Comunicati stampa 2008 / Press Releases (Italian only)

16 dicembre 2008
IL PREMIO CHARLIE CHAPLIN 2008
ALLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO DI PORDENONE
Il presidente delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone Livio Jacob è, con il critico triestino Tullio Kezich e i registi Paolo e Vittorio Taviani, uno dei vincitori del premio Charlie Chaplin 2008, assegnato dalla Biblioteca del Cinema intitolata all’intellettuale e critico cinematografico Umberto Barbaro e dalla rivista Cinemasessanta, dirette entrambe da Mino Argentieri.
Il premio sarà consegnato giovedì 18 dicembre alle 20.30 alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma e consiste in una medaglia concessa dalla Presidenza del Senato della Repubblica in riconoscimento della meritoria opera svolta dalle Giornate del Cinema Muto in 27 anni di attività e del prestigio che la manifestazione ha raggiunto a livello internazionale. È particolarmente significativo inoltre che un premio intitolato a uno dei padri della settima arte vada a un festival che della conoscenza e della diffusione del cinema delle origini ha fatto la propria ragion d’essere, e che da più di dieci anni ha alla propria direzione artistica David Robinson, vale a dire il massimo conoscitore e biografo ufficiale di Charlie Chaplin. Oltre alla medaglia del Senato alle Giornate, le altre due sono assegnate rispettivamente dalla Presidenza della Repubblica (ai fratelli Taviani) e dalla Presidenza della Camera dei Deputati (a Tullio Kezich).
Dopo la premiazione sarà proiettato il film dei fratelli Taviani I sovversivi, del 1967, l’opera che maggiormente segnò il carattere avanguardistico del loro modo di fare cinema. Il film ha anche la curiosità di avere come protagonista Lucio Dalla.
Il premio Chaplin ebbe origine nel 1960 e all’inizio era un “Chaplin” d’oro che fu dato ai maggiori protagonisti del cinema dell’epoca, come Luchino Visconti, Federico Fellini e Michelangelo Antonioni. Dopo una lunga assenza, è ritornato in vita nel 2006 per iniziativa della Biblioteca Umberto Barbaro ed è destinato a personalità che nel campo della creazione artistica, della ricerca, degli studi, della pubblicistica e dell’organizzazione culturale hanno dato un importante contributo al rinnovamento e allo sviluppo del cinema italiano. Nelle due precedenti edizioni le medaglie sono andate ai registi Vittorio De Seta, Luigi Comencini, Ettore Scola, ai critici Callisto Cosulich e padre Virgilio Fantuzzi, e al direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli.

 

16 novembre 2008
TRADIZIONALE OMAGGIO NEWYORKESE ALLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO
Sino al 25 novembre una selezione dei film che hanno riscosso maggior successo a Pordenone nelle ultime edizioni del festival

Alla  BAM, la Brooklyn Academy of Music di New York, è in corso di svolgimento fino al 25 novembre, l'annuale omaggio alle Giornate del Cinema Muto.L'evento, concentrato quest'anno in tre martedì di novembre, comprende proiezioni di classici del muto, in copie nuove e restaurate, scelti tra i titoli che hanno riscosso maggior successo nelle ultime edizioni del festival di Pordenone. Tutti i film vengono presentati con l'accompagnamento musicale al pianoforte di Donald Sosin, uno dei veterani delle Giornate.
Martedi 18 è in programma Mockery del regista danese Benjamin Christensen, film che si segnala soprattutto per la presenza del grande Lon Chaney, che qui inaugura la sua personale galleria cinematografica di mostri, nei panni questa volta di un contadino russo deforme che si innamora di una contessa in fuga dai bolscevichi durante la rivoluzione russa.
Martedì 25 novembre sarà invece la volta di You Never Know Women, di William Wellman (il regista di E' nata una stella), una commedia con al centro un triangolo amoroso in una troupe di acrobati, clowns e illusionisti russi. Il film ebbe un grande successo all'epoca e dette la possibilità a Wellman di dirigere Wings, che nel 1927, fu il primo film a vincere l'Oscar.
A inaugurare l'omaggio del BAM al festival friulano, martedì scorso, è stato invece uno dei massimi capolavori di David Wark Griffith, Orphans of the Storm (pellicola che ha segnato  dopo gli otto anni a Sacile il rientro delle Giornate a Pordenone al Teatro Comunale Giuseppe Verdi), ambientato all'epoca della Rivoluzione francese, con le due sorelle Gish, Lillian e Dorothy, protagoniste. La scelta di inaugurare nel segno di Griffith “I martedì di Pordenone al BAM”, è anche il suggello e il riconoscimento del fondamentale lavoro svolto dalle Giornate, che per 12 anni di seguito, dalla XVI alla XVII edizione,  hanno proposto l'opera omnia del regista  unanimemente considerato il padre del cinema.

 

12 ottobre 2008 [24]
XXVII EDIZIONE DELLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO - BILANCIO FINALE
Il primo confortante e importantissimo dato che si può ricavare tracciando un bilancio a caldo della XXVII edizione delle Giornate del Cinema Muto è la presenza giovanile alle proiezioni. Paradossalmente si può dire che il muto ha un futuro e chi ne volesse la riprova concreta non deve far altro che venire alle Giornate. E' questa la più grande soddisfazione per gli organizzatori della manifestazione che fin dall'inizio hanno creduto nella validità di questa formula e l'hanno sempre difesa e sostenuta. A Pordenone si è formato e consolidato un pubblico nuovo, preparato e attento, che è stato coinvolto direttamente nel festival con varie iniziative. Pensiamo alle tre matinée che hanno coinvolto i ragazzi delle scuole della provincia di Pordenone, all'incontro degli studenti con il premio Oscar dell'animazione Richard Williams, alle Masterclasses sullo studio dell'accompagnamento musicale che si sono svolte ogni giorno all'Auditorium della Regione, alla Sacile School for Film Music, al Collegium… Ma pensiamo soprattutto al pomeriggio di domenica 5 ottobre quando il Teatro Verdi ha registrato il tutto esaurito per applaudire la piccola orchestra di ragazzi pordenonesi debuttanti musicisti per il muto.
Sul piano artistico si può affermare che è stata una delle edizioni più felici, per il riuscito mix tra cinefilia e spettacolarità, maggior presenza di film comici e commedie, apertura a settori come storia e scienza che hanno riscontrato molto interesse. A questo proposito non si dimenticheranno facilmente le immagini di distruzione e morte del terremoto di Messina, terribilmente attuali da sembrare tratte, non fosse per gli abiti e i volti antichi, dal telegiornale della sera prima. E sempre per commemorare un anniversario della storia, e sono i 90 anni della fine della Grande Guerra, le Giornate hanno proiettato cinegiornali di parte italiana e austriaca, alcuni film di finzione e la cerimonia della celebrazione del Milite Ignoto.
E' stata un'edizione che ha avuto molti centri, e non una sola rassegna principale. Difficilmente un festival riesce a sviluppare in maniera così approfondita ed organica tanti temi in un'unica edizione. Sarebbe bastata la scoperta di Shiryaev, un genio della danza ma anche un assoluto pioniere dell'animazione, finora totalmente sconosciuto e di cui alle Giornate si sono visti in anteprima assoluta i filmati. Ma sarebbe bastata anche la rassegna sulla commedia francese, l'ultima parte del monumentale progetto Griffith, la prorompente comicità di W.C. Fields, l'omaggio alla divina Mary Pickford, o infine l'Hollywood sull'Hudson con autentiche perle come il film con Louise Brooks e quelli con Marion Davies.
Chi in passato ha lamentato l'assenza di star, quest'anno è stato servito con la presenza di Michael York, voce narrante di un bellissimo documentario sulla Pickford, e con quella di Michael Nyman, uno dei musicisti più acclamati del panorama internazionale che non ha mancato di richiamare la folla delle grandi occasioni per il suo concerto da solista. Ci sono pochi rari momenti che segnano l'esperienza emotiva della vita di uno spettatore. E sicuramente la musica di Nyman, soprattutto per A propos de Nice di Jean Vigo, ha toccato gran parte del pubblico delle Giornate.
Unanimi consensi anche per la scelta cinematografica e musicale della serata inaugurale e di quella di chiusura, rispettivamente per Sparrows e l'Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia-Giulia diretta Hugh Munro Neely, e Les Nouveaux Messieurs e l'Octuor de France diretto da Antonio Coppola.
Passando alla più prosaica contabilità, i numeri sono questi. Quasi mille gli accreditati con il 40 per cento di italiani a conferma che le Giornate sono, tra i festival che si svolgono nel nostro paese, quello più internazionale. Come sempre, la maggior parte dei nostri ospiti stranieri (130 persone) provengono dagli Stati Uniti. Un dato curioso e da sottolineare è che ben 600 accreditati si sono sobbarcati le spese di trasporto, vitto e alloggio, segno di un'affezione alla manifestazione che, soprattutto in un momento di crisi economica così forte, non può far altro che piacere. Da apprezzare anche il felice rapporto con la cittadinanza, ritrovato dopo gli anni di Sacile, che ha accolto con cordiale simpatia la pacifica invasione. E sono da ringraziare in primo luogo quelle famiglie di Pordenone che hanno aperto le loro case per ospitare circa un centinaio di accreditati delle Giornate. Fondamentale per la realizzazione delle Giornate è stato il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del Comune e della Provincia di Pordenone, della locale Camera di Commercio, che ha anche ospitato gli uffici del festival, della Fondazione CRUP e della Banca FriulAdria-Crédit Agricole.

 

10 ottobre 2008 [23]
PREMIO JEAN MITRY 2008
A LAURA MINICI ZOTTI E AFRHC
Va a una delle pochissime “lanterniste” oggi in attività, Laura Minici Zotti, e a una delle più importanti associazioni di ricerche di storia del cinema, l'AFRHC (Association Française de Recherche sur l'Histoire du Cinema), il Premio Jean Mitry 2008. Istituito nel 1986 dalla Provincia di Pordenone e dalle Giornate del Cinema Muto, il riconoscimento viene assegnato annualmente a personalità o istituzioni che si siano distinte per l'opera di recupero e valorizzazione del patrimonio cinematografico muto. La cerimonia di premiazione avrà luogo al Teatro Verdi di Pordenone nel corso della serata conclusiva della XXVII edizione delle Giornate del Cinema Muto.
Oltre ad aver curato moltissimi libri e cataloghi dedicati al precinema e ad aver divulgato la conoscenza delle proiezioni con la lanterna magica davanti alle platee di mezzo mondo, Laura Minici Zotti è fondatrice e direttrice del Museo del Precinema, Collezione Minici Zotti, di Padova, che attraverso ogni tipo di gioco e congegno ottico e soprattutto attraverso la preziosa e ampia collezione di lanterne magiche e vetrini da proiezione, ripercorre la storia della visione e delle immagini prima dell'invenzione del cinema.
L' AFRHC fondata nel 1984 da Jean A. Gili (che sarà a Pordenone per ritirare il premio), Jean-Pierre Jeancolas e Vincent Pinel, raccoglie la maggior parte degli storici francesi del cinema e alcuni di altri paesi. Punto di riferimento nazionale e internazionale per la ricerca e la divulgazione della storia del cinema e in particolar modo di quello muto, l'AFRHC ha sinora pubblicato 52 numeri della rivista di studi cinematografici “1895”, sempre con contributi di alto livello scientifico. Numerosi anche i fascicoli monografici “fuori serie”, alcuni dei quali pubblicati in coedizione con le Giornate del Cinema Muto. Della lunga lista di pubblicazioni edite o coedite dall'AFRHC, strumenti fondamentali per gli studiosi di cinema, ci si limita qui a ricordare: Boleslas Matuszewski. Ecrits cinématographiques; Le Muet a la parole. Cinéma et performance à l'aube du XXe siècle; A la recherche de Jean Durand di Francis Lacassin; La Firme Pathé frères (1896-1914) ; Cinémascope: entre art et industrie ; Le cinéma français et les écrivains. Histoire d'une rencontre (1906-1914) di Alain Carou; René Clair ou le cinéma à la lettre; P aris-Palaces, ou le temps des cinémas, 1894-1918 di Jean-Jacques Meusy; Les vingt premières années du cinéma français. L' AFRHC ha avuto tra i suoi sostenitori lo stesso Jean Mitry, che ne è stato anche il presidente.

