Riscoperte e restauri/Rediscoveries and Restorations

GIORNATE DI SOLE (Cineclub Udine, IT 1934)
Regia/dir: Renato Spinotti, Guido Galanti, Ugo Bassan; f./ph: Renato Spinotti; scen: Guido Galanti; cast: Guido Galanti, Thea Daris, Vittorino Frittaion, Claudia Ravasi; lg. or./or. l. (16mm): 460 m.; DigiBeta, 50' (dal/from 16mm; trascritto a/transferred at 20 fps); fonte copia/source: Cineteca del Friuli, Gemona / Comune di Lignano Sabbiadoro / La Camera Ottica, Università di Udine/DAMS, Gorizia.
Didascalie in italiano / Italian intertitles.
*Questo film non è attualmente disponibile in copie di proiezione. / No projection print of this film is currently available for screening.


Siamo negli anni Trenta, quando sono cadute, o stanno per cadere, le ultime resistenze degli intellettuali e Guido Galanti, con gli amici Renato Spinotti e Francesco Pelizzo, fonda il Cineclub Udine, uno dei primi in Italia. Le idee sono chiare e siccome non si vuole che il sodalizio resti solo sulla carta ecco quasi subito la produzione del film Giornate di sole. I mezzi sono quelli che sono e non è neppure il caso di tentare di sonorizzarlo, per cui il film uscirà muto, quando ormai (1934) il cinema parlante ha dilagato in tutto il mondo e costituisce la normalità. È inoltre un film in formato ridotto (16mm invece che 35mm). La durata è di una quarantina di minuti … Girato in quindici giorni in esterni a Lignano e per gli interni in uno stanzone di via Marinoni a Udine con l’ausilio di una macchina da presa e di quattro riflettori, è il primo prodotto del Cineclub. Il 26 agosto 1934 viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Il soggetto “semplice e umano” (i passi fra virgolette sono tratti da una recensione di Anton Giulio Majano) “gioca fra i prodigi di abilità che fa un impiegatuccio per sembrare di classe diversa agli occhi di una bella ragazza a lui superiore per mezzi e  per ceto, durante i giorni, ahimè, troppo contati della villeggiatura... Fatto lineare, fatto di tutti i giorni, ma reso con una  serie di sfumature delicate”. Il film ebbe anche l’elogio di Filippo Sacchi, il massimo critico cinematografico dell’epoca … Protagonista dunque Galanti … Gli altri interpreti principali sono Thea Daris, che è la ricca Elsa, Vittorino Frittaion, il giovanotto sfortunato, e Claudia Ravasi, che è Loli. Una bellezza sofisticata quella di Thea Daris, nome d’arte di una misteriosa trevigiana, della quale Galanti, dal sottoscritto più volte interpellato, non ha saputo (o voluto?) dare ragguagli più precisi. Ci sono anche le comparse, “una folla di villeggianti in parte prestatisi gentilmente e in parte colti di sorpresa dall’obiettivo indiscreto.” (Mario Quargnolo, “Guido Galanti, nello spirito di Camerini”, in Il Friuli e il cinema, La Cineteca del Friuli, 1996)
Il restauro è stato effettuato dalla Camera Ottica dell’Università degli Studi di Udine/DAMS di Gorizia con la collaborazione della Cineteca del Friuli ed è consistito nella revisione e riparazione della copia originale invertibile, nella produzione di un controtipo negativo all’Haghefilm di Amsterdam, nella scansione in 2K e nel restauro digitale con correzione colore e nella realizzazione di una copia in HD dalla quale è stata ricavato un Digibeta.

