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Il 22 e 23 maggio (e al Sociale anche nei giorni successivi) le migliori fusa si fanno al cinema.
Arriva a Gemona Kedi - La città dei gatti della regista turca Ceyda Torun, distribuito in Italia da Wanted. La Cineteca del Friuli, che con il Centro Cinofilo Lupo Nero di Fagagna ha ideato Cinoforum, rassegna "a tempo indeterminato" dedicata agli animali, propone il film al Cinema Sociale da martedì 22 a lunedì 28 maggio, per un totale di undici spettacoli, due al giorno (alle 18 e alle 19.30) nei primi quattro giorni. In occasione delle proiezioni di martedì 22 e mercoledì 23, le volontarie della sezione udinese dell'E.N.P.A. saranno presenti al Sociale con un banchetto informativo. La proiezione delle 18 di venerdì 25 maggio sarà introdotta da Daniela Castellani del Lupo Nero.
Ceyda Torun è nata a Istanbul, dove ha vissuto fino a undici anni circondata dai gatti, una presenza fondamentale nella sua infanzia, prima di trasferirsi con la famiglia ad Amman e poi a New York. Ritornata a Istanbul in diverse occasioni, l'ha trovata ogni volta cambiata, sempre meno riconoscibile, tranne che per i gatti, specchio dei suoi abitanti e unico elemento costante e immutabile da secoli, incarnazione dell'anima stessa della città.
A Istanbul e ai gatti ("kedi" in turco significa "gatto"), che si incontrano in ogni angolo della città, nelle librerie come nei bazar, nei caffé e perfino nelle moschee, liberi ma nutriti, curati e rispettati come animali quasi sacri, la regista ha voluto dedicare un documentario che è un'autentica dichiarazione d'amore. Con il direttore della fotografia Charlie Wuppermann è tornata a Istanbul per realizzare filmati sui gatti e ha raccolto tantissime storie dagli abitanti, dai negozianti, proprietari di gatti e non. Per avvicinarsi il più possibile agli animali i due cineasti hanno sperimentato nuovi strumenti e metodi di ripresa che hanno consentito di seguire i felini attraverso le strade della città, fino in fondo a vicoli bui e scantinati abbandonati, e hanno usato droni per filmarli sopra i tetti. Dopo due mesi di riprese, Ceyda Torun con l’aiuto di Mo Stoebe ha cominciato a montare le storie di ogni gatto, sforzandosi di catturarne l’unicità, con l'obiettivo finale di creare un lavoro che attraverso un selezionato numero di storie trattasse i temi dell’amore, della perdita, della gioia, della solitudine e dell’appartenenza.
Si legge nelle note di regia: "Spero che questo film faccia sentire lo spettatore come se gli si fosse posato un gatto sulle ginocchia inaspettatamente, facendo le fusa, costringendolo - perché impossibilitato a muoversi senza lasciar andare quella morbidezza - a pensare alle cose a cui non ha il tempo di pensare normalmente, a causa della frenesia della vita di tutti i giorni."

 


 

Ermanno Olmi (24 luglio 1931 - 7 maggio 2018)
In ricordo del caro amico Ermanno Olmi, grande cineasta e intellettuale che spesso e volentieri ha operato nella nostra regione collaborando con conterranei illustri quali Tullio Kezich, Dante Spinotti, Omero Antonutti, Claudio Magris, Gianola Nonino. – Lorenzo Codelli

L'albero degli zoccoli di Ermanno Olmi 30 anni dopo
PDF del volume realizzato da Rai Cinema e 01 Distribution per l'anniversario della Palma d'oro a Cannes.



Le Giornate del Cinema Muto, 37a edizione, Pordenone 6-13 ottobre 2018
James Murray & Jiggs, In Old Kentucky, MGM, 1927. (Margaret Herrick Library)
ll film, diretto da John M. Stahl e uscito in Italia con il titolo di Ritorno alla vita, sarà presentato alle Giornate 2018 nell’ambito della personale dedicata al regista e realizzata in collaborazione con il Cinema Ritrovato di Bologna (dove si vedranno le opere sonore di questo maestro del melodramma) e con gli archivi americani, in particolare della Library of Congress, che per l’occasione stamperà nuove copie.
La retrospettiva sarà accompagnata dall’uscita a ottobre del volume John M. Stahl a cura di Charles Barr e Bruce Babington pubblicato da John Libbey (Premio Jean Mitry 2017).
Tra le altre proposte di Pordenone 2018, un omaggio a Mario Bonnard, adattamenti da Balzac, 50 anni di The Parade’s Gone By, la seconda parte di “La sfida della Svezia”.

The Pordenone Silent Film Festival and Cinema Ritrovato join forces for a major retrospective dedicated to the American director John M. Stahl. Following the first part in Bologna this June, featuring a wide-ranging selection of sound films by this master of melodrama, Pordenone will be showcasing his little known silent career, from The Lincoln Cycle of 1917 to In Old Kentucky of 1927. This important rediscovery is happening thanks to the vital collaboration of several American archives, especially the Library of Congress, which is providing new prints for the occasion. A new volume of essays on Stahl, edited by Charles Barr and Bruce Babington and published by John Libbey, will be launched during the Pordenone retrospective.