 

10 ottobre 2008 [22]
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
CINEMA DELLE ORIGINI IN ITALIA I FILM “DAL VERO” DI PRODUZIONE ESTERA, 1895-1907 DI ALDO BERNARDINI - ED. LA CINETECA DEL FRIULI
Sabato 11 ottobre 2008, ore 11 - Osteria La Ferrata, saletta superiore
Sabato 11 ottobre, a partire dalle 11, nella saletta superiore dell'osteria “La Ferrata” di via Gorizia si terrà la presentazione del nuovo libro di Aldo Bernardini, Cinema delle origini in Italia – I film “dal vero” di produzione estera, 1895-1907 .
Il libro prosegue la ricerca sui primi passi del cinema in Italia, ricerca iniziata con Gli ambulanti nel 2001 e proseguita nel 2002 con I film “dal vero”, 1895-1914 . Come testimoniano i tre volumi editi da Laterza nei primi anni '80, quello che Bernardini presenterà agli ospiti della ventisettesima edizione delle “Giornate” è solo l'ultimo capitolo di uno studio ormai trentennale sul muto italiano. Protagonisti delle sue opere, che comprendono anche ripetute collaborazioni con Vittorio Martinelli, sono i pionieri che anticiparono la nascita dell'industria cinematografica, offrendo uno spettacolo d'avanguardia ad un pubblico ancora abituato ai caffè-concerto e ai varietà, a drammi teatrali o intrattenimenti da fiera.
Il nuovo libro di Bernardini raccoglie la documentazione sui film girati in Italia da produttori e operatori stranieri. E prosegue dal precedente volume, integrata e corretta, la lista dei film italiani “dal vero” del periodo 1895-1914. L'apparato di immagini che accompagna il testo è completato da un dvd con 32 film Lumière, Mutoscope e Edison.

 

10 ottobre 2008 [21]
LE GIORNATE DEL MUTO CHIUDONO CON IL TOCCO FRANCESE DI FEYDER
Ottanta anni dopo, Les Nouveaux Messieurs di Jacques Feyder rimane uno degli esiti più esemplari e divertenti della commedia sofisticata francese. Il film chiude la XXVII edizione delle Giornate del Cinema Muto, e viene proiettato con l'accompagnamento musicale dell' Octuor de France che esegue una partitura originale di Antonio Coppola. Il compositore, che nell'occasione è anche direttore d'orchestra, torna a Pordenone per affrontare quella che lui stesso definisce la prova più impegnativa della sua prestigiosa carriera che lo ha portato ad essere uno dei massimi specialisti mondiali nello studio del rapporto musica-cinema muto. “Film austero e amaro - scrive Coppola nel programma - proiettato nel futuro, impregnato di satira sociale nella descrizione delle contraddizioni dell'epoca che molte volte sono le stesse di oggi”. Les Nouveaux Messieurs è la versione cinematografica del più grande successo boulevardier della stagione teatrale parigina 1925-26 quando rimase in cartellone per 400 repliche consecutive. Per scrivere la complessa sceneggiatura Feyder si avvalse per la prima volta della collaborazione del suo ex-segretario e conterraneo belga Charles Spaak, che ben presto sarebbe diventato uno dei maggiori sceneggiatori del cinema francese. Le riprese del film furono effettuate nell'estate del 1928 con un cast di prim'ordine nel quale spiccano i nomi di Gaby Morlay, Albert Préjean e Henry Roussell. C'erano tutte le migliori premesse per una grande successo commerciale ma accadde l'imprevedibile. Al film fu negato il visto di censura perché molti settori politici, di destra e di sinistra, si sentirono messi alla berlina dalla satira di Feyder. Quando, mesi dopo, lo scandalo rientrò e il film potè finalmente uscire nelle sale, era ormai troppo tardi, perché si stava imponendo la nuova moda del sonoro. Amareggiato e deluso, Feyder si trasferì a Hollywood dove non riuscì tuttavia ad affermarsi. Conobbe nuovamente il successo in Francia dopo il suo ritorno nel 1935.

9 ottobre 2008 [20]
FILM FAIR 2008 - INCONTRI CON FRANCESCO BALLO E CARLO GABERSCEK
Venerdì 10 ottobre, ore 18 - Convento di San Francesco
Due tra gli appuntamenti più attesi in programma oggi, venerdì 10 ottobre, a partire dalle ore 18 a Film Fair del Chiostro di San Francesco. Si tratta di due autori molto conosciuti dai frequentatori delle Giornate, Francesco Ballo con il suo libro Jacques Toureur. La trilogia del fantastico edito da Falsopiano, e Carlo Gaberscek con Il vicino West: Set e location del cinema western in Spagna , editore l'udinese Ribis.
Ballo, uno dei massimi esperti internazionali di Buster Keaton, affronta il cinema di Jacques Tourneur studiandone analiticamente tre capolavori degli anni 40, Cat People , I Walked with the Zombie e The Leopard Man . Il tocco di Jacques Tourneur si basa sul sottrarre all'azione l'attenzione primaria spostandola verso le attese e verso la tensione. Tourneur non mostra l'azione esemplare ma le premesse, le ansie, le angosce e gli stati d'animo.
Gaberscek, da anni studioso e ricercatore di set location del western americano, estende con questo volume il suo campo d'indagine alla Spagna. In questo nuovo lavoro ricostruisce e documenta l'avventura cinematografica del western in Spagna attraverso gli scenari naturali e i set che ne furono protagonisti. Gli unici, a livello mondiale, in grado di rivaleggiare con quelli hollywoodiani.

 

9 ottobre 2008 [19]
LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO RICORDANO VITTORIO MARTINELLI
Le Giornate del Cinema Muto rendono omaggio a uno degli amici e collaboratori più cari, Vittorio Martinelli, scomparso lo scorso 7 aprile a Bologna, con la presentazione, venerdì 10 ottobre alle 17 a Film Fair, di una sua intervista filmata e di un volume di testimonianze edito dall'Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema in collaborazione con Le Giornate del Cinema Muto e i Quaderni di Cinemasud. Martinelli aveva dedicato la sua vita allo studio del cinema muto, ed era un'autorità indiscussa a livello internazionale in materia, soprattutto per quanto riguardava la conoscenza del cinema italiano. Per i suoi meriti nel 1992 le Giornate gli avevano attribuito il Premio Jean Mitry. Non aveva per niente l'aria seriosa e schiva dell'accademico, regalava a tutti il sorriso che era nel suo DNA di gentiluomo napoletano, e riusciva sempre a stemperare discussioni e polemiche con elegante ironia. Rimproverava spesso, ma sempre con affetto, le Giornate che a suo avviso trascuravano troppo il cinema di casa nostra. Aveva effettuato ricerche negli archivi di mezzo mondo, e al festival segnalava titoli da Montevideo, Losanna, Praga, Città del Messico, Madrid, sollecitando veloci restauri in grado di riportarli in vita. Aveva una passione per le dive come Pina Menichelli e Leda Gys, a cui dedicò un bellissimo libro. Fondamentale è stata la sua opera filmografica sul cinema muto italiano firmata con Bernardini per le Edizioni Bianco & Nero del Centro Sperimentale di Cinematografia.

9 ottobre 2008 [18]
FILMFAIR 2008
Incontri di venerdì 10 ottobre, ore 18 - Convento San Francesco
Antonio Costa, Francesco Ballo, Carlo Gaberscek e Bujor Ripenau sono i protagonisti degli incontri con l'autore di questa sera a FilmFair2008, la fiera del libro e del collezionismo cinematografico che, sera dopo sera, svela al pubblico di appassionati le ultime novità editoriali in campo cinematografico.Ad aprire il programma, Antonio Costa che presenterà “ L'arte del film di Vachel Lindsay”; a seguire, Francesco Ballo con il suo nuovo libro “ Jacques Tourneur. La trilogia del fantastico” ; l'udinese Carlo Gaberscek, grande conoscitore del cinema western parlerà della sua ultima fatica “Il vicino West”. Infine, Bujor Ripeanu presenterà “ Le documentaire roumain 1897-1948”.

 

9 ottobre 2008 [17]
ECHI DI ATTUALITÀ: FILM SU ZINGARI E PRESIDENTE USA ALLE GIORNATE DEL MUTO DI PORDENONE
Il primo film sugli zingari è del 1921. Regista il ventitreenne Karel Anton, nato a Praga, che sarebbe in seguito diventato una figura di spicco del cinema ceco. Tratto dal romanzo omonimo del 1835 di Karel Macha, dalla trama alquanto macchinosa, il film è interessante soprattutto per la splendida fotografia di Karel Kopriva che introduce un lirismo che deriva direttamente dall'impressionismo pittorico. Di grande fascino le riprese in esterni effettuate a Venezia e in Boemia. Fino alla proiezione delle Giornate (venerdì 10 ottobre, Teatro Verdi, ore 9) Cikani , Zingari , era noto solo in una versione accorciata. Il restauro di Pordenone lo ha riportato alla sua lunghezza originaria.
In tema delle imminenti elezioni americane, può essere quanto mai interessante la proposta, sempre nel programma di oggi (venerdì 10 ottobre) del film di D.W. Griffith del 1930 su Abraham Lincoln ( Il cavaliere della libertà ). Appartiene al periodo sonoro del grande regista, che, a differenza di molti altri cineasti della sua generazione aveva sempre visto con favore l'avvento della nuova tecnologia e aveva cominciato a sperimentarla sin dal 1921. Par il ruolo del sedicesimo presidente americano Griffith scelse Walter Huston, padre di John. L'attore era un veterano del teatro, e con la sua imponenza fisica e vocale era ben adatto a impersonare una figura di grande personalità come quella di Lincoln. Griffith, l'epico cantore delle più spettacolari scene di battaglie del cinema, in questo che è il suo penultimo film, è più interessato a rappresentare gli effetti della guerra su Lincoln e, per estensione, sul popolo americano, che la guerra stessa.

 

9 ottobre 2008 [16]
EVENTO SPECIALE
LES NOUVEAUX MESSIEURS DI JACQUES FEYDER
Sabato 11 ottobre, ore 12.30 - Prova generale aperta al pubblico
Per dare a quanta più gente possibile l'opportunità di non perdere il capolavoro di Jacques Feyder Les nouveaux messieurs, uno dei più brillanti e sofisticati esempi di commedia  cinematografica mai prodotti in Francia, le Giornate del Cinema Muto hanno deciso di organizzare una prova generale aperta al pubblico per sabato 11 ottobre alle 12.30.
Lo spettacolo si terrà al Teatro Comunale Giuseppe Verdi. Il film sarà accompagnato dal vivo dall'Octuor de France nella nuova partitura composta e diretta da Antonio Coppola.

