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| Anno festival |
Sezione festival |
| 2009 |
Dive -- Asta Nielsen |
| Titolo film |
DIE GELIEBTE ROSWOLSKYS |
| Titolo alternativo 1 |
Quem da mais? |
| Titolo alternativo 2 |
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| Titolo alternativo 3 |
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| Paese |
Germany |
| Data uscita |
1921 |
| Produzione |
Messter-Film GmbH, Berlin |
| Regista |
Felix Basch |
| Formato |
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Velocità (fps) |
| 35mm |
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20 |
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| Lunghezza |
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Durata |
| 1245 m. |
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54' |
| Fonte copia |
Bundesarchiv-Filmarchiv, Berlin. |
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| Note copia |
lg. or./orig. l: 1620 m. col. (imbibito/tinted) Didascalie in portoghese / Portuguese intertitles |
| Cast |
| Asta Nielsen (Mary Verhag), Paul Wegener (Eugen Roswolsky), Max Landa (Baron Albich); |
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| Altri credits |
| scen: Henrik Galeen, Hans Janowitz; f./ph: Carl Drews |
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| Scheda film |
Il materiale originale di Die Geliebte Roswolskys è uno dei pochi positivi a colori sopravvissuti di un film della Nielsen, e fu dato al Bundesarchiv-Filmarchiv nel 1989 dalla Cinemateca Brasileira di São Paulo. Solo in tempi recenti, il materiale è stato duplicato dalla Haghefilm, usando il metodo Desmet. Questo progetto è il risultato di una proficua collaborazione tra il Bundesarchiv-Filmarchiv e il Danske Filmistitut. La qualità fotografica del film è davvero eccellente. Oltre alla bellissima imbibizione, presenta infatti una interessante serie di immagini in sovrimpressione, di primi piani di oggetti (una spazzola, dei gioielli, etc.), e uno straordinario uso di mirror-shots. Per contrasto, il montaggio appare piuttosto discontinuo, come se il film fosse stato accorciato in un secondo tempo; e la recitazione della Nielsen si basa sulla continuità. Asta Nielsen nei suoi film interpretò spesso il ruolo della celebre artista che era anche nella vita reale, ivi compreso il suo declinare nell’abisso della vecchiaia; e altrettanto spesso incarnò il ruolo della ragazza povera che sbarca il lunario lavorando in infimi music hall o come entraineuse. Ruoli che spesso adombravano la prostituzione. Die Geliebte Roswolskys offre una variazione sullo stesso tema. La Nielsen riveste qui i panni di una ballerina di fila. Il mondo dello show-business si rivela in tutta la sua corruzione: una giovane ballerina può ambire ai ruoli di solista solo entrando nelle grazie di un uomo di potere, e la mera voce che è diventata l’amante di un uomo influente può fare di lei una celebrità mondana destinata alla fama e alla ricchezza. In una scena secondaria, a notte fonda, la ballerina povera aspetta in mezzo alla folla l’arrivo della star e come tutti quelli che la circondano, guarda ammirata la radiosa bellezza che scende da una limousine al braccio di un gentleman. Lei stessa, di lì a poco, imparerà sulla propria pelle che l’abbaglio della fama è destinato e estinguersi nella delusione, e infine nel furto. Il film non si focalizza sui contrasti sociali, ma si conforma piuttosto ai canoni del “ritratto morale” di elementi privilegiati della società che si abbandonano al lusso e ai piaceri. Anche se questa impressione è probabilmente rafforzata dagli accorciamenti subiti dal film. – HEIDE SCHLÜPMANN, KAROLA GRAMANN
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