Renato Spinotti
Operatore cinematografico, nato a Tolmezzo (UD) nel 1902. Nel 1930 fu tra fondatori del Cineclub Udine. Nel 1931 sposò a Tarcento l’udinese Albina Degani, che nel 1934 fu la protagonista – con lo pseudonimo di Anna Ariani – del film di Francesco Pasinetti Il canale degli angeli. Fu principalmente operatore di documentari, e solo saltuariamente girò film a soggetto. Collaborò con il regista Luigi De Marchi a Condannata senza colpa (1953), la prima versione cinematografica del romanzo Maria Zef di Paolo Drigo, filmando alcuni raccordi a Forni Di Sopra (dove fu anche girata la seconda versione, quella di Vittorio Cottafavi del 1980). Fu anche l’operatore del film di Luciano Emmer Gli eroi dell’Artide (1953). Nella seconda metà degli anni Cinquanta si trasferì con la moglie in Kenya dove lavorò per i travelogues della BBC e per i cinegiornali della Associated Press. È morto a Nairobi, dove è sepolto, nel 1962. Lavorando con lo zio in Africa il diciassettenne Dante Spinotti (Tolmezzo, 1943) imparò i primi rudimenti del mestiere.
Si veda anche la tesi di laurea “Il Cine Club di Udine 1930-1943” di Tatiana Cozzarolo, relatore Leonardo Quaresima, AA 2006-2007. – Livio Jacob

In the 1930s, when the intelligentsia had finally abandoned their last resistance to cinema, Guido Galanti (1901-1989), with his friends Renato Spinotti and Francesco Pelizzo, founded the Cineclub Udine, one of the first of its kind in Italy. Their ideas were clear, and as they did not want their society to exist only on paper, they almost immediately set about the production of the film Giornate di sole (Days of Sun). Their funds were what they were, and there was not even a chance of trying to synchonize the film, so that it remained silent, at a time (1934) when talking films were the world-wide norm. Moreover, the film was shot on a sub-standard gauge (16mm instead of 35mm). The length was some 40 minutes ... Shot in a fortnight in locations in Lignano, with interiors filmed in a large room in the Via Marinoni in Udine, using one camera and four reflectors, it was the Cineclub’s first production. On 26 August 1934 Giornate di Sole was presented at the Venice Film Festival. The story, “simple and human” (wrote Anton Giulio Majano in his review), “centres on the prodigious efforts of a humble employee to impress  a beautiful  girl superior to him in means as well as in class, during the, alas, all too few days of the summer holidays ... a linear narrative of everyday life, but rendered with a range of delicate shadings”. The film also won the praise of Filippo Sacchi, the major cinema critic of the period ... The protagonist is of course Galanti ... The other main actors are Thea Daris, who plays the rich Elsa, Vittorino Frittaion as the unfortunate young man, and Claudia Ravasi, as Loli. The assumed name of Thea Daris conceals the identity of a mysterious woman of sophisticated beauty, from Treviso, about whom Galanti, several times questioned by the writer, could not (or would not) give more precise information. There are also the extras, “a crowd of holidaymakers, partly supplying themselves obligingly and partly caught by surprise by the indiscreet lens”. (Mario Quargnolo, “Guido Galanti, nello spirito di Camerini”, in Il Friuli e il cinema, La Cineteca del Friuli, 1996)
The restoration was carried out by La Camera Ottica of the University of Udine/DAMS of Gorizia, with the collaboration of the Cineteca del Friuli, and entailed the examination and repair of the original reversal, the production of a negative at Haghefilm in Amsterdam, scanning in 2K, and restoration with colour correction, in order to produce a copy in HD, which is the source of the DigiBeta being shown at the Giornate.


Renato Spinotti
The cinematographer Renato Spinotti, born in Tolmezzo, Udine, in 1902, was one of the founding members of the Cineclub Udine in 1930. The following year he married Albina Degani, from Udine, who played the leading role in Francesco Pasinetti’s film Il canale degli angeli (1934), under the pseudonym Anna Ariani. Spinotti mainly photographed documentaries: one of his few feature films was Luigi di Marchi’s Condannata senza colpa (1953), the first film adaptation of Paolo Drigo’s novel Maria Zef. Some scenes in this were filmed at Forni di Sopra, where Vittorio Cottafavi was to film the second version of the novel in 1980. Spinotti was also cameraman on Luciano Emmer’s Gli eroi dell’Artide (1953). In the second half of the 1950s, he and his wife moved to Kenya to work for BBC travelogues and for Associated Press newsreels. He died in 1962 in Nairobi, where he was buried. His nephew Dante Spinotti, born in Tolmezzo in 1943, joined him in Africa at the age of 17 and learned the rudiments of the profession from his uncle. – Livio Jacob