 

9 ottobre 2008 [15]
MICHAEL NYMAN SUONA PER IL MUTO
Venerdì 10 ottobre, 20.30, Teatro Verdi di Pordenone
La partecipazione di Michael Nyman alle Giornate del Cinema Muto è una significativa conferma dell'importanza e del prestigio internazionale del festival. Nyman, musicista famosissimo anche come autore di colonne sonore (una per tutte, Lezioni di piano) ha infatti fortemente voluto tenere un concerto alle Giornate, inserendo Pordenone nel suo fittissimo calendario di impegni. Venerdì 10 ottobre, alle 20.30, al Teatro Verdi il compositore accompagnerà al pianoforte (lo strumento è un gran coda Fazioli, industria friulana – di Sacile – leader mondiale del settore) le immagini di A propos de Nice (Jean Vigo, 1930) e Lenin Kino Pravda (Dziga Vertov, 1925) che lui stesso ha scelto. Si tratta di due capolavori del cinema documentaristico indicativi delle grandissime qualità artistiche dei due registi. Vigo esplora con il suo occhio anarchico la decadenza della società borghese del famoso centro di vacanze della Costa Azzurra. La lavorazione del film, che dura solo 32 minuti, si protrasse per 3 anni e per molte riprese Vigo usò una cinepresa a 16 mm nascosta sotto la giacca. Il suo metodo si basava molto sulla sorpresa e interrompeva immediatamente di girare appena il soggetto si accorgeva di essere filmato. Il film di Vertov è invece un numero speciale e più lungo dei suoi celebri cineverità ed è un'elegia di Lenin, a un anno dalla sua morte. Appartengono alla storia del Ventesimo secolo le immagini dei funerali del grande leader rivoluzionario, mentre da un punto di vista cinematografico è sorprendente la sequenza in cui Vertov cambia repentinamente registro, dal cinegiornale all'animazione, disegnando il volto di un capitalista che dalla cupidigia passa alla disperazione vedendo l'ingrossarsi delle folle che corrono a iscriversi al partito comunista.

 

8 ottobre 2008 [14]
FILMFAIR 200 - Incontri di giovedì 9 ottobre
I grandi registi della cinematografia mondiale a FilmFair, la fiera del libro e del collezionismo cinematografico che ogni sera alle 18 propone i seguitissimi incontri con l'autore. Oggi l'appuntamento vedrà protagonisti nomi del calibro di David Wark Griffith e Dziga Vertov. Dopo la presentazione del volume 12 del Griffith Project da parte di Paolo Cherchi Usai e Russell Merritt, a seguire, sarà presentato l'atteso volume monografico, edito dal Castoro e curato dallo stesso Cherchi Usai, dedicato proprio al padre del cinema moderno. A Griffith le Giornate hanno dedicato una monumentale retrospettiva che quest'anno, dopo 12 anni, giungerà a conclusione.
Le altre presentazioni: Paolo Caneppele illustrerà il nuovo database su Vertov; Carlo Montanaro e Chiara Augliera il catalogo “Dalla visione all'immagine. Incisioni, fotografie e materiali dall'Archivio Carlo Montanaro”; Martin Loiperdinger “Travelling Cinema in Europe”.

 

8 ottobre 2008 [13]
L'UNICA PROVA FILMATA DI EDUARDO SCARPETTA E LA PRIMA VOLTA DI JOHN WAYNE ALLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO DI PORDENONE
Anche se non accreditato, John Wayne fa il suo debutto cinematografico, nel ruolo di una guardia, nel film Bardelys The Magnificent del 1926 di King Vidor, tra i restauri più attesi della 27.ma edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone.
Tutto per mio fratello , 1911, è invece la riduzione cinematografica di un testo della tradizione teatrale napoletana, Vì che m'ha fatto frateme! , scritto nel 1892 dal grande commediografo e attore napoletano Eduardo Scarpetta (1853-1925). La commedia è la riedizione di una farsa con protagonista la maschera di Pulcinella, che nella nuova versione Scarpetta riadattò al suo personaggio, Felice Sciosciammocca. A teatro fu uno dei cavalli di battaglia di Scarpetta che si destreggiava nel ruolo dei due fratelli alternandoli sulla scena, ma nel film invece il ruolo del protagonista è affidato al figlio di Eduardo, Vincenzo.
Circa l'attività della famiglia Scarpetta nel periodo del muto, oltre ad alcuni film di Vincenzo, sappiamo soltanto che nel 1914 Eduardo firmò un contratto con la casa di produzione milanese Musical Film di Renzo Sonzogno & C., per la trasposizione cinematografica di 5 sue commedie: Miseria e nobiltà (1914, Enrico Guazzoni), La nutrice (1914, Alessandro Boutet), Un antico caffè napoletano (1914), Tre pecore viziose (1915) e Lo scaldaletto (1915) diretti da Gino Rossetti. Di questi film, tutti interpretati da Eduardo, ci rimangono solo alcune foto di scena con lo stesso Scarpetta.

 

8 ottobre 2008 [12]
MICHAEL YORK ALLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO DI PORDENONE
Michael York, l'indimenticabile protagonista (con Liza Minnelli e Joel Grey) di Cabaret , uno dei più amati e celebri film della storia del cinema, è arrivato a Pordenone per presenziare, giovedì 9 ottobre alle 20.30 al Teatro Verdi, all'anteprima internazionale del documentario Mary Pickford The Muse of the Movies in cui è voce narrante. Nel corso di una lunghissima carriera iniziata negli anni 60 nel segno di Shakespeare, come nella più classica tradizione dei migliori attori inglesi, York ha poi legato il suo nome a molte collaborazioni cinematografiche eccellenti: da Zeffirelli che lo fece debuttare nella Bisbetica domata nel 1967 al fianco di due mostri sacri come Elizabeth Taylor e Richard Burton, e che lo volle ancora nel Romeo e Giulietta e nel Gesù ; a Joseph Losey con L'Incidente , a Richard Lester con I tre moschettieri , a Sidney Lumet con Assassinio sull'Orient Express . Interprete di grande duttilità, capace di lasciare un segno originale e personale nei generi più diversi, gli appassionati di fantascienza lo ricordano per L'isola del dottor Moreau e La fuga di Logan , York dagli inizi degli anni 80 ha lavorato in un'infinità di produzioni televisive di successo. Senza per questo dimenticare il teatro, anche quello musicale, raccogliendo sempre unanimi consensi e talvolta importanti riconoscimenti. Ha scritto anche un'autobiografia e numerosi saggi relativi al mondo del teatro e del cinema. E' più legata alla natura dello studioso che dell'uomo di spettacolo l'adesione di Michael York al progetto del documentario su Mary Pickford, una delle più grandi star del muto (capace anche di vincere un Oscar con il suo primo film sonoro) e donna d'affari abile e potente. Il lavoro è frutto di tredici anni di ricerche condotte dal regista Nicholas Eliopoulos e dalla produttrice Elizabeth Wood Coldicut che sono riusciti a recuperare tutto il materiale d'archivio esistente sull'attrice. E' lei stessa a raccontare la propria vita e a condividere con Michael York il ruolo di voce narrante.

 

7 ottobre 2008 [11]
FILMFAIR 2008 Fiera del libro e del collezionismo cinematografico - Convento di San Francesco - Incontri di mercoledì 8 ottobre 2008
Continuano a FilmFair, la Fiera del Libro e del Collezionismo Cinematografico che si svolge in parallelo con Le Giornate del Cinema Muto, gli incontri con l'autore che sera dopo sera propongono presentazioni e approfondimenti sulle ultime novità editoriali in campo cinematografico.
Mercoledì sera, a partire dalle 18, la saletta incontri del Convento di San Francesco ospiterà Aurelio De Los Reyes che presenterà “El nacimiento de Que viva México! ”; Giulio Bursi e Simone Venturini su Critical Editions of Films; Silvio Celli e Alfredo Baldi presenteranno l'ultimo numero della rivista Bianco e Nero 560 ; Leonardo Quaresima l'Edizione critica de L'uomo visibile di Bela Balazs; Birgit Beumers, David Robinson, Viktor Bocharov parleranno della figura di Alexander Shiryaev “Master of Movement”; infine, Marco Pistoia e Dario Minutolo proporranno la rivista “Immagine”.

 

7 ottobre 2008 [10]
PORDENONE MASTERCLASSES:
NON SOLO LEZIONI DI MUSICA PER FILM
Auditorium della Regione, ore 11, fino a venerdì 10 ottobre, ingresso libero
Chi le frequenta non esita a definirle uno degli appuntamenti imperdibili delle Giornate del Cinema Muto. Sono le Pordenone Masterclasses, lezioni quotidiane di accompagnamento per film muti aperte al pubblico, in programma alle 11 fino a venerdì 10 ottobre all'Auditorium della Regione, ideate da Neil Brand e organizzate con la collaborazione di tutti gli altri musicisti del festival. Le Masterclasses, che vantano tra i loro fan più convinti il premio Oscar Richard Williams, si sono guadagnate una reputazione internazionale per il contributo che danno a questa particolare specialità musicale, ma sono anche uno spettacolo a tutti gli effetti che offre l'opportunità straordinaria di approfondire i diversi aspetti dell'interpretazione sonora di un film. E' questa una vera e propria arte che non si improvvisa ma che dev'essere studiata e che ha bisogno di insegnanti molto specializzati. Chi accompagna i film possiede e sviluppa una sensibilità più acuta per penetrarne i significati e i meccanismi psicologici, e alle Masterclasses i musicisti delle Giornate trasmettono la loro esperienza. Se possibile, quest'anno l'interesse è ulteriormente accresciuto dal livello dei due allievi, essi stessi musicisti di calibro, con alle spalle già un notevole curriculum professionale nell'accompagnamento del cinema muto. Si tratta di Touve R. Ratovandrahety, maestro collaboratore all'Opera di Parigi (Garnier e Bastille) e organista alla chiesa Saint-Eugène-Sainte Cécile; e Andrew Simpson, stimatissimo compositore e pianista, professore associato di musica e presidente del Dipartimento di teoria e composizione alla Benjamin T. Rome School of Music, presso la Catholic University of America, Washington DC.

 

7 ottobre 2008 [9]
ALLE GIORNATE DI PORDENONE UN CONCERTO DELLA PIU' BELLA BAMBINA DEL MUTO
Negli anni 20 era considerata la più bella bambina del mondo ed era una star del cinema, una delle interpreti più popolari della famosa serie di Hal Roach, Our Gang . Dedicatasi da adulta al teatro musicale, Jean Darling, nome d'arte di Dorothy Jean LeVake, torna oggi a esibirsi come cantante sul palcoscenico del Teatro Verdi di Pordenone, ospite d'onore della XXVII edizione delle Giornate del Cinema Muto. La scaletta del programma prevede una quindicina di canzoni dedicate al cinema muto, composte nei primi tre decenni del secolo scorso ed eseguite da Donald Sosin & Joanna Seaton. Ma l'attesa è tutta per l'ex bambina prodigio, la piccola Jean che aveva colleghi come Charley Chase, Stan Laurel e Oliver Hardy, Jean Harlow, la mascotte di Hal Roach e Roscoe Arbuckle, la mini attrice che poteva vantarsi di conoscere Marion Davies, Greta Garbo e Clark Gable. La carriera della vulcanica Jean non si è però limitata al cinema. Dopo gli anni di Broadway, dove aveva stabilito il record di presenze con 850 repliche ininterrotte del musical Carousel , si è infatti dedicata alla scrittura e al giornalismo. Trasferitasi dal 1974 a Dublino, è diventata una delle beniamine dei lettori irlandesi con il successo dei suoi 50 racconti del mistero pubblicati sull' Alfred Hitchcock Mistery Magazine.
Nel centenario della morte di Edmondo De Amicis, le Giornate presentano oggi (mercoledì 8 ottobre) in anteprima Dagli Appennini alle Ande, uno dei primi adattamenti cinematografici del libro Cuore , immortale capolavoro della letteratura infantile. Il film, con la regia di Umberto Paradisi, è del 1916, e in quegli anni ci furono parecchie versioni di taglio patriottico. Dei tre rulli originali ne è sopravvissuto soltanto uno, peraltro incompleto, conservato alla Cineteca del Friuli.
Di grande interesse anche la proiezione di The Battle of the Sexes, di D.W.Griffith, remake del 1928 di una precedente versione del 1914 di cui conosciamo solo pochi frammenti; sufficienti tuttavia a confrontare i cambiamenti di tono e di stile della regia. Nel giro di quattordici anni il mondo e i costumi infatti erano profondamente cambiati e l'intento eminentemente moralistico del primo film, assume un carattere più lieve di commedia nel secondo, progettato quasi unicamente con lo scopo di divertire. Intenzione dei produttori era rilanciare Griffith come regista al passo con i tempi, ma il tentativo non ebbe grande successo, e il suo declino proseguì inesorabile, decretato da quella stessa industria cinematografica che Griffith aveva contribuito a creare.

