche anno David era stato dichiarato cieco. Ciò nonostante, una debolissima visione periferica residua gli consentiva ancora di spostarsi autonomamente a Londra e, con l'aiuto degli amici, di presenziare annualmente alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Aveva una passione divorante per il cinema che lo ha accompagnato per tutta la vita, e una vasta cerchia di amici. Corrispondente compulsivo, stipava le sue lettere di notizie, utilizzando ogni più piccolo spazio, girando con la penna intorno ai margini del foglio. Mancherà a molti e sarà ricordato con grande affetto."
An e-mail from Martin Humphries and Ronald Grant of The Cinema Museum, London, 2 June 2008: "This is to tell our friends who knew him that David Gillespie died at 7am this morning at the Trinity Hospice, Clapham. He was 86, had cancer of the oesphogus which had spread.
He lived at home on his own until weeks ago when Bob and Agnese Geoghegan, who visited him weekly helping with shopping and cleaning etc., worried about his condition alerted an emergency doctor. David was immediately taken to Chelsea and Westminster hospital where the cancer was diagnosed. Just over a week ago he was moved from there to the hospice.
David had macular degeneration and was registered blind some years ago although he had very limited peripheral vision which enabled him to travel around London, and with friends help, to attend the annual silent film festival in Pordenone, north of Venice.
David had a consuming life-long love of films and a large circle of friends. An inveterate letter writer he filled his letters with news curving round the margins using every bit of space. He will be missed by many, but remembered with great fondness."
Obituary by Ronald Grant (The Guardian, 17 June 2008)
