Le Giornate
del Cinema Muto

18th Pordenone
Silent Film Festival
Teatro Zancanaro, Sacile
9 - 16 October 1999

director: David Robinson

Sezioni /Festival Features
Sumurun

REDISCOVERIES AND RESTORATIONS


15.10.1999
Buon compleanno, Enno!
Birthday tribute to Enno Patalas
SUMURUN
(Projektions-AG Union, D 1920)
Dir.: Ernst Lubitsch; sc.: Hans Kraly, Ernst Lubitsch, dalla pantomima di Friedrich Freksa; ph.: Theodor Sparkuhl; scen.: Kurt Richter, con la collaborazione di Ern Metzner; cost.: Ali Hubert; mus.: Victor Hollaender; tec. dir.: Erich Waschneck; cast: Pola Negri (the dancer), Jenny Hasselqvist (Sumurun), Aud Egede Nissen (Sumurun’s maid), Paul Wegener (the old sheik), Carl Clewing (the young sheik), Harry Liedtke (Nur al Din, a young cloth dealer), Ernst Lubitsch (the hunchback), Jacob Tiedtke (the head eunuch), Paul Biensfeldt (the slave dealer), Margarete Kupfer (the old woman), Max Kronert and Paul Graetz (Muffti and Puffti, Nur al Dins: slaves); 35mm, 2.350m (20fps), 102’. Restauro/Restoration: L’Immagine ritrovata, Bologna, Narodni Filmovy Archiv Prague (also print sources) and Filmmuseum Munich, for Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stifftung Wiesbaden: materiali provenienti da / based on material from Gosfilmofond of Russia, Moscow; Library of Congress, Washington; George Eastman House, Rochester; Narodni Filmovy Archiv Prague.
"Ho dato alle sfumature intimiste la stessa importanza dei movimenti di massa, e ho cercato di fonderli assieme", ha scritto Ernst Lubitsch a Herman G. Weinberg in una lettera del 10 luglio 1947 parlando dei suoi film tedeschi dei primi anni Venti. "A questo proposito vorrei citare Sumurun, una fantasia giocosa basata sullo spettacolo teatrale di Max Reinhardt." Sumurun è l’omaggio di Lubitsch a Reinhardt che lo aveva scoperto e lo aveva allevato. "Sumurun non mi abbandonerà più per tutta la vita", scrisse nel 1920. Reinhardt aveva prodotto quella pantomima nel 1910 nel suo teatro Kammerspiel (un critico ostile l’aveva definita "nient’altro che un Cinematografo decente"), basandosi su un libretto scritto per lui da Friedrich Freksa accompagnato dalle musiche di Victor Hollander, il padre di Friedrich, che Lubitsch utilizzò per accompagnare la premiere del suo film. In questo roman à clef "Erwin Bernstein’s theatralische Sendung", Freksa descrive come il suo eroe — un Reinhardt appena appena mascherato — si forma nel vaudeville, viene influenzato dagli artisti americani e cerca d'inserire il loro stile fisico di recitazione nel teatro tedesco. Sumurun, lo spettacolo "in cui la musica sostituisce le parole" (Leshea Weekly, New York), apr la strada a Reinhardt per le scene di Londra (1911) e New York (1912). Fece riprendere lo spettacolo nel 1910 ma il filmato risultò un fallimento dal punto di vista tecnico.
Le scenografie furono create da Ernst Stern, che in seguito avrebbe lavorato per Lubitsch. Paul Wegener interpretava il ruolo dell'anziano sceicco, lo stesso ruolo che avrebbe ripreso al cinema dieci anni dopo. Nel 1911, Lubitsch interpretava ogni tanto i due schiavi, sia a Berlino che a Londra, e si può notare qualcosa di lui anche nelle performance di Kronert e Graetz, i due acrobati ebrei che interpretano Muffti e Puffti nel suo film. Di sè aveva detto che era "un ginnasta tremendamente bravo". Quando Reinhardt rimise in piedi lo spettacolo nel 1914 e poi di nuovo nel 1918, Lubitsch, pur essendo ormai un attore cinematografico affermato, interpretò il ruolo della donna anziana. Una descrizione de visu riferitami dalla sua cugina più giovane, la signora Bentley, corrisponde esattamente alla caratterizzazione di Margaret Kupfer nel film. Inoltre, il ruolo dello storpio con il quale Lubitsch tornò a recitare per l'ultima volta, era stato creato in teatro da Victor Arnold, il suo beneamato insegnante di recitazione, che si può scorgere a fianco di Lubitsch in Der Stolz der Firma, e che si è suicidato nel 1914.