6 ottobre 2008 [8]
MATINÉE PER LE SCUOLE CON I CAPOLAVORI DEL CINEMA COMICO E DI ANIMAZIONE
7, 8, 9 ottobre, Aula Magna Centro Studi
Cominciano oggi (martedì 7) a partire dalle 11.15 e proseguono l'8 e il 9 ottobre, all'Aula Magna Centro Studi-Sala Grande di Cinemazero, le matinée per le scuole della provincia di Pordenone organizzate per far vivere a bambini e ragazzi di ogni fascia d'età l'atmosfera unica delle Giornate del Cinema Muto.
Il primo giorno sarà riproposto lo spettacolo “A colpi di note” presentato domenica pomeriggio al pubblico delle Giornate al Teatro Verdi, con gli allievi della Scuola Media Centro Storico di Pordenone ad accompagnare musicalmente One Week (1920) con Buster Keaton e alcuni classici dell'animazione. Mercoledì 8 ottobre a partire dalle 9.15 sarà la volta dei miti della risata. I ragazzi saranno introdotti all'atmosfera dell'epoca del muto grazie alla presenza in sala di un pianista delle Giornate, che accompagnerà dal vivo quattro comiche con alcuni dei più alti rappresentanti del genere, da Keaton a Chaplin a Laurel & Hardy. Giovedì 9 ottobre dalle 10.15 saranno proiettati otto brevi cortometraggi animati: un breve excursus dai capolavori delle origini (Winsor McCay) fino a Steamboat Willie di Walt Disney e Ub Iwerks (1928), che portò per la prima volta sullo schermo Mickey Mouse (del quale si festeggiano gli ottant'anni) segnando l'inizio dell'epoca del sonoro nel cinema di animazione.

 

6 ottobre 2008
CONFERENZE STAMPA
Mercoledì 8 ottobre
Ore 14.30
Presentazione mostra Shiryaev
Teatro Verdi, foyer secondo piano

Giovedì 9 ottobre
Ore 12
Cioccolata con Michael York
Salotto Peratoner, Vicolo Forni Vecchi

Venerdì 10 ottobre
Ore 18
Incontro con Michael Nyman
Teatro Verdi, foyer secondo piano

 

6 ottobre 2008 [7]
GLI HAYAKAWA PERDUTI ALLE GIORNATE DEL MUTO
Ritrovati e restaurati tre film della più grande star nippoamericana
Sessue Hayakawa (1886-1973) è stato la prima star americana di origine asiatica. Consacrato da Cecil B. DeMille in The Cheat, guadagnava nel 1915 cinquemila dollari a settimana e successivamente, nel 1920, con la casa di produzione da lui fondata, era capace di raggiungere un fatturato di due milioni di dollari annui. Hayakawa, che tutti gli appassionati di cinema ricordano per la sua interpretazione nel Ponte sul fiume Kwai che gli valse anche una nomination all'Oscar, fu uno dei pochi attori popolari sia nell'epoca del muto che in quella del sonoro. Nato in Giappone, figlio di un ricco pescatore, Hayakawa era giunto negli Stati Uniti tramite certi suoi parenti che si dedicavano alla pesca in California. Con la popolarità raggiunta come attore divenne il simbolo di una minoranza modello che ottiene il successo con una onesta operosità senza costituire una minaccia al sistema sociopolitico ed economico corrente. Intorno agli anni '20 la maggioranza del pubblico americano era favorevole alla segregazione razziale e i matrimoni misti erano illegali in molti stati. Per questo all'inizio l'infatuazione popolare per Hayakawa fu ambivalente, un personaggio ambiguo e sexy che personificava “il pericolo giallo”, oppure l'amico, il modello di una minoranza che aspira ad integrarsi nella società americana. Il successo hollywoodiano fu visto come un tradimento da parte del pubblico giapponese e ci volle del tempo prima che gli intellettuali e le stesse fonti governative lo salutassero come il rappresentante ideale del Giappone all'estero. Fu lo stesso Hayakawa che si adoperò per dare un'idea più corretta della natura nipponica, fondando a questo scopo la Haworth Pictures Corporation . I tre film riscoperti e restaurati che vengono presentati oggi (martedì 7 ottobre) alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, sono appunto fra i primi prodotti di questa casa di produzione. Nel primo, His Birthright, del 1919, il tema centrale è l'americanizzazione degli immigrati. Sfruttando l'archetipo narrativo di Madame Butterfly , si racconta la nascita del patriottismo che procede di pari passo con la riconciliazione con il padre americano. Il film si propone di sostenere l'impegno bellico degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale e la posa di Hayakawa nella scena clou, nella quale affronta la spia tedesca, è la stessa del celebre manifesto in cui Uncle Sam invita ad arruolarsi. The Courageous Coward e The Man Beneath , entrambi del 1919, affrontano, seppur in modo diverso, il problema delle difficoltà che le barriere razziali possono creare nelle storie d'amore; un tema sempre attuale e di cui il cinema continua ad occuparsi.
Nel programma della giornata di martedì, da non mancare A Modern Musketeer (1917, Un moschettiere moderno ) di Allan Dwan, divertente parodia in cui Douglas Fairbanks è un D'Artagnan del Kansas agli inizi del Novecento. E Gribiche (1926), dove Jacques Feyder si muove su un terreno a lui molto congeniale, quello dell'infanzia.

 

5 ottobre 2008 [6]
INEDITI DELLA GRANDE GUERRA
ALLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO DI PORDENONE
A 90 anni dalla fine della Grande Guerra, le Giornate del Cinema Muto presentano un programma di cinegiornali, documentari e film di finzione italiani, austriaci e americani. Tra il 1914 e il 1918 il mondo è in guerra e l'Italia con i suoi 650 mila soldati morti paga un pesantissimo contributo. Alla fine del conflitto diventa problematica l'identificazione dei corpi, spesso sepolti in fosse comuni, e nonostante un pietoso e imponente sforzo per dare un nome a tutti i caduti, ben duecentomila rimangono sconosciuti. Viene così istituita la figura del Milite Ignoto che rappresenta il simbolo religioso e civile del patriottismo e del sacrificio di un intero popolo. Il documentario Gloria: apoteosi del soldato ignoto del 1921, presentato in anteprima alle Giornate oggi lunedi 6 ottobre in una versione restaurata e completa, è la testimonianza della cerimonia che commosse e coinvolse tutta l'Italia nel segno del dolore e della memoria. Undici salme provenienti dai vari fronti vengono riunite nella basilica di Aquileia, dove la madre di un volontario triestino disperso, Maria Bergamas, sceglie la bara che poi viene issata su un treno speciale che la porta a Roma all'Altare della Patria tra ali di una folla sterminata e a lutto raccolta lungo i binari di tutto il percorso. Il film riprende tutte le fasi della cerimonia, fino alla sua conclusione del 4 novembre 1921 a Roma alla presenza del re Vittorio Emanuele III.
Tra gli altri documenti del programma delle Giornate sono da citare alcuni cinegiornali austriaci con le immagini delle città e dei paesi conquistati agli italiani dopo la disfatta di Caporetto del 1917. Poiché era proibito mostrare gli orrori dei combattimenti, le riprese si soffermano sulle macerie, sui soldati nelle retrovie, sul ritorno degli aerei dai bombardamenti di Padova e di Brescia, sulla visita degli ufficiali alle truppe e del kaiser Carlo I, appena succeduto a Francesco Giuseppe, a Gorizia alla fine del 1917.
Tra i film di finzione, di particolare interesse If my Country Should Call ( Se la mia patria dovesse chiamare ), del 1916, all'immediata vigilia dell'ingresso in guerra degli Stati Uniti, che annovera tra i suoi interpreti Lon Chaney, il futuro protagonista del Fantasma dell'Opera ; e l'italiano Umanità di Elvira Giallanella, del 1919, dagli intenti dichiaratamente pacifisti, tratto dal racconto Tranquillino dopo la guerra vuol ricreare il mondo di Vittorio Emanuele Bravetta. Una curiosità: sarà lo stesso Bravetta qualche anno dopo, nel 1922, a comporre Giovinezza Giovinezza , l'inno ufficiale fascista della Marcia su Roma.
Nel programma di lunedì 6 ottobre spiccano altri titoli. The Sorrows af Satan (1926) di D.W.Griffith che ebbe scarso successo commerciale, è un film di grande interesse soprattutto per l'uso delle luci, per la scenografia e per la superba interpretazione di Adolphe Menjou e Carol Dempster.
Nell'ambito dell'omaggio delle Giornate a Mary Pickford viene proiettato Il bacio di Mary Pickford che Sergej Komarov girò in occasione della visita della celebre diva in compagnia dell'altrettanto famoso Douglas Fairbanks in Unione Sovietica nel 1926. Manhatta , del grande fotografo Paul Strand, la prima di tante altre dichiarazioni che il cinema dedicherà a New York. Il film è stato recentemente inserito nella lista dei titoli di particolare pregnanza culturale della Library of Congress.
Vittorio Martinelli, un grande amico e collaboratore delle Giornate, già vincitore del premio Mitry, scomparso lo scorso aprile, viene ricordato con un programma tutto italiano nel quale troviamo Maciste in vacanza del 1921 con Bartolomeo Pagano, uno dei piu divertenti episodi della serie.
Non bisogna dimenticare infine Paris en cinq jours del 1925, probabilmente la prima commedia cinematografica sul turismo organizzato. C'è una divertente scena di una visita record al Louvre forse tenuta presente da Jean-Luc Godard quando in Bande à part dirige la famosa scorribanda dei suoi tre giovani protagonisti nelle sale del museo.

 

4 ottobre 2008 [5]
TORNA A COLPI DI NOTE AL TEATRO VERDI
Keaton e cartoons accompagnati dalle mini orchestre della Scuola Media Centro Storico di Pordenone - Prima edizione del premio istituito dalla banca Friuladria Crédit Agricole per il miglior Collegium Paper
L'anno scorso il pubblico delle Giornate ha dimostrato di gradire, così lo spettacolo A colpi di note torna in questa XXVII edizione, con i giovani musicisti della Scuola Media Centro Storico di Pordenone che si esibiranno nell'accompagnamento di alcuni classici del cinema comico e di animazione. L'appuntamento con questo evento speciale, organizzato in collaborazione con Cinemazero, è per domenica 5 ottobre alle 17.45 al teatro Verdi di Pordenone. Due le miniorchestre che hanno musicato e accompagneranno la comica One Week (1920) con Buster Keaton e, per celebrare il centenario della nascita del cinema d'animazione, tre capolavori del genere: Alice the Whaler di Walt Disney, Homeless Homer di Friz Freleng, e Modeling, con Koko, una delle creature dei fratelli Fleischer.
I ragazzi, oltre ad aver preso parte a un percorso teorico sul rapporto fra film e colonna sonora nell'epoca del muto tenuto dai formatori di Cinemazero e dagli insegnanti coinvolti, hanno potuto trarre beneficio dai preziosi consigli di Romano Todesco e Luca Grizzo, due membri storici della Zerorchestra, l'ensemble pordenonese nato negli anni '90 per accompagnare con la musica dal vivo i film muti.
Lo spettacolo al Verdi, a ingresso libero, anticipa le matinée per le scuole in programma il 7, 8 e 9 ottobre all'Aula Magna Centro Studi-Sala Grande di Cinemazero organizzate per far vivere a bambini e ragazzi di ogni fascia d'età l'atmosfera unica delle Giornate del Cinema Muto.
Novità di quest'anno, la banca FriulAdria/Crédit Agricole ha istituito un premio speciale destinato a un allievo del Collegium per il miglior saggio relativo al programma della passata edizione, e per la consegna del premio ha scelto proprio il momento di A colpi di note. La vincitrice è risultata Maria Belodubrovskaya, autrice del “Collegium paper” Understanding the Magic:  Special Effects in Ladislas Starewitch's L'Horloge magique (Capire la magia: effetti speciali nell' Orologio magico di Ladislas Starewitch). L'iniziativa è stata fortemente voluta dalla banca impegnata nel sostenere la formazione di giovani talenti nel campo del cinema, sia in ambito critico che della regia/sceneggiatura.

