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Ricordo di Alain Resnais

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Nei giorni in cui il cinema mondiale piange la morte di Alain Resnais (3.6.1922 - 1.3.2014), ci fa piacere ricordare che tramite Francis Lacassin (1931-2008), amico di Resnais fin da giovane, la Cineteca del Friuli ha avuto in dono la collezione completa della loro introvabile fanzine Giff-Wiff, trimestrale del Club des bandes dessinées, la prima associazione francese dedicata allo studio dei fumetti, fondata da un gruppetto di appassionati nel marzo 1962 e presieduta da Lacassin. I primi numeri di Giff-Wiff, pubblicato dalla fine del 1962, erano fatti a mano. Resnais, vice presidente del Club, vi aveva collaborato tra l'altro intervistando Al Capp, rimontando le strisce di "Dick Tracy" e tributando un caloroso elogio a Burne Hogarth.




Dalla California a Gemona una Panafelx Gold II donata dalla Panavision
La Panaflex è un vero e proprio monumento alla storia del cinema. Posso immaginare attorno a questo monumento un manipolo di persone indaffaratissime che prendono decisioni geniali, ma a volte succede anche stupide, durante la fatica quotidiana e tuttavia quasi sempre appassionante che è la realizzazione di un film.  
Panavision, oltre che noleggiare le proprie macchine, è unica perché ovunque tu sia, ovunque nel mondo sia girato il film, trova sempre il modo di fornirti all'ultimo momento la lente che credi ti possa servire, l'accessorio utile, o la cinepresa addizionale non programmata. E questo mi succedeva anche all'inizio, quando il mio nome era pressoché sconosciuto nell'industria. 
Ho girato con la Panavision tutti i miei film più conosciuti: da Crimini del cuore, a L'ultimo dei Mohicani, a Heat - La sfida, al Pinocchio di Benigni, a LA Confidential.  
In questi ultimi anni sono passato alla tecnologia digitale (sempre o quasi con Panavision) ma è da notare che ancora molti film recenti usano la pellicola fotochimica. Con una tecnica che ancora è rappresentata dalla macchina da presa Panaflex che, devo dire con orgoglio, abbiamo qui alla Cineteca di Gemona. - DANTE SPINOTTI

Dante Spinotti (a dx) con Michael Mann durante le riprese dell'Ultimo dei Mohicani.

Una Panaflex Gold II, completa di lenti e di tutti gli accessori, è arrivata nei giorni scorsi dalla sede californiana della Panavision ad arricchire le collezioni della Cineteca del Friuli e sarà presto esposta nella sede di via Bini. Tutto questo grazie ai buoni uffici di Dante Spinotti, presidente onorario della Cineteca, che fra le Panaflex ha trascorso gran parte della sua luminosa carriera hollywoodiana di direttore della fotografia. La sua intermediazione ci ha permesso di entrare direttamente in contatto con il Vice Presidente della Panavision, Larry Hezzelwood, che si è detto subito disponibile a fornire un esemplare per l’esposizione.
Nella storia della Panavision, fondata da Robert Gottschalk nei primi anni Cinquanta e ora con filiali nei cinque continenti, la Panaflex riveste un ruolo molto speciale. Progettata dal leggendario Albert Mayer e arrivata sul mercato nel 1972, più piccola, leggera e silenziosa rispetto alle cineprese 35mm in uso fino a quel momento e come tale adatta anche alle riprese a mano, rappresentò un’autentica rivoluzione per il mondo del cinema, in cui ha dominato per tre decenni, dai primi anni '70 fino all’avvento del digitale. Oltre ad avere dimensioni ridotte, la Panaflex rendeva superfluo un ingombrante "sound blimp" (copertura che si utilizzava per eliminare il rumore della cinepresa) e facilitava di molto le riprese con sonoro diretto. In aggiunta, era dotata di un contagiri elettronico digitale e di un caricatore motorizzato per la sostituzione della pellicola. Il primo film girato con la Panaflex è Sugarland Express di Steven Spielberg (con Vilmos Zsigmond direttore della fotografia), uscito nel 1974.
È interessante notare che la Panavision non ha mai venduto le proprie macchine da presa. Il sistema è basato sul noleggio, con la certezza per chi le usa di avere sempre tutti gli aggiornamenti e le lenti migliori. Fra i diversi modelli della linea Panaflex, l'esemplare affidato alle cure della Cineteca, la Gold II, si colloca piuttosto avanti nella catena evolutiva, appena prima della Platinum, uscita nel 1986. L’ultima Panaflex a rappresentare una vera innovazione rispetto alle precedenti - e siamo ormai alla vigilia del XXI secolo - è la Millennium, del 1997, con un corpo macchina molto più piccolo e un nuovo sistema di trascinamento della pellicola. Seguono nel 1999 la Millennium XL, la prima macchina Panavision a ricevere entro un anno dalla sua introduzione sia un riconoscimento dell’Academy sia un Emmy, e nel 2004 la XL2. I primi film a utilizzare questi ultimi due modelli sono stati, rispettivamente, The Perfect Storm (La tempesta perfetta, 2000) di Wolfgang Petersen e Just Like Heaven (Se solo fosse vero, 2005) di Mark Waters.
La partnership con la Sony e la creazione della cinepresa HD Genesis hanno traghettato la Panavision nell’era digitale. Ma questo è l’inizio di un’altra storia. (26.2.14)

