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Cinema Sociale | mercoledì 18 maggio | ore 21.00 | ingresso libero
MEMORIA DI MASSA. IL FILM AMATORIALE COME PATRIMONIO STORICO E SOCIALE.
Proiezione di filmati dell'archivio della Cineteca del Friuli:
-
Il terremoto in Carnia del 1928 5 min.
- Gemona negli anni 1972-73 di Cesare Sabidussi, 7 min.
- C’era una volta… Gemona di Lauro Pittini, 1976, 13 min.
- Le tremblement de terre du Frioul di S. Muller e G. Ritter, 1976, 25 min.
Ed inoltre:
- Gemona magica: visioni del passato di Giulio Calderini, 2016, trailer

Il progetto “Memoria di massa: archivi digitali e patrimonio artistico ”, a cura di Andrea Collavino e Renato Rinaldi, è realizzato con il sostegno delle Fondazioni CRUP, CariGo e Antonveneta.
Il progetto si propone di sensibilizzare la popolazione, e in particolare le giovani generazioni, sui problemi del mantenimento delle memorie digitali, cui viene oggi affidato tutto il patrimonio di testi, immagini e filmati che la società produce. La non corretta conservazione di queste memorie porterebbe alla perdita di un patrimonio essenziale per la ricostruzione storica della vita socio-culturale di intere generazioni. Il problema investe tanto i privati cittadini quanto le istituzioni come archivi, musei e cineteche.

 


 

 

Cinema Sociale | mercoledì 4 maggio | ore 21.00
QUANDO LA TERRA CHIAMA di Massimo Garlatti-Costa. Documentario, 54 min. Raja Films, IT 2016. In collaborazione con l'Ente Friuli nel Mondo.
In
programma anche due cinegiornali inediti, uno su Gemona subito dopo il 6 maggio, l’altro sul Friuli dopo le scosse dell’11 settembre.
Saranno presenti l'Autore e il Presidente dell'Ente Friuli nel Mondo.
Ingresso:
4 euro. L'incasso sarà devoluto a favore delle popolazioni dell'Ecuador colpite dal terremoto del 16 aprile.

Articolo di Carlo Gaberscek (Messaggero Veneto, 04.05.2016):
La tragedia del terremoto in Friuli come fu conosciuta, sentita e vissuta dai friulani che, all’epoca, vivevano come emigrati in vari paesi del mondo e anche in altre parti d’Italia è il tema di Quando la terra chiama.
Prodotto per l’Ente Friuli nel Mondo dalla Raja Films di Massimo Garlatti-Costa, che ne è anche regista e sceneggiatore, il documentario inizia con le drammatiche immagini dei primissimi soccorsi a Pinzano e Forgaria la notte del 6 maggio 1976, rischiarata dalle fotoelettriche dell’esercito e dei vigili del fuoco, quando le notizie erano ancora confuse e molto frammentarie. Seguono le interviste di Gianni Minà, uno dei primi giornalisti della Rai giunti sui luoghi del disastro, che, la mattina del 7 maggio, registrano la dignità e forza d’animo della gente di fronte alle case distrutte, il loro orgoglio nel non piangere.
La sconvolgente notizia del sisma fa il giro del mondo e ai nostri connazionali all’estero suscita un clima di angoscia e trepidazione. Infatti molti di loro, che provenivano da piccoli paesi della pedemontana e delle Prealpi, per giorni, anche a causa delle difficoltà nelle rete di comunicazioni, non ricevono informazioni dettagliate sulla situazione.
Tra i friulani nel mondo comincia così ad attivarsi una rete di collegamenti facenti capo ai Fogolârs furlans di varie città europee, americane, australiane e italiane; una corsa alla solidarietà che ben presto si trasforma in una grande macchina in grado di organizzare aiuti concreti e cospicui, con raccolte di fondi rivolti principalmente a dare un tetto ai senza casa. Ne parlano Elena Fioritto (Ente Friuli nel Mondo), Angelo Donati (Sidney), Joe Toso (Vancouver), Oreste D’Agosto (Mulhouse), Silvano Cella (Tessin-Canton Ticino), Franco Sinicco (Perth), Duilio Corgnali (Roma), Giovanni Gerussi (Limbiate, prov. di Monza e della Brianza), Primo Di Luca (Toronto), Feliciano Della Mora (Torino), Enrico Odorico (Copenaghen), Italo Fossaluzza (Londra), Franco Bertoli (Lussemburgo).
Tra le molti voci nel documentario anche quella di Terry Spence, noto giornalista televisivo di Channel 9 di Perth, che, avendo passato un periodo a Vedronza l’anno precedente, si interessa in modo particolare al dramma del terremoto, la cui notizia ha un forte impatto in quella città dell’Australia occientale, dove vivono molti discendenti di friulani.
Due servizi sul terremoto furono realizzati da Bruno Vespa, che, a 40 anni di distanza, ricorda ancora bene la sensazione di grande disastro, ma anche di grande speranza, con un unico momento di tristezza, quello dell’esodo di migliaia di friulani sulla costa a causa dei terremoti di settembre, e riconosce che la ricostruzione del Friuli è la cosa migliore che l’Italia abbia fatto negli ultimi quarant’anni.
Nel documentario porta la sua testimonianza l’on. Mario Toros, a quell’epoca ministro del Lavoro, che verso la mezzanotte del 6 maggio ricevette una telefonata di Francesco Cossiga, ministro dell’Interno, che lo convocava il mattino seguente a Palazzo Chigi, dove il Presidente del Consiglio Aldo Moro propone un decreto legge per la ricostruzione e lo sviluppo del Friuli.
Omaggio a un grandioso sforzo collettivo, a uno straordinario esempio di solidarietà nazionale e mondiale, il documentario QUANDO LA TERRA CHIAMA è stato realizzato in varie versioni linguistiche e sarà distribuito dall’Ente Friuli nel Mondo presso tutti i Fogolârs e lis Fameis Furlanis.