 

4 ottobre 2008 [4]
W.C. FIELDS, IL COMICO DIMENTICATO
TUTTI I SUOI FILM MUTI ALLE GIORNATE DI PORDENONE
È l'anello mancante del cinema comico americano e oggi (domenica 5 ottobre) le Giornate del Cinema Muto, in corso a Pordenone dal 4 all'11 ottobre, gli rendono omaggio con la proiezione di Sally of the Sawdust (1925) di D.W. Griffith e di The Golf Specialist , dove per la prima volta si sente la sua caratteristica voce gutturale. Pochi oggi ricordano il genio comico di W.C.Fields, eppure il suo è stato uno dei talenti più originali ed esplosivi dello spettacolo americano della prima metà del Novecento. Ha dato vita ad un personaggio bizzarro e cinico, che detesta i bambini, il Natale e in genere ogni ipocrita convenzione sociale. Ha rappresentato l'equivalente di Erich von Stroheim, “l'uomo che amate odiare”, nel campo del cinema comico. Nato a Filadelfia nel 1880 da una famiglia di lavoratori (il padre era fruttivendolo), a soli 16 anni se ne va a Broadway in cerca di fortuna. Impara a sopravvivere come giocoliere finché a 18 anni debutta come comico e comincia ad ottenere successo anche oltreoceano con una lunga tournee europea. Tornato in America, nel giro di pochi anni diventa una star di prima grandezza nel vaudeville e nel musical. La sua fama lo riporta in Francia per uno spettacolo con Maurice Chevalier. Dalla metà degli anni 20 comincia una intensa attività cinematografica e in due film viene anche diretto da David Wark Griffith. La nuova arte era infatti solita attingere alla fonte del vaudeville per la ricerca di attori, consapevole che questi non potendo disporre nei teatri di mezzi di amplificazione, erano ben allenati ad accentuare la loro gestualità per far comprendere il senso della loro recitazione anche agli spettatori che in teatro sedevano più lontano. Molti produttori cercavano di indirizzare gli attori più popolari verso lo schermo, ma il successo non era per tutti così scontato. Lo stesso Fields, che pur dette prova di un grande talento comico nei suoi film muti, dovette attendere l'avvento del sonoro per essere universalmente riconosciuto. Il suo personaggio più celebre è quello del signor Micawber nel film David Copperfield di George Cukor tratto dall'omonimo romanzo di Dickens. Se oggi il cinema americano può annoverare tra i massimi rappresentanti della comicità anche W.C. Fields, gran parte del merito deve essere ascritto alla costanza del produttore William Le Baron, che non smise mai di credere che prima o dopo Fields avrebbe sfondato.?E alle Giornate del Cinema Muto va il merito della prima retrospettiva completa del Fields muto - dopo la mostra allestita a Beverly Hills dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences nel gennaio-maggio 2007 in collaborazione con i nipoti del comico: "The Amazing Peregrinations & Pettifoggery of One William Claude Dukenfield, late of Philadelphia, Pa., familiarly known to Crowned Heads and Hoi Polloi alike as W.C. Fields".

3 ottobre 2008 [03]
PROVE APERTE AL PUBBLICO
PER L’EVENTO SPECIALE DI APERTURA DELLE GIORNATE
Teatro Verdi, sabato 4 ottobre, ore 11
Le Giornate del Cinema Muto sono ai nastri di partenza. L’avvio ufficiale della manifestazione, previsto per sabato 4 ottobre alle 14.30, sarà preceduto dalle prove generali aperte al pubblico dell’evento speciale di apertura, il capolavoro Sparrows con Mary Pickford accompagnato dall’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, diretta da Hugh Munro Neely, che esegue la partitura di Jeffrey Silverman.
La prevendita per le prove generali è partita già da qualche giorno presso la cassa di Cinemazero, ma i biglietti (10 euro contro i 15 della sera) sono acquistabili anche prima dello spettacolo alla cassa delle Giornate al Teatro Verdi. Le prove generali sono uno spettacolo completo che l’orchestra propone senza interruzioni e un’ottima soluzione per coloro che non vogliono fare code né correre il rischio di perdersi il film.
Sparrows sarà proiettato nella copia appena restaurata della Library of Congress,  che permette di apprezzarne al meglio la cura attenta per i dettagli, l'atmosfera visiva cupamente gotica e la magnificenza delle immagini.Muovendo dal fenomeno dei cosiddetti “asili” privati che ospitavano i figli di prostitute o madri nubili, in realtà vere e proprie attività criminose tristemente note negli anni '20 in certe parti degli Stati Uniti, Sparrows mette in scena i disagi di un’infanzia costretta a muoversi tra abusi, misfatti e tradimenti. A prendersi cura di un gruppo di questi bambini, i Passerotti a cui fa riferimento il titolo, e a tentare di sottrarli al loro destino, è la più grande di loro, Mama Molly, col viso candido di Mary Pickford che, trentatreenne, riesce ancora a interpretare con grazia e trasporto il ruolo di un'adolescente.
Sono previste le prove aperte anche per l'evento conclusivo dell'11 ottobre, Les Nouveaux messieurs di Jacques Feyder accompagnato da L’Octuor de France.
Per ulteriori informazioni: 0434 241924.

 

3 ottobre 2008 [02]
FILMFAIR 2008 - TREDICESIMA EDIZIONE DELLA FIERA DEL LIBRO E DEL COLLEZIONISMO CINEMATOGRAFICO
Convento di San Francesco - Inaugurazione sabato 4 ottobre, ore 18

FilmFair, la Fiera del Libro e del Collezionismo Cinematografico, che grazie alla collaborazione della Camera di Commercio di Pordenone affianca il festival per il tredicesimo anno consecutivo, aprirà i battenti questo pomeriggio alle 18.
Nella sede del Convento di San Francesco, suggestivo punto di incontro per gli ospiti internazionali del festival e per curiosi e cinefili pordenonesi, FilmFair 2008 si presenterà al pubblico più ricca e variegata che mai, con oltre mille titoli in vendita presso lo stand delle Giornate, cui si aggiungono gli stand individuali degli editori.
Tra questi ultimi, AIRSC, Il Castoro, BFI Video Publishing, la casa editrice britannica Wallflower Press, John Libbey e, immancabile, Alan Goble con il suo "Complete Index to World Film", il più esaustivo database del mondo cinematografico.
Tra le altre case editrici presenti, ricordiamo McFarland, Scarecrow, decine di University Presses, le italiane Feltrinelli, Marsilio, Castelvecchi, Minimum Fax, Lindau, oltre a San Paolo, Raro Video, Istituto Luce, Ripley’s, che saranno a Pordenone con i loro DVD.
Numerosi gli stand di collezionisti italiani e stranieri come Giorgio Giaiotto, Armando Giuffrida, Camillo Moscati, Enzo Rossi e Norman Witty, in cui faranno come sempre bella mostra di sé manifesti, libri e giornali d’epoca, gadget e memorabilia.
Non mancheranno gli stimolanti appuntamenti pomeridiani con autori ed editori che presenteranno al pubblico le loro novità nell’attigua sala incontri. Molte le opere in anteprima, sia libri che DVD, e le curiosità per ricercatori e appassionati. Tra queste, va segnalata la raccolta con 175 film di Méliès prodotta dalla Lobster Film e da CanalPlus.
All’inaugurazione interverranno il presidente delle Giornate Livio Jacob e il presidente della Camera di Commercio Giovanni Pavan.  L’ente camerale, infatti, collabora alla riuscita di FilmFair sin dalla prima edizione.

 

3 ottobre 2008 [01]
LE GIORNATE SCOPRONO IL GENIO DI SHIRYAEV MAESTRO DELLA DANZA E DELL’ANIMAZIONE CINEMATOGRAFICA
Le Giornate del Cinema Muto, che iniziano oggi (sabato 4 ottobre) a Pordenone, presentano una serie di filmati inediti del grande maestro della danza, il russo Alexander Shiryaev, che ebbe tra i suoi allievi anche Nijinski. L’artista, esponente di spicco del balletto imperiale di san Pietroburgo, si avvalse del mezzo cinematografico tra il 1906 e il 1909 per studiare nuove coreografie e riprodurre meccanicamente il movimento dei corpi.  Realizzò i suoi esperimenti sia con disegni che con pupazzi,  ed è pertanto da considerarsi un autentico pioniere dell’animazione cinematografica. Per gli studiosi l’esistenza di questi filmati era avvolta da un’aura di leggenda e mistero, visto che nessuno era mai riuscito a impossessarsene. A ragione quindi il ritrovamento da parte del russo Viktor Bocharov di alcuni vecchi rulli che giacevano dimenticati in un baule, ha il senso di un’ importante scoperta archeologica. A Pordenone viene presentato l’intero corpus dell’opera di Shiryaev, comprendente filmati sulla danza, brevi comiche, film a trucchi e spezzoni che lo ritraggono in compagnia della famiglia e di amici nella sua dimora estiva in Ucraina. Per l’occasione il direttore del festival, lo storico inglese David Robinson, ha scritto un libro edito dalle Giornate sulla vita e l’opera di Shiryaev ed è stata allestita nel foyer del Teatro Verdi di Pordenone una mostra che espone oggetti, documenti e fotografie dell’artista russo.
L’evento inaugurale della XXVII edizione delle Giornate del Cinema Muto è Sparrows, uno dei capolavori di Mary Pickford, diva cui il festival dedica quest’anno vari omaggi. La proiezione, nella tradizione delle Giornate, sarà accompagnata dall’esecuzione musicale dell’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia diretta da Hugh Munro Neely, della partitura scritta da Jeffrey Silverman ed eseguita per la prima volta dal vivo.
Nell’arco della giornata prenderanno il via anche le rassegne dedicate alla commedia francese (Knock ou le triomphe de la médecine di René Hervil, 1925), al cinema americano off Hollywood (The Headless Horseman di Edward Venturini, 1922) e al comico americano W. C. Fields (Running Wild di Gregory La Cava, 1927).

