Comunicati stampa 2008 / Press Releases (Italian only)

6 agosto 2008
OMAGGIO BRASILIANO ALLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO
Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone sbarcano in Brasile per un omaggio che viene loro dedicato dalla cineteca brasiliana di San Paolo dall’8 al 17 agosto. L’importanza dell’evento suggella la dimensione internazionale della manifestazione friulana che nel corso degli ultimi anni è già stata oggetto di tributi da parte di importanti festival e manifestazioni, da New York a Telluride a Barcellona a Milano. E’ da sottolineare che l’esperienza positiva delle Giornate ha fatto sbocciare manifestazioni analoghe in molti paesi, e il caso del Brasile con un festival che ne ricalca oltreché lo spirito anche il nome (Jornada Brasileira de Cinema Silencioso) è solo l’ultimo di una lunga lista. A confermarne il carattere pionieristico, è stato invitato anche uno degli organizzatori storici delle Giornate, Paolo Cherchi Usai, già direttore della George Eastman House di Rochester e attualmente della cineteca nazionale australiana, che terrà sabato 9 agosto una conferenza sull’importanza che la riscoperta del cinema muto ha avuto negli ultimi 30 anni per riscrivere la storia stessa del cinema. I film che sono stati scelti per l’omaggio alle Giornate di Pordenone rappresentano una selezione degli ultimi programmi e includono opere di Evgenji Bauer, Victor Sjöström, Frank Borzage e Victor Schertzinger.
L’iniziativa della cineteca brasiliana si può considerare il miglior viatico per la prossima edizione delle Giornate del Cinema Muto che si terranno a Pordenone dal 4 all’11 ottobre prossimo.


9 giugno 2008
SIGLA DA OSCAR PER LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO
Il premio Oscar John Canemaker, in questi giorni ad Annecy, ha realizzato la nuova sigla delle Giornate, un omaggio a Emile Cohl, Winsor McCay e Otto Messmer
John Canemaker, protagonista in questi giorni come lecturer e membro della giuria al festival internazionale dell'animazione di Annecy, ha appena realizzato la nuova sigla delle Giornate del Cinema Muto. "Una gemma assoluta" l'ha definita lo studioso Russell Merritt, che ha potuto visionarla in anteprima alla Cineteca del Friuli. Si tratta di 35 secondi in bianco e nero e a colori con cui Canemaker, premio Oscar 2006 e premio Jean Mitry 2007, rende omaggio a tre pionieri del cinema di animazione muto: vediamo la mano dell'artista disegnare su un foglio nero Fantoche, il personaggio creato proprio cento anni fa da Emile Cohl; il fantoccio si trasforma nel colorato Little Nemo di Winsor McCay che piroetta e saluta il pubblico per poi cedere il posto al gatto Felix di Otto Messmer, che usando la coda come un lazo trascina in campo il logo delle Giornate.
Per espressa volontà dell’autore, la sigla sarà proiettata esclusivamente al Verdi di Pordenone, accompagnata di volta in volta dai pianisti delle Giornate. Che "faranno meraviglie", parola del direttore David Robinson.
Ad Annecy, Canemaker riproporrà la lectio magistralis su Winsor McCay che ha tenuto lo scorso ottobre al Teatro Verdi, dove ad applaudirlo c'era anche il direttore artistico del festival francese, Serge Bromberg.
L'animatore americano tornerà alle Giornate nel 2009 con una nuova conferenza, preparata per l'occasione, sul gatto Felix e Otto Messmer. Nel frattempo, entro la fine di quest'anno, uscirà il suo nuovo libro su due "story artists" della Disney, scomparsi entrambi nel 2005 ma di generazioni diverse: la "Leggenda" Joe Grant (classe 1908), che cominciò a lavorare con Walt Disney nel 1933 collaborando, tra gli altri, a Biancaneve, Pinocchio e Fantasia, e Joe Ranft, che alla Disney arrivò negli anni Ottanta quando aveva vent'anni e che fu sceneggiatore e voce di successi Pixar come Toy Story, Monsters, Inc., Cars, prima di morire a soli 45 anni in un incidente automobilistico.