 


 

Sociale (6 gennaio 2009 - 5 gennaio 2014): 100.000 biglietti
Il cinema Sociale di Gemona a gestione Cineteca del Friuli ha raggiunto il traguardo dei 100.000 biglietti, ma il futuro della sala è legato alla digitalizzazione e al rinnovo delle poltroncine
Ha portato bene al Cinema Teatro Sociale di Gemona il quinto anniversario della gestione targata Cineteca del Friuli. Domenica 5 gennaio il pubblico del cinema ha raggiunto e superato quota 100.000. Tanti sono i biglietti venduti (cui vanno sommate alcune migliaia di ingressi alle iniziative gratuite) dal giorno dell'Epifania del 2009 quando la Cineteca assunse, allora con l'amministrazione Marini, il gravoso compitodella gestione della sala comunale, proseguita con l'attuale sindaco Paolo Urbani. Per una fortunata coincidenza il centomillesimo biglietto è stato venduto a uno spettatore di Frozen, film di animazione prodotto e distribuito dalla Disney, così come il primo biglietto era stato staccato per Wall-E, altro capolavoro Disney.
L’importante traguardo dei centomila è stato raggiunto grazie al grande impegno della Cineteca e alla collaborazione del Centro Espressioni Cinematografiche e di enti come la Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Gemona, il Circuito Cinema, l'ERT, la Comunità Montana del Gemonese, la Pro Glemona, Amnesty International, Buteghe dal mont - Glemone, associazioni di volontariato come l'AUSER Alto Friuli, e soprattutto grazie alla partecipazione del pubblico che ha seguito costantemente le proposte cinematografiche della Cineteca, consentendo al Sociale di raggiungere una media annuale di ventimila spettatori (un risultato soddisfacente, comunque inferiore alle esigenze della sicurezza economica, che sarebbe garantita con 25-30 mila presenze annuali) e di ottenere i premi d'Essai e Schermi di Qualità messi a disposizione dal Ministero dello Spettacolo e dei Beni Culturali.
Se da un lato si conferma dunque il ruolo centrale del Cinema Teatro Sociale nella vita culturale della città e del territorio, dall’altro rimangono sul tavolo due importanti questioni che mettono fortemente a rischio la futura attività della sala. In questi cinque anni non è stato ancora risolto il problema della scomodità delle poltroncine, per cui nel 2012 l'associazione Amici del Cinema Sociale ha raccolto più di duemila firme poi consegnate all'amministrazione Urbani e alla Regione. A ciò si aggiunge la necessità ormai inderogabile del passaggio al sistema di proiezione digitale, pena l’impossibilità di programmare nuovi film: salvo rare eccezioni, con la fine del 2013 infatti le case di distribuzione hanno cessato di stampare copie in pellicola. La spesa da sostenere per l’adeguamento della sala è di 72.000 euro + IVA. Allo scopo, la Regione Friuli Venezia Giulia ha già assegnato alla Cineteca 27.650 euro ma è ora necessario l'impegno di tutti – amministratori, associazioni e pubblico – per trovare al più presto i fondi rimanenti affinché il Cinema Sociale possa continuare la propria attività. (8 gennaio 2014)

 



Giulio Antamoro, Antonio di Padova, il santo dei miracoli (IT, 1931)

 




Clip dal documentario sul terremoto del 6 maggio 1976 proiettato al Sociale in occasione della visita del presidente Giorgio Napolitano.


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