 

2 ottobre 2008
LA XXVII EDIZIONE DELLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO DA SABATO 4 OTTOBRE A PORDENONE
È ai blocchi di partenza la XXVII edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, organizzata in collaborazione con la Cineteca del Friuli e Cinemazero. Nel corso di otto giorni, dal 4 all'11 ottobre, il Teatro Comunale Giuseppe Verdi ospiterà proiezioni dal mattino a tarda sera con accompagnamenti musicali dal vivo.
L'apertura ufficiale, sabato 4 alle 20.30, è affidata a Sparrows (Passerotti, 1926) di William Beaudine, prodotto e interpretato da Mary Pickford. Il film sarà presentato nella copia restaurata della Library of Congress, che permette di apprezzare al meglio la magnificenza delle immagini. La partitura di Jeffrey Silverman, commissionata al compositore dalla Mary Pickford Foundation, sarà eseguita per la prima volta dal vivo dall'Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia diretta da Hugh Munro Neely.
Sospeso tra atmosfere noir e melò, inedita combinazione di Dickens e Poe, il capolavoro di Beaudine spicca per le superbe interpretazioni (prima fra tutte quella della Pickford che, trentatreenne, riesce ancora a interpretare con grazia e trasporto il ruolo di un'adolescente), le scenografie gotiche, l'intreccio narrativo emozionante e pieno di suspense.
La Pickford, che nella storia del cinema occupa un posto unico nell'evoluzione dello star system, è oggetto di un ampio omaggio da parte delle Giornate. Nella stessa serata inaugurale, il film sarà preceduto dal video di Katie Melua a lei dedicato e giovedì 9 ottobre sarà la volta del documentario Mary Pickford: The Muse of the Movies di Nicholas Eliopoulos, proiettato in anteprima internazionale alla presenza di Michael York, che ne è la voce narrante.
Tra gli altri eventi di queste Giornate, la serata di venerdì 10 con Michael Nyman, che accompagnerà À propos de Nice di Jean Vigo e la Kinopravda di Lenin di Dziga Vertov, e la chiusura di sabato 11 ottobre con la proiezione di Les Nouveaux messieurs di Jacques Feyder accompagnato dall'Octuor de France diretto da Antonio Coppola. Il film di Feyder conclude anche la retrospettiva "Il tocco francese" dedicata alla commedia d'oltralpe del primo dopoguerra, che costituisce una parte importante del programma insieme agli ultimi capolavori di D.W. Griffith, ai film sperimentali di Alexander Shiryaev del Balletto imperiale russo, ai muti del grande e più tardi parlantissimo comico W.C. Fields.
Parallelamente alle Giornate, si svolgeranno FilmFair 2008, Fiera del Libro e del Collezionismo Cinematografico al Convento di San Francesco, le Pordenone Masterclasses (lezioni quotidiane di accompagnamento musicale dei film muti) all'auditorium della Regione, i seminari del Collegium al Ridotto del Verdi. Segnaliamo infine la lezione sull'animazione del tre volte premio Oscar Richard Williams (venerdì 10 ottobre), e la Jonathan Dennis Memorial Lecture tenuta quest'anno da Eileen Bowser.

30 settembre 2008
LE GIORNATE OSPITANO IL DIRETTIVO DELLA FIAF
(Pordenone, 2-4 ottobre 2008)
Mancano tre giorni all'apertura ufficiale della XXVII edizione delle Giornate del Cinema Muto, ma già domani Pordenone accoglierà i primi prestigiosi ospiti provenienti dalle cineteche di molti paesi. Il consiglio direttivo della FIAF, la Federazione che raggruppa gli archivi cinematografici di tutto il mondo, ha scelto infatti quest'anno le Giornate per tenere il suo incontro semestrale, dal 2 al 4 ottobre.
Presieduti da Eva Orbanz della Deutsche Kinemathek di Berlino, sono dodici i delegati che arriveranno in rappresentanza di archivi quali l’americana George Eastman House, il National Film Centre di Tokyo, il National Film & Sound Archive di Canberra, la Cinémathèque française. Due soli gli italiani: Vittorio Boarini, direttore della Fondazione Fellini di Rimini e Luca Giuliani, fino a pochi mesi fa alla Cineteca del Friuli e ora direttore della cineteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino.
L'incontro di Pordenone è particolarmente significativo perché segue il 70° congresso della FIAF, tenuto in primavera a Parigi, che ha segnato alcune svolte di importanza storica.  In particolare, la Federazione ha votato all'unanimità la dichiarazione sul “fair use” (in accordo con quanto stabiliscono alcuni organismi internazionali come l'Unesco e l'ONU) che sancisce che “i film esistono perché vengono salvati e conservati dagli archivi” e che “gli archivi promuovono e diffondono la cultura cinematografica e il linguaggio filmico senza fini di lucro e così facendo contribuiscono a mantenere viva l'importanza e il ricordo del cinema classico, anche a favore del mercato di oggi”.
Il compito che spetta ora al comitato esecutivo è quello di promuovere e diffondere i principi di questa dichiarazione presso gli uffici preposti della Comunità Europea, degli stati membri e delle associazioni dei produttori cinematografici, in primis quelli hollywoodiani.
Un altro tema all'ordine del giorno è l'aiuto che tutto il mondo dovrà dare per riuscire a salvaguardare, nei paesi che si trovano in situazioni particolarmente problematiche (in particolare l'Africa), gli enormi patrimoni cinematografici esistenti nelle cineteche messi in pericolo dall'instabilità politica e dalle guerre.

17 settembre 2008
MICHAEL YORK OSPITE D'ONORE ALLE GIORNATE
Michael York, l'indimenticabile protagonista, al fianco di Liza Minnelli, di Cabaret sarà ospite d'onore delle Giornate del Cinema Muto che si svolgeranno a Pordenone dal 4 all'11 ottobre prossimo. L'attore, che è la voce narrante di Mary Pickford: The Muse of the Movies, il nuovo documentario americano dedicato alla celebre diva del muto, ha accettato l'invito del direttore del festival di presenziare all'anteprima internazionale in programma al Teatro Verdi giovedì 9 ottobre. York arriverà a Pordenone accompagnato dalla moglie Pat, famosa fotografa.
La carriera di Michael York è una delle più prestigiose, iniziata 44 anni fa nel segno classico per un attore britannico della formazione shakespeariana. Nel 1967 Zeffirelli nella Bisbetica domata (per il regista italiano sarà anche Tebaldo in Romeo e Giulietta e Giovanni Battista in Gesù di Nazareth) e lo stesso anno è in L'incidente di Losey. Negli anni '70 è la volta di titoli come I tre moschettieri e Assassinio sull'Orient Express, e la sua popolarità è tale che Billy Wilder nel 1978 lo chiama a recitare se stesso in Fedora. Ha prestato il suo talento per importanti serie televisive, tra cui La saga dei Forsyte, Law and Order e The Lot (che gli è valso la nomination agli Emmy Awards), e la sua voce per un centinaio di audiolibri di classici della letteratura.
È sua anche la voce narrante di Testimony, un documentario su Giovanni Paolo II la cui anteprima è prevista in Vaticano alla presenza di Benedetto XVI.

 

8 settembre 2008
OSPITA UN OSPITE DELLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO
Nel 2007 le Giornate del Cinema Muto hanno festeggiato il ritorno a casa e anche quest'anno, dal 4 all'11 ottobre, Pordenone sarà nuovamente "invasa" da un migliaio di cinefili che arriveranno da ogni parte d'Italia, d'Europa e del mondo per seguire le proiezioni al Teatro Comunale Giuseppe Verdi e i numerosi eventi collaterali come FilmFair, il Collegium e le Pordenone Masterclasses. Per cementare il legame tra il festival e la città assume grande importanza quella forma di collaborazione diretta dei pordenonesi ormai nota come "ospita un ospite". L'auspicio è che chi abita nel capoluogo o dintorni ed ha camere o appartamenti liberi, possa metterli a disposizione di qualcuno dei tantissimi appassionati e studiosi che seguiranno la manifestazione. L'ospitalità in famiglia è spesso condizione essenziale perché chi viene da lontano richiamato dal programma del festival possa soggiornare in città. Si tratta di un gesto di cortesia che, come confermano ampiamente le esperienze passate, viene sempre ricambiato e spesso favorisce la nascita di solide e durevoli amicizie. È anche e soprattutto il modo migliore di integrare il festival nel vissuto quotidiano della città, di far partecipi gli ospiti internazionali delle Giornate di situazioni e ambienti per loro nuovi. Tra tutti i festival italiani, le Giornate del Cinema Muto sono caratterizzate proprio dalla netta prevalenza di partecipanti stranieri.
Il numero di telefono da chiamare per avere ulteriori informazioni o per comunicare la propria disponibilità è lo 0432 980458. Si può anche mandare un'email a: info.gcm@cinetecadelfriuli.org

5 settembre 2008
LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO, XXVII EDIZIONE

Musica dal vivo con l’orchestra per Passerotti con Mary Pickford, le note di Michael Nyman, la commedia francese degli anni Venti, Alexander Shiryaev e il Balletto imperiale russo, gli ultimi film di Griffith, la caustica comicità di W.C. Fields e altre rarità al festival che da 27 anni celebra il cinema muto
Tra gli ospiti Michael York, il leggendario direttore artistico e coreografo del Bolshoi Yuri Grigorovich  e l’ex bambina prodigio del muto Jean Darling