8 aprile 2008
LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO E LA CINETECA DEL FRIULI RICORDANO LO STORICO DEL CINEMA VITTORIO MARTINELLI
Vittorio Martinelli non c’è più. Il suo "cuor d'oro" lo ha tradito la notte scorsa, all’ospedale di Bologna dov’era entrato poche ore prima per accertamenti. “La morte di Vittorio è una perdita immensa per la comunità degli storici del cinema e per le Giornate del Cinema Muto in particolare”, è stato il primo commento del direttore David Robinson. “Era una di quelle persone che nessuno, veramente nessuno, potrà rimpiazzare. A noi che abbiamo avuto la fortuna di godere della sua amicizia e dei suoi consigli per tanto tempo, mancherà moltissimo.”
Per le Giornate (che ha frequentato ininterrottamente dalla prima edizione del 1982 a quella del 2007) ha curato rassegne, con relativo libro, su Genina (assieme a Sergio Grmek Germani) e su Roberto Roberti (assieme a Aldo Bernardini), e nel corso degli anni sono stati pubblicati in Griffithiana suoi articoli sul cinema tedesco, su D'Annunzio, sulle dive del cinema italiano e su Giovanni Vitrotti. Nel 1988 ha intervistato - sempre per Griffithiana - Vera Vergani, attrice del muto per registi come Augusto Genina, Roberto Roberti e Mario Caserini, originaria di Cividale e madre di Leo e Vera Pescarolo (entrambi coinvolti nell'avventura produttiva degli Ultimi di Turoldo e Pandolfi).
Con Mario Quargnolo, Martinelli ha scritto Maciste & Co (1981), il primo libro pubblicato dalla Cineteca del Friuli, per la quale ha poi curato la trilogia Cuor d'oro e muscoli d'acciaio, il cinema francese degli anni Venti e la critica italiana (2000); Dal dott. Calligari a Lola-Lola, il cinema tedesco degli anni Venti e la critica italiana (2001) e il monumentale L'eterna invasione, il cinema americano degli anni Venti e la critica italiana (2002).
Fondamentale è stata la sua opera filmografica sul cinema muto italiano firmata con Bernardini per le Edizioni Bianco & Nero del Centro Sperimentale di Cinematografia. Particolarmente ricchi, anche dal punto di vista iconografico, i volumi sulla Titanus e su Leda Gys. Altrettanto importanti le ricerche e i ritrovamenti nelle cineteche di tutto il mondo, di film perduti, non solo italiani e successivamente restaurati dalla Cineteca di Bologna e presentati al Cinema Ritrovato, alle Giornate e in altri festival.
Per il suo enorme contributo alla storia del cinema, nel 1992 le Giornate gli avevano assegnato, insieme ad Aldo Bernardini, il Premio Jean Mitry.
Risale a poche settimane fa l’ultima proposta di Martinelli alle Giornate (a cui rimproverava, benevolmente, di non occuparsi a sufficienza del cinema italiano), arrivata via lettera al presidente Livio Jacob: riproporre alcuni film muti italiani restaurati e disponibili nelle cineteche di Montevideo, Losanna, Praga, Città del Messico, Madrid, e non più esistenti nel nostro paese. I titoli: Marthù che ha visto il diavolo di Mario Almirante, La fanciulla di Rimini di Mario Volpe, Frate Francesco di Giulio Antamoro, Un dramma in wagon-lit con Luciano Albertini, Il figlio di Madame Sans-Gene di Baldassarre Negroni con Hesperia, La fanciulla, il poeta e la laguna di Carmine Gallone e alcune pellicole con "l'adorata Pina Menichelli" presenti nella Filmoteca Española. E saranno proprio questi i film con i quali le Giornate del Cinema Muto onoreranno il prossimo ottobre il lavoro di Martinelli.

18.01.2008
LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO SI TERRANNO, COME GIÀ ANNUNCIATO, DAL 4 ALL’11 OTTOBRE 2008
La 27.ma edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone si terrà, come già annunciato lo scorso anno, dal 4 all’11 ottobre 2008.
Questo quanto emerso dalla riunione che ha visto attorno ad un tavolo i vertici del festival pordenonese (il presidente Livio Jacob e il segretario generale Piera Patat), il sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello, l’assessore alla cultura della Provincia di Pordenone Lorenzo Cella, i presidenti dell’associazione Teatro Verdi Claudio Cudin, della Camera di Commercio Giovanni Pavan e il consigliere regionale Piero Colussi.
La riunione, promossa dal festival pordenonese, voleva essere un momento di condivisione (con gli enti che sostengono la manifestazione e che mettono a disposizione del festival gli spazi necessari), per confrontarsi sulla situazione venutasi a creare per l’improvviso – e improvvido – slittamento delle date della Festa del cinema di Roma con relativa sovrapposizione rispetto a quelle già annunciate dalla manifestazione pordenonese.
Un’incontro che ha evidenziato in maniera positiva la solidarietà e la condivisione degli Enti partecipanti che, all’unisono, con il direttivo delle Giornate, hanno deciso di non spostarsi dalle date già prefissate per non dar vita ad un “balletto” su musica suonata da altri.
Nel corso della riunione, poi, è arrivata la notizia ufficiosa del dietro-front della Festa del Cinema di Roma accolta dai presenti con un moto di sollievo.
“Tutto è bene quel che finisce bene” – ha commentato Piero Colussi. “La notizia del ripensamento della Festa del cinema di Roma di rivedere la propria collocazione nel calendario dei festival cinematografici d’autunno ci lascia completamenti soddisfatti. Va dato atto della buona volontà da parte degli organizzatori del festival romano di aver avviato una concertazione… Questa soluzione consente alle Giornate di non rischiare l’oscuramento mediatico temuto. Evidentemente le pressioni attivate in questi giorni a tutti i livelli (l’interpellanza in Consiglio regionale presentata dal sottoscritto; l’interessamento del sindaco di Pordenone che ha portato a conoscenza del problema il primo cittadino di Roma; la lettera che le Giornate hanno inviato al Ministero; la presa di posizione a favore delle Giornate dell’Afic, l’associazione dei festival cinematografici italiani, l’ampia solidarietà riscossa dal festival pordenonese da tutto il mondo e la vasta eco sulla stampa nazionale e su Variety) hanno raggiunto il risultato sperato. Il Sistema Pordenone ha funzionato – ha concluso – perché comunque le istituzioni della città avevano trovato un accordo condiviso, quello cioè di andare avanti per la propria strada, qualsiasi fosse stata la decisione di Roma”.
Durante l’incontro è emersa anche la necessità di individuare degli spazi adeguati per gli uffici del festival che visto l’imminente restauro di palazzo Badini (sede utilizzata lo scorso anno) dovranno essere collocati altrove.

