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"Alla gentilezza di chi la raccoglie" presentato al Sociale sabato 6 febb.

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Cinema Sociale | sabato 6 febbraio | ore 17.30
Prima della proiezione del film IL LABIRINTO DEL SILENZIO – che rievoca la graduale scoperta, da parte Della Germania, degli orrori dei lager nazisti e la necessità d’iniziare a fare i conti con il proprio passato – presenteremo il libro ALLA GENTILEZZA DI CHI LA RACCOGLIE: DALL’INFERNO DI BUCHENWALD UNA STORIA VERA. La storia è quella dell’artista tolmezzino Giulio Cargnelutti (1912-2007) e chi la racconta è la figlia Raffaella, critica e storica dell’arte, che per l’occasione sarà al Sociale assieme a Marco Balestra, presidente dell’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati) di Udine.

 


Cinema Sociale | lunedì 1, martedì 2 febbraio | ore 21.00
RIDENDO E SCHERZANDO: RITRATTO DI UN REGISTA ALL’ITALIANA di Paola e Silvia Scola. Con Ettore Scola e l’amichevole partecipazione di Pierfrancesco Diliberto (Pif). Documentario, 86 min. IT 2015. 01 Distribution. Presentazione di Lorenzo Codelli.
Il Sociale, gestito dal 2009 dalla Cineteca del Friuli, non poteva non essere tra le 197 sale italiane che nei primi due giorni di febbraio onorano Ettore Scola a due settimane dalla scomparsa presentando il documentario realizzato su di lui dalle figlie Paola e Silvia. Questo non solo per la sua importanza come cineasta ma anche per il sostegno che egli ci diede quando, nel 1977, pochi mesi dopo il terremoto, fondammo l’associazione che sarebbe diventata La Cineteca del Friuli. Insieme a Tullio Kezich, Scola fu tra i primi a rispondere – con una generosa donazione – alla sottoscrizione da noi lanciata tramite la stampa nazionale.

 


 

Un importante progetto della Cineteca del Friuli sulla Grande Guerra sostenuto dalla Presidenza del Consiglio
Un importante progetto dellaLa Cineteca del Friuli, che da anni (prima delle ricorrenze centenarie) segue il rapporto tra grande guerra e cinema, con ritrovamenti, digitalizzazioni e restauri di film, il loro studio e rivalutazione critica, e presentazioni in rassegne locali, nazionali e internazionali, si è vista riconoscere dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri un progetto che coronerà e insieme rilancerà queste attività.
Grande guerra e cinema italiano: un fronte sconosciuto s'intitola il progetto della Cineteca, uno dei 768 presentati da istituzioni e realtà culturali al bando per i progetti speciali, e che è stato accolto tra i 45 finanziabili piazzandosi in diciannovesima posizione, oltretutto come unico progetto riferito al cinema.
Il sottotitolo precisa che si tratta di Un programma di restauri per una riscoperta complessiva del patrimonio archivistico e dunque gli interventi di digitalizzazione e la loro circolazione, dai festival internazionali alle scuole, saranno i tasselli di una vera e organica riscoperta di una zona fondamentale del cinema italiano.
Sull'iniziativa la Cineteca ha coinvolto alcuni preziosi partner: il maggior archivio di cinema italiano, la Cineteca Nazionale, e alcune istituzioni culturali rappresentative di tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia: l'Assessorato alla cultura del Comune di Udine, le Giornate del cinema muto di Pordenone, il festival I mille occhi di Trieste, il Premio Amidei di Gorizia.
La proposta parte dal presupposto che, nonostante i molteplici studi e le precedenti ricerche archivistiche, il rapporto tra la vicenda della grande guerra e il cinema italiano sia rimasto estesamente inesplorato, a cominciare dall'opera di quel Luca Comerio che non fu solo un attento “operatore” sui campi di battaglia, ma fu capace di uno sguardo da grande cineasta sui destini storici del ventesimo secolo che trovano nella prima guerra mondiale il nucleo prolungantesi su tutto il resto. Se perciò le Giornate del cinema muto approfondiranno il cinema di Comerio, il festival I mille occhi si soffermerà sulle conseguenze nel dopoguerra, fino al fascismo e alla seconda guerra mondiale, di quella vicenda. La Sala Trevi della Cineteca Nazionale, il Visionario di Udine e il Premio Amidei di Gorizia svilupperanno ciascuno il progetto secondo le proprie priorità d'interesse culturale.
L'iniziativa vuole giungere a un vero e approfondito ripensamento storico del cinema italiano in relazione a un ripensamento della storia italiana in rapporto al momento della grande guerra. L'articolazione divulgativa, nelle scuole e nella società, si baserà sull'acquisizione digitale di opere che ormai solo nei grandi festival possono essere proiettate negli originali supporti in pellicola. L'intervento è reso possibile dalla presenza a Gemona dell'Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia gestito dalla Cineteca del Friuli, nel quale le condizioni ottimali di conservazione dei film in pellicola si uniscono alla presenza del macchinario più avanzato per gli interventi di digitalizzazione.
Il progetto consentirà anche un consolidamento di quella rete archivistica che la Cineteca del Friuli sta costruendo, oltre che con la Cineteca Nazionale, con tutte le cineteche italiane ed estere aderenti alla FIAF (Federazione internazionale degli archivi del film).
Si coniuga al meglio quindi, con questo progetto, il rapporto tra le competenze professionali e specialistiche legate al cinema e le esigenze di conoscenza di studiosi di altri campi e di spettatori e cittadini di ogni età, così come il rapporto tra l'approfondimento della storia locale con le vicende e le attenzioni internazionali.
Il progetto è coordinato, col direttore dela Cineteca Livio Jacob, da Sergio M. Germani, studioso di cinema, ricercatore archivistico nonché realizzatore di rassegne festivaliere, e potrà avvalersi delle professionalità attive nell'archivio e presso gli altri servizi della Cineteca, all'interno della collaborazione della rete archivistica nazionale ed internazionale.
       

 


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