Il tocco francese / The French Touch: KNOCK

KNOCK OU LE TRIOMPHE DE LA MÉDECINE (Film d’Art/Vandal & Delac, FR 1925)
Regia/dir: René Hervil; scen: Jean Manoussi, dalla pièce di/from the play by Jules Romains (1923); f./ph: René Guychard, Armand Thirard; scg./des: Fernand Delattre; riprese/filmed: l’estate/summer 1925 (Uzerche; Studios Film d’Art, Neuilly); cast: Fernand Fabre (Dr. Knock). Léon Malavier (Dr. Parpalaid), Maryanne (Mme. Parpalaid), Louis Monfils (Raffalens), René Lefèvre (Jean, the driver), Raoul Darblay (Mousquet, the pharmacist), Iza Rayner (the lady in black), Luce Fabiole (Mme. Raffalens), Irma Perrot (hotel proprietress), Régiane (Mme. Mousquet), Georges Morton (Pierre); première: 17.12.1925 (presentazione alla stampa/press screening); data uscita/released: 18.12.1925; 35mm, 2516 m., 110’ (20 fps); fonte copia/print source: Archives Françaises du Film, Bois d’Arcy.
Didascalie in francese / French intertitles.

English

Splendidamente fotografata, questa rarità muta del 1925 fu la prima delle tre versioni filmiche della divertente e caustica satira teatrale di Jules Romains con al centro la figura di Knock, un medico ciarlatano che impone un regime di terrore sanitario ai ricchi abitanti di una cittadina di montagna. La prima versione sonora della pièce fu quella co-diretta e interpretata da Louis Jouvet nel 1933; ma l’unica versione disponibile oggi è un remake del 1950, sempre con Jouvet protagonista. Benché le due versioni parlate rientrino entrambe nei canoni convenzionali del “teatro filmato”, l’adattamento del 1933 si distingueva per l’iconica interpretazione di Jouvet, per l’ottimo cast dei comprimari e per lo humour corrosivo della pièce di Romains.
L’iter produttivo di questa prima versione cinematografica di Knock non è documentato. L’attore e regista Jouvet aveva prodotto, diretto e interpretato il ruolo di Knock nell’allestimento teatrale originale, la cui prémière ebbe luogo il 14 dicembre 1923 al Théâtre des Champs-Elysées. Il successo fu immediato, e le costanti riprese della pièce assicurarono a Jouvet profitti sufficienti a bandire dal suo camerino lo spettro della miseria. Jules Romains ricevette numerose proposte per i diritti cinematografici, tra cui un’inattesa richiesta da parte di Marcel Levesque, il brillante co-protagonista dei serial di Feuillade Les vampires (1915) e Judex (1916).
Ad assicurarsi i diritti del film fu tuttavia Louis Aubert, un influente distributore e proprietario di teatri cui faceva capo anche un’alleanza produttiva con varie società indipendenti, in primis con la Film d’Art, diretta dai veterani Marcel Vandal e Charles Delac. Il tandem produsse il film sotto l’egida della Aubert-Film. La regia venne affidata a René Hervil, un collaboratore abituale dello studio che lavorò su una sceneggiatura del poco noto Jean Manoussi. Le riprese in esterni del film avvennero nell’estate del 1925, a Uzerche, pittoresca località di montagna del Limousin, e da lì si spostarono negli studi della Film d’Art di Neuilly, nei sobborghi parigini. Al suo debutto come operatore in seconda figurava un futuro maestro della fotografia: Armand Thirard.
Alla prevedibile domanda – perché non c’era Jouvet nel ruolo del protagonista? – la risposta più attendibile è che probabilmente era ancora impegnato nella tournée teatrale della pièce. Ma forse fu l’innata diffidenza per il cinema, che peraltro non lo abbandonerà mai, a impedire a Jouvet di accettare un ruolo che lo privava della sua voce.
La parte andò dunque al venticinquenne Fernand Fabre, neo-diplomato del Conservatoire parigino. Indossando gli stessi occhiali dalla montatura d’acciaio scelti da Jouvet per caratterizzare l’aspetto anonimo del personaggio, Fabre ritagliava una figura azzimata e vivace, ma priva dell’ambiguità e della brutale risolutezza di un ciarlatano quarantenne fedele al motto “Ogni uomo sano è un malato che non sa di esserlo”.
Nel complesso, il film ricalca abbastanza fedelmente la struttura della commedia, ma il polso di Hervil si rivela a tratti alquanto fiacco (exempli gratia: la sequenza delle visite gratuite); e una gag ricorrente con al centro un’automobile antidiluviana – che nella pièce figurava solo a metà del primo atto – è particolarmente sintomatica del modo in cui il testo teatrale era stato abbassato di livello per incontrare i gusti del pubblico cinematografico dell’epoca.
Nella bizzarra sequenza descrittiva d’apertura, facciamo la conoscenza di Knock intento a spiegare le sue teorie a un compagno di studi in medicina. Poi, mentre evoca la satira di Molière sulla professione medica, da un gigantesco libro di giochi balzano fuori varie figure umane in miniatura simboleggianti i dottori del 17o secolo che scorrazzano alla ricerca di un paziente. - Lenny Borger