Comunicato stampa dell'AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema)
L'Afic (Associazione Festival Italiani di Cinema) accoglie con soddisfazione l'annuncio dello spostamento di date della Festa del Cinema - Festa Internazionale di Roma che svolgendosi così nell'ultima settimana di ottobre 2008 non andrà più a sovrapporsi, come precedentemente paventato, a un festival storico e importante come le Giornate del Cinema Muto di Pordenone nostro associato.
E' questo un risultato dello sforzo congiunto di tanti, dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali fino al nostro Consiglio Direttivo.
L'auspicio è che questa iniziativa possa aprire un tavolo di concertazione tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Afic e gli altri principali festival per giungere a un calendario di eventi il più possibile condiviso. (Roma, 18 gennaio 2008)

"Rome date switch raises hackles" - Variety Europe Daily Newsletter (15 gennaio 2008
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14.01.2008
LETTERA APERTA DELLE GIORNATE SULLA SOVRAPPOSIZIONE ROMA - PORDENONE
Nella non dichiarata, ma di fatto visibilile a tutti, guerra dei principali festival cinematografici italiani – Venezia, Roma e Torino – le Giornate del Cinema Muto di Pordenone rischiano di fare la classica fine del manzoniano vaso di coccio tra i vasi di ferro.
Da quando, due anni fa, ha fatto irruzione sulla scena la manifestazione romana, con l'imprimatur del sindaco Veltroni e un ricchissimo cartello di sponsor, andandosi a collocare all'inizio dell'autunno, tutti i festival che stavano più o meno a ridosso della festa romana, hanno temuto la possibilità di venire danneggiati da una concorrenza tanto impari. Se per i grandi come Venezia e Torino, il problema era quello di una selezione di film più ristretta, per i medi e i piccoli, la paura era quella di venire oscurati mediaticamente.
Con la mediazione dell'anno scorso, voluta dal ministro Rutelli, si era trovata una soluzione, valida soprattutto per i festival maggiori, che ne distanziava al massimo nel tempo le date di svolgimento. Così si sanciva che Venezia si collocasse all'inizio di settembre, Roma nella seconda metà di ottobre, Torino alla fine di novembre. In considerazione di ciò, sin dal 2006 le Giornate - che per un quarto di secolo si erano tenute dal secondo al terzo sabato di ottobre - hanno anticipato il loro svolgimento occupando la settimana dal primo al secondo sabato dello stesso mese, e l'edizione 2008 era stata fissata dal 4 all'11 ottobre. Tutto è saltato nei giorni scorsi, dopo l'annuncio unilaterale, e del tutto a sorpresa, di Roma di iniziare ai primi di ottobre. Almeno quest'anno, e per il futuro si vedrà.
È chiaro che un siffatto modo di agire evidenzia la totale indifferenza ai problemi degli altri, e in particolare di chi, come le Giornate, sta sulla scena da più di un quarto di secolo, ed è riuscito, con fatica e coraggio intellettuale, ad imporre non solo a livello nazionale, una linea culturale pionieristica come la riscoperta e la valorizzazione del cinema muto.
Le Giornate del Cinema Muto pertanto auspicano che, se si vorranno riconsiderare le date dei festival, magari con un arbitrato istituzionale, la questione venga allargata anche a tutti i festival che si svolgono nel periodo autunnale, in modo da trovare delle soluzioni che tengano conto delle esigenze di tutti (fra la Mostra del Cinema di Venezia e il festival di Pordenone è già in atto una proficua collaborazione).
Se invece prevarrà la legge del più forte, l'edizione 2008 delle Giornate sarà inevitabilmente oscurata su televisioni, radio e giornali da un evento di tanta maggiore e facile risposta mediatica. A ventisette anni dalla loro nascita, si confermerebbe così  il paradosso delle Giornate che sono più amate e apprezzate all'estero che in patria. E forse gli organizzatori romani “rosicano” ancora, dopo la classifica dell'anno scorso dell'americana Variety, vera e propria bibbia dello spettacolo, che poneva le Giornate tra i 50 festival internazionali “imperdibili”, ignorando del tutto la kermesse capitolina.