Non è un numero tondo la 27a edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone (4-11 ottobre 2008), eppure si presenta nel suo programma come un'edizione di bilancio, di sintesi, e nel contempo di rilancio, di scoperta di nuovi percorsi. Insomma una sorpresa dentro qualcosa che non sorprende più, poiché tutti sanno che per trovare la felice utopia che trattiene il tempo della storia del cinema dentro lo spettacolo del presente bisogna venire alle Giornate, dove la serietà dell'approccio di studio è indistinguibile dall'entusiasmo degli applausi, e il cinema senza suono che arriva dal passato trova l'universo parallelo di una colonna sonora infinita che nasce in diretta. Gli eventi musicali sono la punta di questa ricreazione spettacolare, e quest'anno realizzeranno tra l'altro la promessa di ospitare Michael Nyman. Insieme a lui ci saranno anche i pianisti che fedelmente accompagnano le edizioni del festival. E tornerà l'evento di spontaneo entusiasmo della proiezione accompagnata dai locali, giovanissimi allievi della scuola media.
Succede purtroppo che le Giornate debbano ricordare collaboratori, spettatori e studiosi che non sono più con noi, con lo spirito di un'elegiaca ribellione ai destini di morte. Quest'anno una sezione del festival sarà per uno dei suoi amici più indispensabili, Vittorio Martinelli, a cui si dedicherà la proiezione di rarissimi film italiani da lui ritrovati e desiderati, di Gallone, Vincenzo Scarpetta, Maciste, Omegna, Ambrosio (fotografato da Vitrotti), a conferma delle passioni onnivore di Vittorio. Ma ci si ricorderà anche di altri amici del festival, David Gillespie e Francis Lacassin.
Del russo Alexander Shiryaev, danzatore maestro del sommo Nijinski, si vedranno per la prima volta gli incunaboli non destinati a proiezioni pubbliche, una sicura rivelazione: non solo un documento sull'epoca d'oro della danza moderna ma anche un cinema d'invenzione e d'animazione, che prosegue le vitali scoperte delle Giornate nel cinema russo prerivoluzionario.
La rassegna sul "tocco francese" farà scoprire, attorno al dimenticato belga Jacques Feyder (cui sarà dedicato anche l'evento musicale finale con l'Octuor de France sui suoni di Antonio Coppola,Les nouveaux messieurscon Gaby Morlay,prodotto dall'Albatros nella fase finale del muto, scritto con Charles Spaak), opere di Jean Renoir, Augusto Genina (periodo Carmen Boni) e di altri cineasti da rivalutare.
"Hollywood sull'Hudson", a cura di Richard Koszarski, sarà un ulteriore viaggio tra i set infiniti dell'America, che sfuggono al destino della centralità hollywoodiana. Ma anche una somma di omaggi nascosti: alla grande Marion Davies, che nè Hearst nè Orson Welles possono cancellare, e di cui si vedranno tre film; a Gregory La Cava, autore sicuramente da riscoprire, maestro di commedia per nomi oggi più noti come Capra e Sturges; a Will Rogers, grande cowboy socratico dell'"Americana", considerato da Rossellini uno dei maggiori cineasti americani; a Louise Brooks (presente anche in altre zone del programma); a W.C. Fields, cui è dedicata anche un'intera sezione del festival, felice paradosso di un ritorno all'epoca muta di questo attore parlantissimo.
Nella transizione tra muto e sonoro si svolgerà anche l'ultima, dodicesima tappa del percorso dedicato a Griffith, di cui si vedranno i misconosciuti capolavori finali: con Carol Dempster, o con la demilliana Phyllis Haver, o con la latina di culto Lupe Velez, o ancora con W.C. Fields, o con Walter Huston protagonista di una biografia di Lincoln che riscrive molte ossessioni politiche del cinema griffithiano, e sopratutto col conclusivo The Struggle che si rivela oggi tra i massimi film americani. Si rivedrà anche, nel centenario della sua realizzazione, l'incunabolo The Adventures of Dollie, a concludere circolarmente il viaggio di Dollie rapita nella botte del cinema, e probabilmente si scoprirà che sono proprio questi film finali che rendono oggi Griffith maestro di cineasti modernissimi come John Gianvito.
Una sezione importante sarà dedicata ai film sulla prima guerra mondiale, nel novantesimo anniversario: con rari cinegiornali austriaci e danesi spiccherà il pacifista Umanità di Elvira Giallanella, i dialettici If My Country Should Call (con un ruolo di Lon Chaney) e Gloria (corale film italiano restaurato dalla Cineteca del Friuli con Cineteca Nazionale e Immagine Ritrovata). 
Un'altra importante sezione documentaria si rivolgerà al terremoto calabro-siculo del 1908, attraverso cui il Friuli unirà l'Italia nella propria memoria.
Il programma incontra molte altre scoperte e ritrovamenti: un Vidor "di genere"; i film sloveni delle origini (a cominciare dal pioniere Karol Grossmann, anello di congiunzione tra Lumière e Lang); un ritorno alla Keystone di Sennett, Normand e Arbuckle; ritrovamenti di Max Linder, di Sessue Hayakawa, di una brillante Lillian Harvey in doppio ruolo; un Fairbanks diretto da Dwan; un film ceco di Karel Anton che dialogherà per la sua ambientazione a Venezia col film di Gallone in altra sezione. Spiccherà l'omaggio a Mary Pickford disseminato nel programma: il festival si apre con l'evento musicale Sparrows (Passerotti) di Beaudine, e si prolunga col raro film russo Il bacio di Mary Pickford di Komarov, col promo video di Katie Melua intitolato appunto a Mary Pickford e con alcuni documentari tra cui l'anteprima assoluta di quello realizzato da Nicholas Eliopoulos, la cui voce fuori campo (con un altro paradosso degno del cinema muto) s'incarnerà nella presenza al festival. Si tratta di un ammirato attore di oggi, Michael York, che il festival accoglierà con l'entusiasmo giovanile di chi scopre continuamente che il muto torna tra le passioni del nostro presente.
Completeranno il programma i consueti appuntamenti con FilmFair, con le vivaci discussioni del Collegium, con la Jonathan Dennis Memorial Lecture (quest'anno tenuta da Eileen Bowser) e con le Pordenone Masterclasses.
Contemporaneamente, a Sacile, promossa dall’amministrazione comunale e dall’Università di Udine, si svolgerà la seconda edizione della School for Film Music.
Nel corso della serata finale delle Giornate, la Provincia di Pordenone assegnerà il 23° Premio Jean Mitry.

La musica delle Giornate 2008
La XXVII edizione delle Giornate del Cinema Muto, in programma al Teatro Verdi di Pordenone dal 4 all'11 ottobre, si aprirà con Sparrows (Passerotti) di William Beaudine, capolavoro prodotto e interpretato nel 1926 da Mary Pickford.
Restaurato nel 2006 dalla Library of Congress, il film sarà presentato con la nuova partitura composta da Jeffrey Silverman su commissione della Mary Pickford Foundation, mai prima d’ora eseguita dal vivo. Un'anteprima musicale – realizzata con il sostegno della Fondazione CRUP – che impegnerà cinquanta orchestrali della Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, con cui le Giornate rinnovano la proficua collaborazione iniziata l'anno scorso. A dirigere l’orchestra sarà Hugh Munro Neely.
Chiuderà il festival, sabato 11 ottobre, Les Nouveaux Messieurs, proibito all’epoca per "offesa alla dignità del Parlamento e dei ministri" e che a ottant’anni esatti dalla sua uscita rimane una delle più sofisticate e argute commedie francesi. Firmato da Jacques Feyder, il film porta sulle scene un cast brillante e affiatato: Albert Préjean, Gaby Morlay e Henry Roussell, protagonisti di un triangolo amoroso quanto mai ironico. Les Nouveaux Messieurs verrà presentato con la partitura che Antonio Coppola, già da molti anni tra le anime musicali delle Giornate, ha composto appositamente per l’appuntamento pordenonese. A interpretarla, i fiati e gli archi de L’Octuor de France. L’evento è realizzato con FriulAdria-Crédit Agricole.
E finalmente arriverà alle Giornate, il 10 ottobre, anche Michael Nyman, compositore ed esecutore tra i più famosi al mondo, per accompagnare dal vivo con le sue note ariose e visionarie la proiezione del capolavoro del muto A propos de Nice, del regista francese Jean Vigo, e Kino-pravda 21 (La Kino-pravda di Lenin) di Dziga Vertov. Inventore, insieme a Philip Glass, del minimalismo musicale, noto per la lunga e proficua collaborazione con Peter Greenaway, Nyman ha impreziosito con le sue note film come Gattaca, la porta dell’universo di Andrew Niccol, Il marito della parrucchiera di Patrice Leconte, Lezioni di piano di Jane Campion, La stanza del figlio di Nanni Moretti.
Momenti emozionanti anche quest’anno per gli allievi della Scuola Media Centro Storico di Pordenone che si esibiranno davanti al pubblico delle Giornate per accompagnare la pirotecnica slapstick One Week, interpretata e diretta dal genio comico Buster Keaton, e  tre brevi cartoni animati, tra cui spicca un omaggio a Walt Disney di cui presenteranno una delle Alice Comedies. Anche questo appuntamento, come le altre attività a sfondo didattico legate alle Giornate 2008, sarà supportato da FriulAdria-Crédit Agricole.
Accanto agli eventi particolari, non mancheranno al pubblico le occasioni per farsi “normalmente” sorprendere dalla maestria e dal guizzo artistico dei pianisti delle Giornate che accompagnano ogni proiezione.

Stipulata una convenzione di tirocinio tra le Giornate e l’Università di Udine
Nei giorni scorsi è stata stipulata tra le Giornate del Cinema Muto e l’Università di Udine una convenzione di tirocinio di formazione e orientamento che consentirà a una decina di studenti della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di svolgere presso il festival un tirocinio di 50 ore che varrà loro in termini di crediti formativi, ormai fondamentali per il conseguimento della laurea. Gli studenti, seguiti e assistiti dal personale delle Giornate, saranno impegnati nei diversi settori, dall’organizzazione generale, all’accoglienza degli ospiti, all’ufficio stampa, al teatro, a Film Fair.
Si dà modo dunque agli studenti di osservare dall’interno l’organizzazione di un evento di portata internazionale ma anche e soprattutto di entrare in relazione con persone provenienti da ogni parte del mondo e dunque di esercitare e incrementare le loro abilità linguistiche. La lingua più richiesta è l’inglese, ma quest’anno anche il russo costituisce requisito preferenziale data la presenza di ospiti importanti provenienti dalla Russia in occasione della rassegna dedicata ad Alexander Shiryaev.
Nei giorni scorsi è stata stipulata tra le Giornate del Cinema Muto e l’Università di Udine una convenzione di tirocinio di formazione e orientamento che consentirà a una decina di studenti della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di svolgere presso il festival un tirocinio di 50 ore che varrà loro in termini di crediti formativi, ormai fondamentali per il conseguimento della laurea. Gli studenti, seguiti e assistiti dal personale delle Giornate, saranno impegnati nei diversi settori, dall’organizzazione generale, all’accoglienza degli ospiti, all’ufficio stampa, al teatro, a Film Fair.
Si dà modo dunque agli studenti di osservare dall’interno l’organizzazione di un evento di portata internazionale ma anche e soprattutto di entrare in relazione con persone provenienti da ogni parte del mondo e dunque di esercitare e incrementare le loro abilità linguistiche. La lingua più richiesta è l’inglese, ma quest’anno anche il russo costituisce requisito preferenziale data la presenza di ospiti importanti provenienti dalla Russia in occasione della rassegna dedicata ad Alexander Shiryaev.


6 agosto 2008
OMAGGIO BRASILIANO ALLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO
Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone sbarcano in Brasile per un omaggio che viene loro dedicato dalla cineteca brasiliana di San Paolo dall’8 al 17 agosto. L’importanza dell’evento suggella la dimensione internazionale della manifestazione friulana che nel corso degli ultimi anni è già stata oggetto di tributi da parte di importanti festival e manifestazioni, da New York a Telluride a Barcellona a Milano. È da sottolineare che l’esperienza positiva delle Giornate ha fatto sbocciare manifestazioni analoghe in molti paesi, e il caso del Brasile con un festival che ne ricalca oltreché lo spirito anche il nome (Jornada Brasileira de Cinema Silencioso) è solo l’ultimo di una lunga lista. A confermarne il carattere pionieristico, è stato invitato anche uno degli organizzatori storici delle Giornate, Paolo Cherchi Usai, già direttore della George Eastman House di Rochester e attualmente della cineteca nazionale australiana, che terrà sabato 9 agosto una conferenza sull’importanza che la riscoperta del cinema muto ha avuto negli ultimi 30 anni per riscrivere la storia stessa del cinema. I film che sono stati scelti per l’omaggio alle Giornate di Pordenone rappresentano una selezione degli ultimi programmi e includono opere di Evgenji Bauer, Victor Sjöström, Frank Borzage e Victor Schertzinger.
L’iniziativa della cineteca brasiliana si può considerare il miglior viatico per la prossima edizione delle Giornate del Cinema Muto che si terranno a Pordenone dal 4 all’11 ottobre prossimo.


9 giugno 2008
SIGLA DA OSCAR PER LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO
Il premio Oscar John Canemaker, in questi giorni ad Annecy, ha realizzato la nuova sigla delle Giornate, un omaggio a Emile Cohl, Winsor McCay e Otto Messmer
John Canemaker, protagonista in questi giorni come lecturer e membro della giuria al festival internazionale dell'animazione di Annecy, ha appena realizzato la nuova sigla delle Giornate del Cinema Muto. "Una gemma assoluta" l'ha definita lo studioso Russell Merritt, che ha potuto visionarla in anteprima alla Cineteca del Friuli. Si tratta di 35 secondi in bianco e nero e a colori con cui Canemaker, premio Oscar 2006 e premio Jean Mitry 2007, rende omaggio a tre pionieri del cinema di animazione muto: vediamo la mano dell'artista disegnare su un foglio nero Fantoche, il personaggio creato proprio cento anni fa da Emile Cohl; il fantoccio si trasforma nel colorato Little Nemo di Winsor McCay che piroetta e saluta il pubblico per poi cedere il posto al gatto Felix di Otto Messmer, che usando la coda come un lazo trascina in campo il logo delle Giornate.
Per espressa volontà dell’autore, la sigla sarà proiettata esclusivamente al Verdi di Pordenone, accompagnata di volta in volta dai pianisti delle Giornate. Che "faranno meraviglie", parola del direttore David Robinson.
Ad Annecy, Canemaker riproporrà la lectio magistralis su Winsor McCay che ha tenuto lo scorso ottobre al Teatro Verdi, dove ad applaudirlo c'era anche il direttore artistico del festival francese, Serge Bromberg.
L'animatore americano tornerà alle Giornate nel 2009 con una nuova conferenza, preparata per l'occasione, sul gatto Felix e Otto Messmer. Nel frattempo, entro la fine di quest'anno, uscirà il suo nuovo libro su due "story artists" della Disney, scomparsi entrambi nel 2005 ma di generazioni diverse: la "Leggenda" Joe Grant (classe 1908), che cominciò a lavorare con Walt Disney nel 1933 collaborando, tra gli altri, a Biancaneve, Pinocchio e Fantasia, e Joe Ranft, che alla Disney arrivò negli anni Ottanta quando aveva vent'anni e che fu sceneggiatore e voce di successi Pixar come Toy Story, Monsters, Inc., Cars, prima di morire a soli 45 anni in un incidente automobilistico.

