LA GRAZIA (A.D.I.A., IT 1929)
Regia/dir: Aldo De Benedetti; scen: Gaetano Campanile Mancini, da/from: “Di notte”, novella di/short story by Grazia Deledda + opera “La Grazia” (libretto: Claudio Guastalla, Grazia Deledda); f./ph: Fernando Martini; scg./des: Alfredo Montori, Mario Pompei, Goffredo Alessandrini; cast: Carmen Boni (Simona), Giorgio Bianchi (Elias Sole), Ruth Wehyer (la donna fatale/femme fatale), Bonaventura Ibañez (il padre di Simona/Simona’s father), Tide Dyer, Uberto Cocchi (il fratello maggiore di Simona/Simona’s elder brother), Piero Dossena, Alberto Castelli, Augusto Bandini; DVD, 90'; fonte copia/source: Cineteca Nazionale, Roma/L’Unione Sarda, Cagliari.
Didascalie in italiano / Italian intertitles.
“Un film pieno di bellezza, realizzato con evidente passione, anzi con evidente consacrazione d’artista, un nuovo appello all’indifferenza che in ogni sfera si consacra al problema politico, artistico, economico della cinematografia. Film italiano che dimostra in De Benedetti un senso formidabile dell’inquadratura e del chiaroscuro, che presenta scene sulle quali il criticare, anche se la critica è mossa dallo stesso autore, è colpa. Film italiano che ci presenta un’attrice italiana, Carmen Boni, rientrata finalmente nella melanconica dolcezza della sua fragile figurina. Film italiano che ci presenta un’intiera squadra di stupende maschere di attori italiani. Film italiano che conferma in Martini un validissimo tecnico della ripresa”: così scriveva Alessandro Blasetti su Il Tevere di Roma del 27 novembre 1929.
Ma nonostante quest’appassionata recensione, La grazia, terza e ultima regia cinematografica del commediografo e fondamentale, prolifico sceneggiatore del cinema italiano Aldo De Benedetti (1892-1970), non incontrò i favori del pubblico e cadde rapidamente nell’oblio. Sarà la rassegna di Rapallo del 1979 curata da Aldo Bernardini e Vittorio Martinelli a permettere la riscoperta del film, presentato in una copia a 35mm con didascalie francesi della Cineteca Nazionale. Questo "piccolo classico", come lo definisce Ernesto G. Laura sul Patalogo due (1980), venne proiettato anche alle Giornate del Cinema Muto del 1989. Lo riproponiamo ora nel restauro digitale curato e prodotto da Susanna Puddu e Sergio Naitza per conto del quotidiano L’Unione Sarda, che ha voluto così “restituire un pezzo nascosto di storia della cultura sarda”: ambientato (anche se non girato) in Sardegna, il film è tratto da uno dei Racconti sardi (1894) della scrittrice sarda Grazia Deledda (1871-1936; premio Nobel per la letteratura nel 1926), racconto che ha per titolo "Di notte" e che nel 1921 diventa il libretto dell'opera lirica La grazia allestita a Roma nel 1923; tra le personalità coinvolte nella lavorazione del film, c'è anche un altro esponente di rilievo del mondo artistico sardo, il pittore, grafico e illustratore Melkiorre Melis (1889-1982), cui sono affidati "bozzetti e figurini", nonché la locandina e il programma di sala.
Per il DVD, edito nel 2005, è stata creata, in collaborazione con la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, una nuova colonna sonora, composta dal maestro Romeo Scaccia, che utilizza una vasta gamma di stili e dà spazio anche alla musica sarda e a strumenti tradizionali come le launeddas.
Maggiori dettagli nel prezioso volumetto di Naitza e Puddu, "La grazia" ritrovata: dal muto al sonoro, pubblicato anch'esso dall'Unione Sarda nel 2005. – Piera Patat
“A film of great beauty, made with evident passion and with the artist’s evident dedication, a new appeal against the indifference with which, in every sphere, the political, artistic, and economic problems of cinematography are treated. An Italian film which demonstrates De Benedetti’s formidable sense of framing and lighting, which presents scenes of which criticism, even if the criticism was made by the director himself, is at fault. An Italian film which presents an Italian actress, Carmen Boni, finally restored to the melancholy sweetness of her fragile person. An Italian film which presents a whole team of stupendous Italian actors. An Italian film which confirms in Martini an admirable camera technique.” Thus wrote Alessandro Blasetti in Il Tevere (Rome) on 27 November 1929.
But despite this enthusiastic review, La grazia, the third and last film directed by the playwright and fundamental, prolific writer of Italian cinema, Aldo De Benedetti (1892-1970), did not find favour with the public and was almost immediately forgotten. The rediscovery of the film was thanks to the Rapallo Festival of 1979, curated by Aldo Bernardini and Vittorio Martinelli, when the film was presented in a 35mm print with French subtitles from the Cineteca Nazionale.
This "little classic", as it was described by Ernesto G. Laura in the 1980 yearbook Il patalogo due, was also screened at the Giornate del Cinema Muto in 1989. In 2005 a digital restoration was carried out under the supervision and production of Susanna Puddu and Sergio Naitza, sponsored by the newspaper L’Unione Sarda, which wanted in this way to “restore a hidden piece of the story of Sardinian culture”. Set (even though not shot) in Sardinia, the film is adapted from one of the Racconti sardi (Sardinian Stories, 1894) by the Sardinian writer Grazia Deledda (1871-1936; Nobel prize-winner for literature in 1926). The story,"Di notte" ("By night") also provided the libretto of the opera La grazia produced in Rome in 1923. Among those who collaborated with De Benedetti, responsible for the "sketches and drawings", as well as the poster for the film, was another representative of the Sardinian artistic world, the painter, graphic artist and illustrator Melkiorre Melis (1889-1982).
For the DVD, a new orchestral accompaniment has been recorded, composed by maestro Romeo Scaccia, and using a vast range of styles, incorporating among them Sardinian music and traditional instruments like the launeddas (panpipes). – Piera Patat