This handsomely photographed 1925 silent curio was the first of three film versions of Jules Romains’s chillingly funny stage satire about a quack doctor who institutes a reign of medicalized terror in the healthy population of a mountain town. There was a first sound version in 1933, co-directed by and starring Louis Jouvet; and a 1950 remake, again with Jouvet – it is the only version available today. Though both sound films are conventional “canned theater”, the 1933 adaptation best preserves Jouvet’s iconic performance, the excellent supporting cast, and the devastating wit of Romains’s play.
The facts behind this first screen version of
Knock remain undocumented. Actor-director Jouvet produced, staged, and starred in the original stage production, which opened on 14 December 1923 at the Théâtre des Champs-Elysées. It became an overnight sensation, and regular revivals generated enough receipts to keep the wolf from Jouvet’s stage door. Jules Romains received numerous proposals for the film rights, including one surprising bid from Marcel Levesque, the comic co-star of Feuillade’s Les Vampires (1915) and Judex (1916) serials.
The rights fell to Louis Aubert, a leading French distributor and theater owner, who also headed a production alliance with several independent firms, notably Film d’Art, directed by veterans Marcel Vandal and Charles Delac. The tandem produced the film for Aubert-Film. Studio regular René Hervil was hired to direct from a screenplay by the obscure Jean Manoussi. Exteriors were shot during the summer of 1925 in the picturesque mountain town of Uzerche, in the Limousin, and at the Film d’Art studios in Neuilly, outside Paris. Making his debut as the production’s second cameraman was a future master, Armand Thirard.
To the obvious question – why didn’t Jouvet star? – the most likely answer was that he was probably on tour with the play. Unless it was because his lifelong mistrust of the cinema now deterred him from a role that deprived him of his voice.
Instead, the part went to a 25-year-old Paris Conservatory graduate named Fernand Fabre. Wearing the same steel-rimmed glasses that Jouvet chose as a non-descript stage mask, Fabre cut a dapper figure, but lacked the ambiguity and brutal single-mindedness as the 40-year-old quack dedicated to the motto, “Every healthy man is an invalid who doesn’t know it.”
The film is generally faithful to the play’s overall structure, but Hervil’s pacing can be languid (e.g., the free-consultation scenes), and a running gag involving an antediluvian motorcar – which figures centrally in Act One of the play – is particularly symptomatic of the way the play was dumbed-down for contemporary film audiences.
In a bizarre opening expository sequence, we are introduced to Knock explaining his theories to a fellow medical student. He then evokes Molière’s satire on the medical profession as miniature human figures representing 17th-century doctors spill out of a giant playbook and dance about in pursuit of a patient. –
Lenny Borger