 


 


4 maggio 2018

La Cineteca del Friuli commemora il 42o anniversario del terremoto del 6 maggio 1976 proponendo presso il Cinema Sociale - venerdì 4 maggio, ore 21 - un programma speciale che comprende un cortometraggio animato e due documentari: 59 secondi; Artquake: L'arte salvata; Portis deve rinascere qui. I tre film saranno replicati il prossimo mercoledì 9, sempre alle 21.

59 SECONDI di Mauro Carraro. Animazione, 16 min. Nadasdy Film/Autour de Minuit. CH/FR 2017. Presentato in anteprima l’estate scorsa al Festival di Locarno e premiato al Piccolo Festival dell’Animazione (Ud/Pn/Ts).
Spiega l’autore, Mauro Carraro, che oggi vive a Ginevra ma è originario di Aviano: “L’idea di questo cortometraggio è nata vedendo una foto di mio padre, quando da giovane soldato arruolato tra gli alpini in servizio a Gemona, aiutava ad estrarre dalla macerie i commilitoni sopravvissuti al crollo della caserma Pantanali distrutta dal terremoto. 59 secondi sono molto brevi ma anche molto lunghi quando possono cambiare il destino di molte vite e tra queste anche quelle di due giovani fidanzati, Bruno di 19 anni e Tiziana di 17, i miei genitori. Questa storia punta molto anche sulla resilienza come fattore positivo, sulla determinazione e capacità di superamento delle difficoltà e degli ostacoli come quelli causati dal terremoto.”
Nato nel 1984, Mauro Carraro si è diplomato all’ISAC di Cordenons laureandosi nel 2006 in design visivo al Politecnico di Milano. Nel 2010 ha conseguito il “diplôme de directeur digital” alla Supinfocom, l’ècole SUPérieure d’INFOrmatique de COMmunication di Arles. Nei suoi lavori utilizza la tecnologia della computer grafica 3d con la libertà e la leggerezza della pittura: “Ho fatto svariati cortometraggi che simulano l’acquerello, 59 secondi simula l’acquaforte.”
Il Bruno di 59 secondi è Bruno Carraro, che nel 1984 ha fondato ad Aviano la Domovip Italia Srl, un’azienda specializzata nella ricerca, produzione e distribuzione di una vasta gamma di prodotti attraverso la vendita diretta.
Proiezione alla presenza di Mauro Carraro e dei suoi genitori, Bruno e Tiziana. Introduzione di Paola Bristot, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e direttrice artistica del Piccolo Festival dell’Animazione.


ARTQUAKE: L’ARTE SALVATA di Andrea Calderone. Documentario, 62 min. Sky Arte/Tiwi. IT 2017.
ll film descrive i modi con cui comunità e istituzioni hanno affrontato concretamente le conseguenze del terremoto, analizzando le tipologie di danno subite dal patrimonio artistico in diversi momenti storici e località e mettendo a fuoco le opere create ex novo, nate dalla rielaborazione espressiva di un vissuto traumatico.
Un viaggio tra le zone più colpite d’Italia che prova a spiegare il ruolo dell’arte nel processo di elaborazione e di recupero che segue un terremoto, dal restauro degli affreschi di Giotto e Cimabue nella Basilica superiore di Assisi, fino a Gibellina, passando per il Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Abruzzo e l’Irpinia.
Tra i consulenti scientifici di Artquake, l’architetto Francesco Doglioni, uno dei protagonisti della ricostruzione di Venzone. Tra i testimoni locali, il fabbriciere del duomo di Venzone Aldo Di Bernardo e il fabbriciere del duomo di Gemona Mauro Vale, che nell’immediato post-terremoto, intervenendo tempestivamente – anche a costo di mettere a rischio la propria incolumità – presso Palazzo Boton, Madonna delle Grazie, San Giovanni, la Biblioteca, ha salvato molti tesori del patrimonio storico-artistico gemonese. Ha collaborato alla realizzazione del documentario anche la Cineteca del Friuli, che ha messo a disposizione dei produttori i filmati del proprio “Fondo Terremoto”.
Presentazione di Mauro Vale.


PORTIS DEVE RINASCERE QUI di Stefano Morandini. Ricerca: S. Morandini e Donatella Cozzi. Musica: Romano Todesco. Documentario, 50 min. APM Videoproduzioni/Università degli Studi di Udine. IT 2018.
Colpita dal terremoto del 1976 e successivamente minacciata da una frana, Portis, frazione di Venzone, fu “apparentemente” abbandonata dai suoi abitanti. Grazie alla tenacia e alla caparbietà della popolazione, la “nuova” Portis fu ricostruita poco più a nord in una zona sicura, ma il rapporto con il vecchio abitato non si è mai interrotto. Lo straordinario interesse antropologico di Portis è legato alla conservazione dei segni della passata vita familiare e comunitaria, come testimoniano il cimitero con i fiori ancora freschi o la rinata chiesa di San Rocco. Oggi la vecchia Portis è sede di un campo di addestramento della “SERM Academy”, la scuola internazionale di formazione in materia di gestione della risposta in emergenza sismica (International Training School in Seismic Emergency Response Management).
Presentazione di Stefano Morandini.

 


 

 

4 aprile 2018
La Cineteca rende omaggio a Martin Luther King, assassinato a Memphis il 4 aprile di 50 anni fa, proponendo al Cinema Teatro Sociale il filmato, con sottotitoli italiani, del suo celebre discorso del 28.08.1963 "I have a dream".

28 agosto 1963: Martin Luther King parla ai partecipanti alla marcia su Washington per il lavoro e la libertà: "I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin, but by the content of their character ..."


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