 

 


 

Cinema Sociale| sabato 9 e domenica 10 aprile 2016 | ore 20.30
In occasione del V Raduno del Battaglione Alpini Gemona, la Cineteca del Friuli presenta al Sociale sabato 9 aprile alcuni filmati sul terremoto del 1976 e domenica 10 l'edizione restaurata del film del 1916, MACISTE ALPINO, da cui è tratto il fotogramma qui di seguito riprodotto e cortesemente fornito dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Brochure del film

 

 


 

Un importante progetto della Cineteca del Friuli sulla Grande Guerra sostenuto dalla Presidenza del Consiglio
Un importante progetto dellaLa Cineteca del Friuli, che da anni (prima delle ricorrenze centenarie) segue il rapporto tra grande guerra e cinema, con ritrovamenti, digitalizzazioni e restauri di film, il loro studio e rivalutazione critica, e presentazioni in rassegne locali, nazionali e internazionali, si è vista riconoscere dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri un progetto che coronerà e insieme rilancerà queste attività.
Grande guerra e cinema italiano: un fronte sconosciuto s'intitola il progetto della Cineteca, uno dei 768 presentati da istituzioni e realtà culturali al bando per i progetti speciali, e che è stato accolto tra i 45 finanziabili piazzandosi in diciannovesima posizione, oltretutto come unico progetto riferito al cinema.
Il sottotitolo precisa che si tratta di Un programma di restauri per una riscoperta complessiva del patrimonio archivistico e dunque gli interventi di digitalizzazione e la loro circolazione, dai festival internazionali alle scuole, saranno i tasselli di una vera e organica riscoperta di una zona fondamentale del cinema italiano.
Sull'iniziativa la Cineteca ha coinvolto alcuni preziosi partner: il maggior archivio di cinema italiano, la Cineteca Nazionale, e alcune istituzioni culturali rappresentative di tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia: l'Assessorato alla cultura del Comune di Udine, le Giornate del cinema muto di Pordenone, il festival I mille occhi di Trieste, il Premio Amidei di Gorizia.
La proposta parte dal presupposto che, nonostante i molteplici studi e le precedenti ricerche archivistiche, il rapporto tra la vicenda della grande guerra e il cinema italiano sia rimasto estesamente inesplorato, a cominciare dall'opera di quel Luca Comerio che non fu solo un attento “operatore” sui campi di battaglia, ma fu capace di uno sguardo da grande cineasta sui destini storici del ventesimo secolo che trovano nella prima guerra mondiale il nucleo prolungantesi su tutto il resto. Se perciò le Giornate del cinema muto approfondiranno il cinema di Comerio, il festival I mille occhi si soffermerà sulle conseguenze nel dopoguerra, fino al fascismo e alla seconda guerra mondiale, di quella vicenda. La Sala Trevi della Cineteca Nazionale, il Visionario di Udine e il Premio Amidei di Gorizia svilupperanno ciascuno il progetto secondo le proprie priorità d'interesse culturale.
L'iniziativa vuole giungere a un vero e approfondito ripensamento storico del cinema italiano in relazione a un ripensamento della storia italiana in rapporto al momento della grande guerra. L'articolazione divulgativa, nelle scuole e nella società, si baserà sull'acquisizione digitale di opere che ormai solo nei grandi festival possono essere proiettate negli originali supporti in pellicola. L'intervento è reso possibile dalla presenza a Gemona dell'Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia gestito dalla Cineteca del Friuli, nel quale le condizioni ottimali di conservazione dei film in pellicola si uniscono alla presenza del macchinario più avanzato per gli interventi di digitalizzazione.
Il progetto consentirà anche un consolidamento di quella rete archivistica che la Cineteca del Friuli sta costruendo, oltre che con la Cineteca Nazionale, con tutte le cineteche italiane ed estere aderenti alla FIAF (Federazione internazionale degli archivi del film).
Si coniuga al meglio quindi, con questo progetto, il rapporto tra le competenze professionali e specialistiche legate al cinema e le esigenze di conoscenza di studiosi di altri campi e di spettatori e cittadini di ogni età, così come il rapporto tra l'approfondimento della storia locale con le vicende e le attenzioni internazionali.
Il progetto è coordinato, col direttore dela Cineteca Livio Jacob, da Sergio M. Germani, studioso di cinema, ricercatore archivistico nonché realizzatore di rassegne festivaliere, e potrà avvalersi delle professionalità attive nell'archivio e presso gli altri servizi della Cineteca, all'interno della collaborazione della rete archivistica nazionale ed internazionale.
       

 


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