Tra il 1977 e il 1994, il Filmmuseum di Monaco ha curato il restauro di Sumurun utilizzando materiali in bianco e nero provenienti da Mosca, Washington e Rochester, con nuove didascalie realizzate in base ai testi dei resoconti di censura ma usando caratteri moderni "neutri". Nel 1998, dopo il congresso FIAF di Praga, ho potuto visionare una copia della versione ceca, incompletà però con colorazioni e viraggi, perciò ho proposto alle cineteche di Praga e Bologna il progetto di un restauro a colori del film in due versioni: (a) con il metodo classico per colorare chimicamente un positivo bianco e nero, e (b) con il metodo elaborato da Noël Desmet, utilizzando un negativo bianco e nero, un positivo su pellicola a colori, con colori stampate per primi e ottenuti per imbibizione, e viraggi inseriti successivamente. Il progetto è stato possibile quest’anno grazie al sostegno finanziario della Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung che detiene il copyright del film. La prima mondiale di questo restauro viene proposta a Sacile. —EP
"I treated the intimate nuances [as being] just as important as the mass movements, and tried to blend them together", Lubitsch told Herman Weinberg in a letter of 10 July 1947, speaking about his German films of the early twenties. "In this connection I might mention
Sumurun (One Arabian Night), which was a playful fantasy, based on the Max Reinhardt production". Sumurun is Lubitsch’s homage to Reinhardt, who discovered and taught him. "Sumurun will not let go of me all my life" he wrote in 1920. Reinhardt had produced the pantomime in 1910 in his Kammerspiel theatre ("nothing but a respectable Cinematographe" an unfriendly critic called it), based on a libretto written for him by Friedrich Freksa and accompanied by a score by Victor Hollander, the father of Friedrich, which Lubitsch had used to accompany the premiere of his film. In his roman à clef "Erwin Bernstein’s theatralische Sendung", Freksa describes how his hero - Reinhardt, only thinly disguised - learns from vaudeville, is impressed by American artists, and tries to inject their physical acting style into German theatre. Sumurun, the spectacle "in which music replaces words" (Leshea Weekly, New York), opened the way for Reinhardt to London (1911) and to New York (1912). He had the spectacle filmed in 1910 but the recording proved a technical failure.
The sets were designed by Ernst Stern, who later also worked for Lubitsch. Paul Wegener played the old sheik, as he was to do ten years later on the screen. In 1911, both in Berlin and in London, Lubitsch occasionally played the two slaves, and it is allowable to see something of him also in the performances of Kronert and Graetz, the two Jewish acrobats playing Muffti and Puffti in his film: he said of himself that he was "a terribly good gymnast". When Reinhardt revived the production in 1914 and again in 1918, Lubitsch, though by this time already a well known film actor, took the role of the old woman. A description of his performance given to me by an eye-witness, his younger cousin Mrs Bentley, corresponds perfectly to Margarete Kupfer’s characterisation in the film. On the other hand, the role of the hunchback, for which Lubitsch returned to acting for the last time, had been created on stage by Victor Arnold, his beloved acting teacher, who can be seen alongside Lubitsch in
Der Stolz der Firma, and who committed suicide in 1914.
Between 1977 and 1994, the Munich Filmmuseum endeavoured to restore
Sumurun, using black-and-white material from Moscow, Washington and Rochester, and with new intertitles made from the text of the censorship record, but using modern "neutral" typography. When in 1998, following the FIAF congress in Prague, I was able to see a print of the Czech version, incomplete but toned and tinted, I proposed to the archives of Prague and Bologna the project of a two-fold colour restoration of the film, following (a) the classical method of colouring a black-and-white positive chemically and (b) the method developed by Nol Desmet, using black-and-white negative, positive on colour stock, with tones printed first and tints flashed afterwards. This project was made financially possible this year by the owner of the copyright, Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stifftung. The Sacile screening is the world première of this restoration. —EP

 

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