8 aprile 2008
LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO E LA CINETECA DEL FRIULI RICORDANO LO STORICO DEL CINEMA VITTORIO MARTINELLI
Vittorio Martinelli non c’è più. Il suo "cuor d'oro" lo ha tradito la notte scorsa, all’ospedale di Bologna dov’era entrato poche ore prima per accertamenti. “La morte di Vittorio è una perdita immensa per la comunità degli storici del cinema e per le Giornate del Cinema Muto in particolare”, è stato il primo commento del direttore David Robinson. “Era una di quelle persone che nessuno, veramente nessuno, potrà rimpiazzare. A noi che abbiamo avuto la fortuna di godere della sua amicizia e dei suoi consigli per tanto tempo, mancherà moltissimo.”
Per le Giornate (che ha frequentato ininterrottamente dalla prima edizione del 1982 a quella del 2007) ha curato rassegne, con relativo libro, su Genina (assieme a Sergio Grmek Germani) e su Roberto Roberti (assieme a Aldo Bernardini), e nel corso degli anni sono stati pubblicati in Griffithiana suoi articoli sul cinema tedesco, su D'Annunzio, sulle dive del cinema italiano e su Giovanni Vitrotti. Nel 1988 ha intervistato - sempre per Griffithiana - Vera Vergani, attrice del muto per registi come Augusto Genina, Roberto Roberti e Mario Caserini, originaria di Cividale e madre di Leo e Vera Pescarolo (entrambi coinvolti nell'avventura produttiva degli Ultimi di Turoldo e Pandolfi).
Con Mario Quargnolo, Martinelli ha scritto Maciste & Co (1981), il primo libro pubblicato dalla Cineteca del Friuli, per la quale ha poi curato la trilogia Cuor d'oro e muscoli d'acciaio, il cinema francese degli anni Venti e la critica italiana (2000); Dal dott. Calligari a Lola-Lola, il cinema tedesco degli anni Venti e la critica italiana (2001) e il monumentale L'eterna invasione, il cinema americano degli anni Venti e la critica italiana (2002).
Fondamentale è stata la sua opera filmografica sul cinema muto italiano firmata con Bernardini per le Edizioni Bianco & Nero del Centro Sperimentale di Cinematografia. Particolarmente ricchi, anche dal punto di vista iconografico, i volumi sulla Titanus e su Leda Gys. Altrettanto importanti le ricerche e i ritrovamenti nelle cineteche di tutto il mondo, di film perduti, non solo italiani e successivamente restaurati dalla Cineteca di Bologna e presentati al Cinema Ritrovato, alle Giornate e in altri festival.
Per il suo enorme contributo alla storia del cinema, nel 1992 le Giornate gli avevano assegnato, insieme ad Aldo Bernardini, il Premio Jean Mitry.
Risale a poche settimane fa l’ultima proposta di Martinelli alle Giornate (a cui rimproverava, benevolmente, di non occuparsi a sufficienza del cinema italiano), arrivata via lettera al presidente Livio Jacob: riproporre alcuni film muti italiani restaurati e disponibili nelle cineteche di Montevideo, Losanna, Praga, Città del Messico, Madrid, e non più esistenti nel nostro paese. I titoli: Marthù che ha visto il diavolo di Mario Almirante, La fanciulla di Rimini di Mario Volpe, Frate Francesco di Giulio Antamoro, Un dramma in wagon-lit con Luciano Albertini, Il figlio di Madame Sans-Gene di Baldassarre Negroni con Hesperia, La fanciulla, il poeta e la laguna di Carmine Gallone e alcune pellicole con "l'adorata Pina Menichelli" presenti nella Filmoteca Española. E saranno proprio questi i film con i quali le Giornate del Cinema Muto onoreranno il prossimo ottobre il lavoro di Martinelli.

18.01.2008
LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO SI TERRANNO, COME GIÀ ANNUNCIATO, DAL 4 ALL’11 OTTOBRE 2008
La 27.ma edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone si terrà, come già annunciato lo scorso anno, dal 4 all’11 ottobre 2008.
Questo quanto emerso dalla riunione che ha visto attorno ad un tavolo i vertici del festival pordenonese (il presidente Livio Jacob e il segretario generale Piera Patat), il sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello, l’assessore alla cultura della Provincia di Pordenone Lorenzo Cella, i presidenti dell’associazione Teatro Verdi Claudio Cudin, della Camera di Commercio Giovanni Pavan e il consigliere regionale Piero Colussi.
La riunione, promossa dal festival pordenonese, voleva essere un momento di condivisione (con gli enti che sostengono la manifestazione e che mettono a disposizione del festival gli spazi necessari), per confrontarsi sulla situazione venutasi a creare per l’improvviso – e improvvido – slittamento delle date della Festa del cinema di Roma con relativa sovrapposizione rispetto a quelle già annunciate dalla manifestazione pordenonese.
Un’incontro che ha evidenziato in maniera positiva la solidarietà e la condivisione degli Enti partecipanti che, all’unisono, con il direttivo delle Giornate, hanno deciso di non spostarsi dalle date già prefissate per non dar vita ad un “balletto” su musica suonata da altri.
Nel corso della riunione, poi, è arrivata la notizia ufficiosa del dietro-front della Festa del Cinema di Roma accolta dai presenti con un moto di sollievo.
“Tutto è bene quel che finisce bene” – ha commentato Piero Colussi. “La notizia del ripensamento della Festa del cinema di Roma di rivedere la propria collocazione nel calendario dei festival cinematografici d’autunno ci lascia completamenti soddisfatti. Va dato atto della buona volontà da parte degli organizzatori del festival romano di aver avviato una concertazione… Questa soluzione consente alle Giornate di non rischiare l’oscuramento mediatico temuto. Evidentemente le pressioni attivate in questi giorni a tutti i livelli (l’interpellanza in Consiglio regionale presentata dal sottoscritto; l’interessamento del sindaco di Pordenone che ha portato a conoscenza del problema il primo cittadino di Roma; la lettera che le Giornate hanno inviato al Ministero; la presa di posizione a favore delle Giornate dell’Afic, l’associazione dei festival cinematografici italiani, l’ampia solidarietà riscossa dal festival pordenonese da tutto il mondo e la vasta eco sulla stampa nazionale e su Variety) hanno raggiunto il risultato sperato. Il Sistema Pordenone ha funzionato – ha concluso – perché comunque le istituzioni della città avevano trovato un accordo condiviso, quello cioè di andare avanti per la propria strada, qualsiasi fosse stata la decisione di Roma”.
Durante l’incontro è emersa anche la necessità di individuare degli spazi adeguati per gli uffici del festival che visto l’imminente restauro di palazzo Badini (sede utilizzata lo scorso anno) dovranno essere collocati altrove.

Comunicato stampa dell'AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema)
L'Afic (Associazione Festival Italiani di Cinema) accoglie con soddisfazione l'annuncio dello spostamento di date della Festa del Cinema - Festa Internazionale di Roma che svolgendosi così nell'ultima settimana di ottobre 2008 non andrà più a sovrapporsi, come precedentemente paventato, a un festival storico e importante come le Giornate del Cinema Muto di Pordenone nostro associato.
E' questo un risultato dello sforzo congiunto di tanti, dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali fino al nostro Consiglio Direttivo.
L'auspicio è che questa iniziativa possa aprire un tavolo di concertazione tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Afic e gli altri principali festival per giungere a un calendario di eventi il più possibile condiviso. (Roma, 18 gennaio 2008)

"Rome date switch raises hackles" - Variety Europe Daily Newsletter (15 gennaio 2008
)

14.01.2008
LETTERA APERTA DELLE GIORNATE SULLA SOVRAPPOSIZIONE ROMA - PORDENONE
Nella non dichiarata, ma di fatto visibilile a tutti, guerra dei principali festival cinematografici italiani – Venezia, Roma e Torino – le Giornate del Cinema Muto di Pordenone rischiano di fare la classica fine del manzoniano vaso di coccio tra i vasi di ferro.
Da quando, due anni fa, ha fatto irruzione sulla scena la manifestazione romana, con l'imprimatur del sindaco Veltroni e un ricchissimo cartello di sponsor, andandosi a collocare all'inizio dell'autunno, tutti i festival che stavano più o meno a ridosso della festa romana, hanno temuto la possibilità di venire danneggiati da una concorrenza tanto impari. Se per i grandi come Venezia e Torino, il problema era quello di una selezione di film più ristretta, per i medi e i piccoli, la paura era quella di venire oscurati mediaticamente.
Con la mediazione dell'anno scorso, voluta dal ministro Rutelli, si era trovata una soluzione, valida soprattutto per i festival maggiori, che ne distanziava al massimo nel tempo le date di svolgimento. Così si sanciva che Venezia si collocasse all'inizio di settembre, Roma nella seconda metà di ottobre, Torino alla fine di novembre. In considerazione di ciò, sin dal 2006 le Giornate - che per un quarto di secolo si erano tenute dal secondo al terzo sabato di ottobre - hanno anticipato il loro svolgimento occupando la settimana dal primo al secondo sabato dello stesso mese, e l'edizione 2008 era stata fissata dal 4 all'11 ottobre. Tutto è saltato nei giorni scorsi, dopo l'annuncio unilaterale, e del tutto a sorpresa, di Roma di iniziare ai primi di ottobre. Almeno quest'anno, e per il futuro si vedrà.
È chiaro che un siffatto modo di agire evidenzia la totale indifferenza ai problemi degli altri, e in particolare di chi, come le Giornate, sta sulla scena da più di un quarto di secolo, ed è riuscito, con fatica e coraggio intellettuale, ad imporre non solo a livello nazionale, una linea culturale pionieristica come la riscoperta e la valorizzazione del cinema muto.
Le Giornate del Cinema Muto pertanto auspicano che, se si vorranno riconsiderare le date dei festival, magari con un arbitrato istituzionale, la questione venga allargata anche a tutti i festival che si svolgono nel periodo autunnale, in modo da trovare delle soluzioni che tengano conto delle esigenze di tutti (fra la Mostra del Cinema di Venezia e il festival di Pordenone è già in atto una proficua collaborazione).
Se invece prevarrà la legge del più forte, l'edizione 2008 delle Giornate sarà inevitabilmente oscurata su televisioni, radio e giornali da un evento di tanta maggiore e facile risposta mediatica. A ventisette anni dalla loro nascita, si confermerebbe così  il paradosso delle Giornate che sono più amate e apprezzate all'estero che in patria. E forse gli organizzatori romani “rosicano” ancora, dopo la classifica dell'anno scorso dell'americana Variety, vera e propria bibbia dello spettacolo, che poneva le Giornate tra i 50 festival internazionali “imperdibili”, ignorando del tutto la kermesse capitolina.